[Draghi nella fumana] Draghi e fantasmi custodiscon tesori

Quello della creatura soprannaturale custode di un tesoro è un topos narrativo ben codificato

Quello della creatura soprannaturale custode di un tesoro è un topos narrativo ben codificato: che si tratti di un mostro spaventoso, di un fantasma o di un folletto, l’eroe di turno deve superare terribili prove per recuperare le ricchezze ambite.

Giasone e Eracle, che affrontano draghi per impossessarsi del Vello d’oro il primo e dei Pomi d’Oro del giardino delle Esperidi il secondo, sono i “padri” di Sigfrido che si scontra con Fafnir, nonché archetipi del guerriero che successivamente nella sword and sorcery si confronterà con il luogo comune del colossale rettile sputafuoco, da abbattere per conquistarne le ricchezze.

Largamente diffuse in tutte le culture, tradizioni orali che associano rettili giganti a favolosi tesori sono riscontrabili nel modenese a Fellicarolo, Palagano e Frassinoro, nel ravennate a Lugo mentre nel rodigino un colossale serpente custodirebbe la carrozza d’oro di re Adriano, mitico fondatore della città di Adria.

Se ci mettessimo sulle tracce di uno degli innumerevoli tesori fantastici sepolti nella pianura padana, non ci imbatteremo necessariamente in un drago, specie ormai estinta considerando la dedizione con cui venne decimata da tutta una schiera di santi guerrieri.

Al mito della trovatura del tesoro è altrettanto spesso associato il tema del sacrificio rituale, volontario o meno, con la tumulazione del corpo sulla ricchezza da custodire affinché lo spirito del defunto ne sia guardiano: è in questo filone che si inserisce la leggenda dello spettro della giovane ragazza che si aggirerebbe a villa Stompanoni a Gaiba, in provincia di Rovigo, uccisa e sepolta sulla ricchezza da proteggere (1).

Questo tipo di tradizione è talmente diffusa da essere ormai divenuta un abusato stereotipo narrativo. Fanno ormai parte del bagaglio culturale globalmente condiviso, in campo cinematografico, le avventure dell’archeologo Indiana Jones, che nel terzo capitolo della saga incontrerà un cavaliere crociato che da centinaia d’anni protegge il sacro Graal, mentre nel mondo del fumetto d’autore Robin Wood metterà a confronto il suo eroe Dago col mito del custode soprannaturale ne La leggenda del castello di ghiaccio. Infine, a offrirci una deliziosa quanto esilarante rilettura di questa tradizione sarà Carl Barks nel 1948 con Zio Paperone e il segreto del castello vecchio, parodiandone tutti i luoghi comuni.

 

(1) L’intrepido che volesse recuperare il tesoro di villa Stompanoni prenda nota del rituale che la tradizione orale tramanda. Per liberare l’anima tormentata e poter impadronirsi delle ricchezze sepolte occorre effettuare 7 giri a piedi sul luogo della sepoltura, senza paura e senza voltarsi ai rintocchi di campane e ai sibili di serpenti che udrà e ai colpi di bastone che riceverà.

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