[INDIEretta] 2 + 2 = 5

Terza puntata di INDIEretta, in onda tutti i martedì alle 22:30 su Radio 5.9

Se vivessimo in una realtà orwelliana-distopica, dove 2 più 2 fa 5, celebrare il quarto compleanno di Mumble: sarebbe impossibile.

Questa filosofia, impressa nel romanzo 1984, gioca infatti sul totale diniego di tutto ciò che appare logicamente evidente e scientificamente inconfutabile, creando una popolazione “piatta”. Se si tenta di pensare o agire spontaneamente, di avere ricordi o anche solo di conservarli in forma scritta si è punibili per “psicoreato”. La pena consiste in una serie di torture, di crudeltà crescenti che continuano finché il condannato non rinnega i suoi pensieri. La mente dei cittadini è quindi pervasa dalla passività, dettata dalla psicologia del bispensiero, secondo la quale tutto può farsi e contemporaneamente disfarsi. A capo di questa società regna un’oligarchia, a stampo tragicamente totalitario, che dà ordini e propone modelli distorti ai quali la popolazione si deve obbligatoriamente conformare.

Si tratta di un’opera del 1948, ma tutt’ora estremamente attuale, tant’è che viene ripresa nel 2003 in un bellissimo pezzo dei Radiohead: 2+2=5 (The Lukewarm). A parer mio, è una canzone geniale in tutti i sensi, a partire dal titolo che è volutamente doppio e doppiamente emblematico: il riferimento al bispensiero orwelliano, rappresentato dal “2+2=5”, si affianca a quello dell’Antinferno dantesco.

“Lukewarm” significa infatti “tiepido“, così come tiepidi sono gli ignavi, coloro che non hanno mai scelto il bene o il male per vigliaccheria, accettando passivamente ogni tipo di dettame, come 2+2=5. Il videoclip è in stile “cartoon”, con solo bianco, nero e rosso come colori, ed è impregnato di significati storico-letterari che si riferiscono a un’altra opera di Orwell: Animal Farm (La fattoria degli animali), allegoria del totalitarismo sovietico durante il governo staliniano. Si tratta di un’opera satirica verso gli ideali utopici della Rivoluzione russa che mette in particolare risalto l’incompatibilità dell’ideale marxista, “da ognuno secondo le proprio capacità, a ognuno secondo i propri bisogni”, con la natura dell’uomo che una volta acquisito il potere getta all’aria tutto per la sua avidità. Nel filmato viene messo in risalto come i maiali, i nuovi padroni della fattoria, man mano che acquisiscono caratteristiche antropomorfe, iniziano sempre più a sfruttare, fino a spremere completamente, gli altri animali.

La struttura del brano è poi complessa e intricata: si parte con un ⅞, lento e arpeggiato; e si chiude con un 4/4, accelerato e rumoroso. La voce e il testo seguono coerentemente queste dinamiche passando da un iniziale falsetto carico di malinconia e arrendevolezza a un urlato messaggio di rivolta che lascia l’ascoltatore in balia di ogni riflessione chiudendosi improvvisamente sulle parole “Maybe not” (“Forse no”).

Questo elemento di ribellione è assente in 1984, alla fine del quale troviamo i protagonisti, obbligati dal regime, a rinnegare i loro pensieri eterodossi e a rivolgere il loro amore all’immagine del Grande Fratello.

Andiamo quindi dal re, come Tom Yorke, andiamo a dirgli che il cielo crollerebbe se Mumble: non compisse quattro anni; difendiamo e andiamo fieri dei nostri pensieri, ma ricordiamoci anche sempre che “forse no”, “maybe not”.

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