[Intervista doppia] Vittorio Ferraresi, deputato M5S

L’idea era di farvi una decina di domande perfettamente identiche. Ma abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza: identici non siete e nemmeno i movimenti a cui appartenete.

1. Partiamo con le domande di rito. Su un’isola ci sono due tipi di persone: i furfanti (mentono sempre) e i cavalieri (dicono sempre la verità). In tale fantastico luogo, corre voce che vi sia sepolto dell’oro. Tu arrivi e chiedi a uno dei nativi, che chiameremo A, se c’è effettivamente oro sull’isola. Egli dà la seguente risposta: ‘Sull’isola c’è oro se e solo se io sono un cavaliere’.

a) Si può determinare se A è un cavaliere o un furfante?

Essendo una doppia implicazione,

b) si può determinare se c’è oro sull’isola?

Non si può determinare se A è un Furfante o un Cavaliere.

Si può invece determinare che sull’isola c’è oro, in quanto se A fosse un Furfante direbbe sempre il falso, e quindi l’affermazione precedente sarebbe falsa.

Se fosse un Cavaliere invece direbbe sempre la verità, quindi l’affermazione precedente sarebbe vera, sull’isola quindi ci sarebbe oro.

Contestualizzata, ti posso dire che è meglio fidarsi, anche non potendo avere la certezza che noi siamo “cavalieri”, di sicuro si sa che gli altri politici sono “furfanti”, quindi rispetto a chi ha rubato il “tesoro” degli italiani per anni conviene fidarsi di chi ancora non ha avuto la possibilità di dimostrare cosa sa fare.

2. La domanda sopra era propedeutica alle successive. Ho contestualizzato tutto, non temete. In caso contrario i miei boss mi avrebbero reciso le unghie dei diti con le pinze da legna. Dunque, continuiamo: tu appartieni a uno degli unici due grandi movimenti politici che hanno concesso al proprio elettorato di scegliere i candidati al Parlamento tramite primarie. Pensi che il meccanismo di scelta dei suddetti abbia premiato il merito dei partecipanti? O magari il sistema ha rivelato qualche falla, consentendo a persone non particolarmente adatte di andare a sedere in Parlamento?

Intanto preciso che siamo i primi a non voler essere chiamati “onorevoli”.

Credo che questo sistema non sia perfetto, ma ha permesso di far ricadere la scelta su soggetti ritenuti idonei a ricoprire questo ruolo da parte degli attivisti, senza alcuna imposizione (parlo per noi) dall’alto. Quindi direi che non ci sono falle, è solo il prezzo della scelta democratica. 

3. Fare parte del Parlamento che guida una nazione non è una cosa che si impara a scuola. Da uomo della strada, ero solito pensare che un buon parlamentare necessitasse di competenze amministrative maturate sul territorio. Tu non ne hai alcuna. Cosa ti ha spinto a ritenerti all’altezza di un incarico del genere?

Si è sempre pensato che quello della politica fosse un ambiente elitario, inaccessibile alle persone comuni. Io credo in realtà che le competenze amministrative si possano acquisire in breve tempo, sempre che si abbia la voglia di lavorare a pieno ritmo e soprattutto mettendo passione in quello che si porta avanti. Per quanto riguarda l’incarico che ora ricopro, quello che mi ha spinto fin dall’inizio è stata la condizione di generale decadenza della politica italiana e il comportamento dei suoi rappresentanti. Quello di cui c’è bisogno e che ci impegniamo a costruire è una politica nuova, caratterizzata da freschezza e onestà.

4. Come vivi il rapporto con l’alta dirigenza del tuo partito? Ti senti ascoltato? Hai mai avuto, per dirla in altro modo, l’effettiva impressione che le tue parole e le tue iniziative contribuissero a dare una direzione al tuo partito (pardon, movimento)?

Alta dirigenza? Penso che la domanda sia solo per Giuditta. Non abbiamo direzioni di partito. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, finora le decisioni sono state prese insieme. Credo che le parole e le opinioni di tutti gli attivisti siano state prese in considerazione e abbiano contribuito concretamente alle decisioni finali del movimento.

5. Come pensi, o auspichi, si possa risolvere l’attuale stallo politico? Credi che se ne possa uscire con un’eventuale alleanza tra PD e M5S o preferiresti altre soluzioni? Quali, nello specifico?

Non credo: noi non facciamo nessun tipo di alleanza, com’è noto fin dalla nascita del M5S.

Un governo a 5 stelle.

6. A prescindere da come si uscirà dall’attuale impasse istituzionale, noi di Mumble: riteniamo che tornare a votare con questa legge sarebbe una vergogna inammissibile. Siccome questa – a giudicare da ciò che urlano e metaforizzano – è un’opinione che pure i leader di M5S e PD condividono, non pensi che se non troveranno un accordo per cambiarla, il loro comportamento non si possa che giudicare inammissibilmente vergognoso?

Penso che l’opinione che abbiamo nei confronti di questa legge elettorale sia chiara, così come la volontà di cambiarla. Certo, al peggio non c’è mai fine, quindi attenzione: non voteremo un altro “porcellum”.

Purtroppo spesso ci dimentichiamo che il comportamento inammissibile e vergognoso sia stato proprio quello tenuto dal governo Monti, sostenuto anche da Bersani, che non ha fatto una nuova legge elettorale nonostante ne avesse il tempo materiale. Se questo cambiamento ci fosse stato, non saremmo in questa situazione.

7. Sicuramente conoscerai i programmi del tuo partito e di quello della tua collega. Qual è la proposta che più ti sta a cuore del tuo programma, e quale, tra quelle del programma della tua collega, vedi più di buon occhio?

