L’Orso – L’Orso

Ci sono voluti tre EP e quasi tre anni di attività live e collaborazioni sparse per mettere mano sul primo long playing de L'Orso

Garrincha Dischi, 2013

Ci sono voluti tre EP e quasi tre anni di attività live e collaborazioni sparse per mettere mano sul primo long playing de L’Orso, anni che hanno visto crescere attorno a questa band/collettivo aspettative e speranze.

Sono cresciuti i ragazzi: dalle prime prove hanno guadagnato in fiducia e hanno aggiunto quel pizzico di sfacciataggine compositiva che permette a questo omonimo esordio di suonare così dannatamente bene.

Undici tracce spruzzate di twee-pop dal gusto di Big Babol alla fragola, tanto spensierate quanto nostalgiche e che riportano alla memoria adolescenze fatte di VHS e compilation su musicassetta. Belle & Sebastian, Kings Of Convenience e Beirut i punti di riferimento dei quattro da cui “rubano” il gusto per gli arrangiamenti così freschi e leggeri che ti mettono di buon umore e ti fanno spalancare le finestre per salutare l’arrivo di questa bizzarra primavera. Gli anni ottanta, ma solo i primi, vissuti con nostalgia da chi non li ha sfiorati nemmeno ne I nostri decenni con quel mezzo rap che ti cattura, i Maxïmo park alle prese con Marco Tullio Giordana ne La meglio gioventù , in James Van Der Beek riescono a far andare a braccetto Dawson’s Creek e il divin codino Roby Baggio: per il sottoscritto una bestemmia, ma la traccia è talmente carina che si può chiudere un occhio.

L’Orso, in conclusione, è un buon esordio: begli arrangiamenti, le tracce fanno il proprio dovere senza sbavature e la registrazione è ottima. Aspettiamo con ansia vostre notizie, orsi!

 

 

 

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