Non avevo mai scritto a un giornale

Qualche giorno fa mi sono messa alla tastiera per fare una domanda ai ragazzi di Mumble:

Arianna R., 18 anni

Non avevo mai scritto a un giornale, ma qualche giorno fa mi sono messa alla tastiera per chiedere ai ragazzi di Mumble: perché non avevano scritto dell’elezione del presidente della Repubblica e dello sfascio del partito democratico, capace di perdere un’elezione già vinta in partenza, come si ripeteva ossessivamente in TV.

In passato avevano scritto spesso di politica, e mi sembrava stonato il loro silenzio. Tutti ne parlavano, persino i miei compagni di classe meno interessati alla politica, quelli di solito interessati solo alla musica rap, alle auto sportive e al calcio. Anche nella mia famiglia se ne discuteva, con mio padre a ripetere a oltranza che Bersani aveva tradito tutte le speranze di rinnovamento dell’Italia proponendo Marini alla presidenza.

Ho compiuto 18 anni da poco e non ho votato alle elezioni, ma avrei appoggiato il Movimento 5 Stelle, perché Grillo forse non sarà credibile come leader e molte sue proposte sono irrealizzabili, ma ha il merito di far sentire partecipi i cittadini e di aver svecchiato il Parlamento. Mai potrei votare un uomo che frequenta minorenni, né avrei votato per Bersani che parla in modo vecchio e grigio, entrambe persone che sono in politica da quando ho memoria e che probabilmente rimarranno in parlamento per altri 20 anni, continuando a far danni.

Poi è arrivato il turno di Prodi, e dopo la bruciatura del suo nome mio padre e altri suoi amici hanno riconsegnato la tessera del PD, disdicendo anche la loro partecipazione come volontari alla festa estiva del partito, loro che sempre si erano impegnati sul territorio, anche alle primarie di novembre, dedicando tempo e risorse nell’inseguire i loro sogni e speranze.

E per finire l’elezione bis di Napolitano: non avevo mai visto mio padre tanto deluso e mi ha fatto male, per la prima volta mi ha detto che farò bene a votare M5S e farà altrettanto anche lui alle prossime elezioni. Proprio mio padre, che 1000 volte mi ha detto di non fidarmi dei facili populismi e ragionare sempre con la mia testa, che avrei dovuto dare fiducia al più grande partito di sinistra italiano, ora si vergogna di aver appoggiato quelli che definisce “i migliori amici di Berlusconi”.

Sarò ingenua, ma sono convinta che quanto successo in questi giorni per miseri interessi di poltrona segnerà la fine di questa classe politica vecchia e superata, e che la rabbia per quanto accaduto porterà a un rinnovamento e che finalmente toccherà a noi giovani tentare di migliorare l’Italia.

Forse non ci riusciremo, ma se non ci danno la possibilità di tentare invecchieremo mentre rubano il nostro futuro.

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