Granturismo – Caulonia Limbo Ya Ya

Brutture Moderne/Goodfellas, 2013

È un disco che regala sorrisi e bei momenti Caulonia Limbo Ya Ya dei Granturismo.

Assenti da quasi tre anni – l’ultimo Il Tempo di una danza è difatti del 2010 – la band emiliana capitanata dal factotum Cavallaro confeziona un perfetto e spensierato lavoro pop, che in un momento di sgomento per il risultato della appena conclusa tornata elettorale può solo far bene.

Ma cos’è questa Caulonia citata nel titolo? È un qualche paese lontano e magari Caraibico che con le sue tradizionali sonorità ha influenzato le recordin’ session? È un Rum invecchiato in pregiate botti di quercia americane?

No, niente di tutto questo. Caulonia, o meglio la Repubblica Rossa di Caulonia, è stata una repubblica socialista instaurata in Calabria nel marzo del ’45 da Pasquale Cavallaro – sindaco comunista e antenato del “nostro” Cavallaro – cavalcando l’onda di ribellione dei contadini nei confronti dei prepotenti proprietari terrieri, decisi a proteggere i privilegi su quelle terre. Durò poco, solo cinque giorni, e si concluse ancora peggio con la morte dello stesso Cavallaro, di suoi due “caulonici” e del prete del Paese. Nel sangue insomma…

L’excursus era necessario, non per capire gli undici brani che compongono il disco, ma perché oggi della Repubblica di Caulonia nessuno parla ed è bello che un disco di musica “leggera” – se ancora esiste qualcuno che la chiami in questa maniera – possa stuzzicare la curiosità e spingere i più giovani ad approfondire.

C’è di tutto in Caulonia Limbo Ya Ya e tutto funziona come si deve: c’è il blues-rock, c’è il country e c’è il calypso che con le steel drum per un attimo ti catapulta veramente in un isola dell’arcipelago caraibico. Ogni canzone ha atmosfere diverse che ti fanno immaginare assolati pomeriggi estivi spiati dalle fessure di una tapparella anche quando in Dubbi Dubbi si va nei territori gelidi della Norvegia dei Kings Of Convenience. Registrato in soli tre giorni dall’ottimo Francesco Giampaoli, Caulonia Limbo Ya Ya è un bel disco, raffinato e accattivante che riesce nei trentacinque minuti che lo compongono a non far pensare a nulla di spiacevole.

È questo il fine massimo per un disco pop. E i Granturismo lo sanno bene.

Bravi.

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