Le proposte sull’ambiente e il territorio del M5S mi rendono orgoglioso di far parte di questa rivoluzione. Questo sogno che avevo fin dall’infanzia finalmente si è concretizzato.

Formalmente vedo di buon occhio il 70% delle proposte programmatiche del PD: purtroppo, conoscendo la realtà, nella sostanza si riducono allo 0%.

8. Sia PD che M5S si sgolano nel dire che il dimagrimento della politica (e dei suoi costi) è uno dei punti centrali per la ripresa del Paese. In effetti, in Sicilia, gli eletti grillini hanno raccolto circa 200.000 € che destineranno alle piccole imprese regionali, decurtandosi lo stipendio. Sono piccoli passi, ma assai significativi. Il M5S “romano” farà la stessa cosa? Nel caso decideste di farlo, vi consigliamo soggetti a cui destinare i fondi: gli imprenditori emiliani colpiti dal terremoto. La situazione, che noi di Mumble: tocchiamo con mano giornalmente, non è più sostenibile: lo stato – e gli aiuti – latitano.

No, puntualizziamo: il taglio dei costi della politica che il M5S vuole attuare non ha nulla a che fare con l’idea che ha il PD sull’argomento. Noi rinunceremo a 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, il PD rinuncerà ai suoi 45 milioni di euro? E all’assegno di fine mandato? Noi rinunceremo alla metà dello stipendio e rendiconteremo le nostre spese online, i soldi rimanenti non andranno al M5S, ma saranno restituiti.

Per il resto mi sembra scontata la risposta: sì! Quando facciamo una promessa la manteniamo. Il M5S nazionale farà la stessa cosa.

Mi piacerebbe molto che la restituzione fosse fatta a favore dei terremotati (le possibilità e varianti non mancano). Resta comunque il fatto che la scelta sarà presa dal gruppo.

Ultima cosa: abbiamo ricevuto 568.832 euro dai cittadini come offerte per la campagna elettorale del M5S. Alla fine della rendicontazione i soldi non impiegati per la stessa saranno dati ai terremotati (presto si daranno ulteriori dettagli).

9. Spesso ho sentito rappresentanti del tuo movimento affermare che il cuore e la mente di M5S sono i militanti e che Grillo è solo il vostro “megafono”. Rimane il fatto che Grillo è il possessore unico di nome, logo e sito di riferimento del movimento (attraverso il quale per altro incassa cospicue somme). È inoltre difficile negare che il suo comportamento sia sempre più assimilabile a quello di un segretario di partito, che detta la linea in modo abbastanza intransigente (le minacce di abbandonare tutto in caso di coalizione con il PD sono un esempio abbastanza eclatante).  In sette anni di blog non ha mai risposto o ripubblicato alcun commento ai suoi post. Non percepisci contraddizioni in questa condotta? Non pensi ci sia un forte problema di democrazia all’interno del M5S? E, magari, pure un problema di conflitto di interessi?

Megafono e garante, perché all’inizio 4 regole in croce ce le siamo date, e bisogna rispettarle; le cospicue somme di cui parli sono LEGALI, frutto di un lavoro onesto, e non vengono da rimborsi elettorali pagati dai cittadini. Altra puntualizzazione: anche quando il M5S non esisteva, il blog c’era già.

No è facile negarlo invece, i punti fondamentali del M5S sono quelli. Quando un soggetto entra in un movimento politico coerente con le proprie idee di base, lo fa perché si riconosce in esse di solito, se no opterebbe per un altro.

Ma quale minaccia … da attivista del M5S se i parlamentari dello stesso votassero compatti su un punto nettamente contrario al programma o ai suoi principi fondamentali reputo assolutamente normale l’abbandono, si chiama coerenza.

Democrazia e conflitto d’interesse? Assolutamente no. Guarda i partiti tradizionali, e ti renderai conto di chi ha questo problema realmente.

10. Potresti chiarirci in modo definitivo la posizione del M5S riguardo all’Euro? Grillo ha detto che indirà un referendum online per stabilire se spingere per l’uscita dall’Euro o meno. Nel caso in cui il movimento optasse per l’abbandono della moneta unica, quale sarebbe il piano esatto per ripianare il debito e i mancati guadagni? Mi spiego meglio: vi rendete conto che una lira svalutata – supponiamo del 40% rispetto all’Euro – costerebbe allo stato qualcosa come 600MLD di lire, tra investimenti in fuga, ridenominazione del debito e aumento dei tassi di interesse (fonte: RGE)? Come si recupererebbe questo capitale, secondo voi? Semplicemente con il conseguente aumento delle esportazioni? Senza contare le ripercussioni che la cosa avrebbe sul resto del continente. Teorizzare politiche simili per un paese non sistemico come la Grecia è un conto. Farlo con l’Italia è un po’ come flirtare con la disintegrazione dell’Unione, non trovi?

Nessuno dice che sarà una passeggiata, sarà un dissanguamento. Però forse non ci rendiamo conto che anche continuando così finiremo fuori, spolpati vivi dalle banche e dalle nazioni più forti che ci abbandoneranno successivamente.

Siamo in un circolo vizioso da cui non usciremo in ogni caso, strozzati dal debito con interessi altissimi, MES, Fiscal Compact, senza sovranità monetaria. L’unico modo che hanno per farci andare avanti è strozzare il cittadino con tassazioni usuraie. Dove stiamo andando? Non abbiamo una minima idea di futuro, viviamo alla giornata in maniera miope. Meglio rivoluzionare la nostra politica economico finanziaria ora o fare una lenta e dolorosa agonia? Riflettiamoci.

 

Leggi le risposte di Giuditta Pini, deputata PD

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