[Draghi nella fumana] Di santi e di diavoli

Ferrara è città magica per eccellenza. L’atmosfera sospesa nel tempo che ancora oggi permea le contorte vie medievali, con le piccole piazze che si aprono inaspettate e gli infiniti orizzonti delle strade rinascimentali, le consegnarono l’appropriato nome di “città del silenzio”, e non è certo un caso se qui nacque la Metafisica.

La cinta muraria traccia un pentagono di rossi mattoni, forma stilizzata del diamante che leggenda popolare vuole nascosto all’interno di una delle migliaia di bugne che rivestono palazzo dei Diamanti, capolavoro di Biagio Rossetti fulcro della città nuova estense: solo apparentemente uguali, le piccole piramidi marmoree sono in realtà orientate secondo fasce longitudinali, elaborate sotto la supervisione dell’astrologo di corte Pellegrino Prisciani (1435-1518), che seguì pure la realizzazione degli affreschi del Salone dei Mesi di palazzo Schifanoia, vero e proprio compendio di simbologie astrologiche e alchemiche.

Via Ripagrande 29 - Casa del Mago Chiozzini
Via Ripagrande 29 – Casa del Mago Chiozzini

Odore di zolfo si sprigiona dalle pagine di Riccardo Bacchelli (1891-1985), che nel quarto capitolo del suo capolavoro “Il mulino del Po” racconta del mago Chiozzini da Mantova, che evocò il demonio Magrino utilizzando un libro di incantesimi trovato nella cantina della sua casa, al numero 29 di via Ripagrande. Per liberarsi dell’infernale compagno si rifugiò nella chiesa di San Domenico, dove è tuttora visibile l’impronta lasciata da Magrino nel tentativo di afferrarlo. Deluso per essersi lasciato sfuggire l’anima del mago, da allora si aggirerebbe urlando nella zona del Barco, dando vita alla leggenda dell’“Urlon dal Barc”.

Il diavolo ricorre anche parlando della Cattedrale, la cui facciata gotica celerebbe nelle sue proporzioni varie formule pitagoriche: invidioso della precisione ottenuta dai mastri scalpellini che edificarono l’edificio sacro, avrebbe plasmato le colonnine della fiancata nella miriade di forme che oggi ci lasciano senza parole per la loro bellezza.

Tradizione tutta ferrarese consiste nel recarsi al monastero di S. Antonio in Polesine per la fioritura del ciliegio giapponese, quasi un culto pagano che contrasta con la sacralità del luogo che accoglie i resti della beata Beatrice d’Este (1475-1497), dalla cui arca trasuda un fluido ritenuto miracoloso. A breve distanza, in via XX Settembre, si incontra l’inusuale “Madonna dei Fulmini” e infine la chiesa di Santa Maria in Vado, dove si può ammirare la macchia di sangue sgorgata da un’ostia durante l’atto di spezzare il pane nel lontano 1171.

Ferrara - Chiesa di San Giacomo
Ferrara – Chiesa di San Giacomo

A Ferrara non mancano nemmeno i fantasmi. Lo spettro di Ugo de Payns, fondatore dell’ordine cavalleresco dei Templari la cui tomba si troverebbe celata nella chiesa di San Giacomo, pare si aggiri nel quartiere di San Romano. Nel castello di San Michele risuonerebbero i lamenti degli amanti Ugo e Parisina, Lord Byron ne narrò il tragico amore, mentre Marfisa d’Este si sposterebbe in città su di un carro fantasma inseguita dagli spiriti dei suoi numerosi amanti, eliminati gettandoli in un pozzo dalle affilate lame. La realtà storica dice che Marfisa fu moglie devota e fedele e priva di omicidi sulla coscienza, ma questa è tutta un’altra storia…

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5 Comments

  • Che bello! Storie di fantasmi e misteri! Spero parlerete anche della provincia di Rovigo in questa serie di articoli. Un abbraccio da Arianna

  • Ciao Arianna, scriveremo di tradizioni orali della valle del Po tra ferrarese, modenese, basso mantovano e polesine. Continua a seguirci e vedrai che sarai accontentata: per la provincia di Rovigo ti anticipo che parleremo delle leggende della spada d’oro di Garibaldi, del tesoro dei paladini di Carlo Magno a San Basilio e del carro d’oro del re Adriano e del drago che lo difende. E molto altro

  • Proprio ieri passando da Rovigo mi sono detta che vorrei farci un giro, così dal treno mi è sembrato un posto molto anni ’50. Sicuramente nasconde un sacco di misteri!

  • Lascia stare Luna, Rovigo la vedi tutta in mezz’ora e non si vede l’ora di ripartire, il mistero è come non si muoia di noia :)

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