[INDIEretta] Colpi di stile

Prima puntata di INDIEretta, condotto dal nostro Mattia Marchi, ogni giovedì alle 22:30 su Radio 5.9. Stay tuned!

Fab, Albert, Jules, Nick e Nikolai siedono al tavolo del pub, stracolmo di bottiglie di Bud e di pacchetti di Marlboro “rosse”, quasi tutti aperti. Fab sta sulla sinistra e scherza con Albert. Jules li guarda, ma non sembra divertito tanto quanto loro. Nikolai e Nick stanno invece dall’altro lato del tavolo, sulla destra. Nikolai sembra guardarci in faccia, rigido e impassibile come siamo abituati a vederlo sul palco; mentre Nick, con la sua cravatta nera allentata, si accarezza i capelli con una mano, mentre con l’altra tiene stretta la birra più vicina a lui.

In questo fotogramma, preso dal filmato di Someday, vedo l’essenza dello “Strokes’ style“: i ragazzi nel video scherzano, giocano a flipper, si divertono a scegliere musica al jukebox e fanno gli arroganti nello sketch del quiz televisivo. La perfetta assonanza tra la melodia dolce e precisa della Stratocaster di Albert che accoglie la voce sporca e altalenante di Jules poi, è ancora una volta emblematica: il gruppo ha scelto di chiamarsi “The Strokes”, letteralmente “I Colpi” o “I Movimenti”, proprio perché la loro musica può apparire per certi aspetti dura e aggressiva, proprio come un pugno,  ma anche dolce e melodica come una carezza.

Il gruppo si forma a New York, nel 1998, dalla fusione di idee e influenze musicali variegati ma coerentemente raggruppabili sotto il nome di una band che ha fatto la storia del rock: The Velvet Underground.

All’inizio il gruppo era composto da Julian, cantante e leader carismatico; Nick, virtuoso chitarrista; e Fab, batterista di origini italiane appassionato anche di arte e scultura. Si aggiungono poi Nikolai, bassista di spessore dal portamento riservato e tenebroso; e Albert, chitarrista, figlio d’arte, intimo amico di Julian. La formazione è così al completo e inizia a suonare, prima a New York, arrivando poi in Inghilterra nel 2001.

Proprio nel Regno Unito gli Strokes lasciano estasiata la stampa. Il New Musical Express infatti scrive:

Siamo franchi nell’affermare che gli Strokes sono i più grandi ‘bastardi’ che ci siano in giro al momento… Ci hanno mandato al tappeto con la passione e la purezza romantica del Punk Rock di New York, gli Strokes avanzano spavaldi con l’aria di poeti della strada che hanno mandato in pezzi la canzone pop, per sostituirla con la rabbia, l’incomprensione, l’odio, la libidine. Hanno illustrato in technicolor e su schermo gigante tutte le frustrazioni dei giovani adulti… Ecco svelata l’essenza, a volte tanto profonda quanto casuale, dello stile di questi bardi fotogenici della Bowery.”

Nel settembre del 2001 esce così in Europa l’album d’esordio, Is This It, con suoni e stile tipici della scena underground dei primi anni settanta. L’album contiene pezzi sorprendenti, tra cui il sopra citato Someday, Last Nite, Take It Or Leave It e la canzone che dà il nome all’album: Is This It, con la quale la band spesso inizia i concerti. In America l’uscita è però posticipata di qualche mese, a causa della tragedia dell’11 settembre, e la canzone New York City Cops è sostituita da When It’s Started.

Durante il tour mondiale di lancio di Is This It, Julian continua a scrivere canzoni per il successivo album, che verrà pubblicato il 20 ottobre 2003, con il nome Room on Fire.

L’album, seppur ricco di canzoni in stile Strokes, come Reptilia o What Ever Happened, non riscuote tanto successo e consensi come fu con Is This It. Questo però non tarpa le ali agli Strokes, che continuano a far parlare di loro con rumors che vorrebbero una relazione tra Jules e Courtney Love, alla quale il cantante avrebbe dedicato anche la canzone Meet Me In The Bathroom. Pettegolezzi mai confermati, ma che fanno crescere e alimentano quell’alone di fascino e grandezza che da sempre aleggia attorno alla band.

Gli Strokes escono poi nel gennaio 2006 con il loro terzo disco: First Impression of Earth, un album diverso dai precedenti, sia per la ritmicità, più ricercata e complessa; ma anche per la limpidezza della voce di Jules, questa volta priva di effetti e distorsioni.

Dopo il tour di lancio dell’album però il gruppo si disarticola, anche e soprattutto per incomprensioni e liti interne tra Julian e Nick che si contendono il ruolo di frontman.

Alcuni dei componenti (Julian Casablancas, Albert Hammond Jr., Nikolai Fraiture) intraprendono così progetti solisti.

Questa pausa volontaria tiene la band lontana dagli studi di registrazione per cinque lunghi anni, ma permette a Julian, Albert e Nikolai di maturare esperienze e scoprire nuovi stili musicali che si riveleranno preziosissimi nell’incisione del successivo album della band.

Album che uscirà il 21 marzo 2011, con il nome Angles. Come detto un lavoro nuovo, che risente fortemente della parentesi solista dei membri del gruppo; ma risente anche tanto dei gusti moderni e elettronici del nuovo produttore Joe Chiccarelli, già produttore di U2, Elton John e Jamie Cullum. Nell’album troviamo quindi pezzi dalle ritmiche tipicamente electro-indie, come Machu Picchu o Taken For a Fool; inoltre, ancora una volta, assistiamo a una cambiamento nella voce di Julian che si fa cupa e tenebrosa per poi risalire e diventare dolce e cullante.

Attualmente la band sta lavorando al loro quinto album, Comedown Machine che uscirà il 25 marzo 2013, lanciato dai singoli One Way Trigger e All The Time che lasciano trapelare la sensazione che sarà ancora una volta un lavoro nuovo, un ulteriore rinnovamento dei suoni della band e quasi sicuramente un altro successo. Ma sempre e comunque nel segno dello “Strokes’ style”.

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