Bambine, non spose: Unicef contro i matrimoni precoci

Oltre un terzo di tutte le donne tra i 20 e i 24 anni si sono sposate prima dei 18 anni, un terzo di esse prima dei 15 anni

[Rossella Sala, Segretaria Younicef Trento]

Secondo i dati più recenti, si stima che nei Paesi in via di sviluppo (Cina esclusa) oltre un terzo di tutte le donne (circa 70 milioni) tra i 20 e i 24 anni si sono sposate – o hanno iniziato a convivere – prima dei 18 anni, e un terzo di esse addirittura prima dei 15 anni.La maggior parte dei matrimoni precoci si registra nell’Asia meridionale e nell’Africa subsahariana, non a caso le regioni in cui sono più diffuse mortalità e denutrizione infantile, analfabetismo (soprattutto femminile), abusi e violenze sull’infanzia, contagio dell’HIV/AIDS.

Protagoniste del fenomeno sono soprattutto le bambine residenti in zone rurali e appartenenti alle fasce più povere della popolazione, ragazze spesso sentite come un peso economico dalle famiglie e da una società che le considera meno produttive rispetto ai maschi. Sottratte alla propria rete familiare, private dell’infanzia e della possibilità di ricevere un’istruzione, le spose bambine sono generalmente vittime di violenze e abusi nonché esposte a gravi rischi per la salute: almeno 50 mila ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono ogni anno a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Inoltre, se una madre ha meno di 18 anni, il rischio che il suo bambino muoia nel primo anno di vita è del 60% più alto rispetto a uno nato di una donna che ha superato i 19 anni.

I matrimoni precoci costituiscono una violazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la quale stabilisce come preminente l’interesse superiore del bambino (art.3), sancisce il diritto del minore a esprimere liberamente la propria opinione (art.12), il diritto alla protezione da ogni forma di violenza (art.19) nonché all’istruzione e alle pari opportunità (art.28-29).

L’UNICEF, con le organizzazioni partner, promuove l’istruzione come migliore strategia per proteggere le bambine dai matrimoni precoci, favorendo l’accesso all’istruzione primaria, assistendo i governi nell’elaborazione di norme più efficaci contro le unioni tra bambini e sensibilizzando le comunità locali sull’argomento.

Il Comitato Italiano per l’UNICEF ha deciso di dedicare la Giornata Mondiale della Donna 2013 alla lotta contro i matrimoni infantili, attraverso il lancio della campagna “Bambine, non spose” e l’organizzazione di eventi in molte città italiane. Per saperne di più e scoprire le iniziative più vicine a te, visita il sito.

 

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