Tante pezze per tornare a volare

Io scrivo da Finale Emilia, sabato in questo paesino colpito dal sisma del 20 maggio 2012 ha avuto luogo un’iniziativa che viene dall’Abruzzo, da L’Aquila, che vuole tornare a volare.

(Carolina Paltrinieri)

6 aprile, anniversario del terremoto de L’Aquila.

Io scrivo da Finale Emilia, sabato in questo paesino colpito dal sisma del 20 maggio 2012 ha avuto luogo un’iniziativa che viene dall’Abruzzo, da L’Aquila, che vuole tornare a volare.

Cinque donne aquilane sono venute a ricoprire le nostre macerie e i nostri cuori con pezze colorate che arrivano da tutta Italia e da tutti i bambini e ragazzi delle scuole di Finale. Pezze che si creano in una casa, tra quattro mura, seduti a un tavolo o davanti a un caminetto acceso, tutta Italia mentre le ha create pensava a noi finalesi.

Io sono finalese, in un secondo quando sono scappata fuori dalla porta di casa, non si dovrebbe avere paura della propria casa, la mia vita è cambiata.

Vi racconto tutto questo come se stessi scrivendo su un diario segreto, perché era una situazione talmente intima e toccante che non potrebbe essere altrimenti. Mi guardo intorno mentre passeggio per il mio bel paese e quel grigiore che ci ha avvolto per un anno sembra essere sparito… tutto è colorato e abbellito da frasi di solidarietà e amore.

Tutti, bambini e anziani, si fermano, guardano, osservano, sorridono e fotografano.

Fotografano, mi piace pensare che lo facciano per portare a casa del colore e mostrare il loro paese colorato e in rinascita durante il pranzo della domenica o a parenti e amici lontani in visita.

 

Grazie L’Aquila per averci insegnato a volare, ora dobbiamo solo fare pratica.

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