Newsfreed: giornalismo senza padroni né barriere

È partita il 3 maggio 2013 la raccolta fondi per progetto Newsfreed, una piattaforma di crowdfunding per il giornalismo investigativo.

È partita il 3 maggio 2013 la raccolta fondi per progetto Newsfreed, una piattaforma di crowdfunding per il giornalismo investigativo. Ideatori del progetto i giornalisti Michele Teodori e Laura Secorun, fiorentino il primo, di Barcellona la seconda, entrambi residenti a Londra.

Il primo prestigioso finanziatore di Newsfreed è stata quella University of London in cui Michele e Laura si sono conosciuti e scambiati le prime idee sulla loro idea di giornalismo. La campagna di raccolta fondi, incoraggiata appunto dalle 2mila sterline dell’ateneo londinese, sta proseguendo e diffondendosi rapidamente nel Regno Unito e negli States, nonché nei Paesi d’origine di Michele e Laura.

Nelle parole dei due giornalisti si ritrova lo spirito reale di una professione che in troppe occasione ha disatteso le richieste del proprio pubblico: “Non vogliamo fare concorrenza a nessuna testata giornalistica. Piuttosto vogliamo permettere ai cittadini di finanziare con poco un giornalismo migliore, più approfondito e che insegua una domanda  di news autentica invece che quella guidata dalla necessità di intrattenere più che informare. Non intendiamo rivoluzionare il mondo del giornalismo, pensiamo però che sia possibile ridare credibilità a un’intera professione e Newsfreed è un’idea che può aiutare concretamente”.

Il progetto si propone quindi, grazie al crowdfunding, di incarnare una terza via rispetto alle forme attualmente in uso di finanziamento alle testate giornalistiche: da una parte la forma pubblica, che non può sempre garantire il massimo della qualità del prodotto giornalistico finale e dall’altra la forma privata, facilmente imputabile di lesione all’autonomia ed indipendenza del lavoro giornalistico. Tutto questo ha causato diffidenza fra giornalisti e cittadini ed è da questa diffidenza che nasce la necessità di un’alternativa.

Ma come funziona nella pratica la piattaforma? Partiamo dalla definizione di crowdfunding, cioè il meccanismo che consente a tutti i cittadini, in forma privata, di sostenere un progetto, dichiarato pubblicamente, con un versamento in denaro di un importo libero. La piattaforma Newsfreed lavorerà pertanto in tre fasi: i giornalisti presenteranno il proprio progetto di reportage sul sito web insieme all’indicazione della somma necessaria per realizzarlo; gli utenti del sito decideranno quale progetto di reportage sostenere e in che misura; raggiunta la somma necessaria essa verrà consegnata al giornalista richiedente e il reportage entrerà in fase di realizzazione, aggiornando costantemente i donatori sull’evoluzione del lavoro.

Il cittadino donatore avrà quindi possibilità di frequentare il “dietro le quinte” di un reportage giornalistico, interagendo con il giornalista durante le fase di realizzazione dell’opera e ricevere infine il reportage ultimato in esclusiva, prima di chiunque altro. Al contempo, il giornalista avrà la possibilità di lavorare indipendentemente dalle varie tipologie di vincolo presenti nelle redazione delle testate comuni, lavorando in piena libertà su storie che magari troverebbero una tiepida accoglienza sui media tradizionali.

Newsfreed in questo momento non è ancora attivo ma, secondo le previsioni dei fondatori, lo sarà entro il prossimo autunno, augurandosi che sia un’estate fruttuosa in termini di raccolta fondi, perché per partire seriamente col progetto è ovviamente fattore indispensabile la presenza di una solida base economica iniziale:

“ Per fare le cose per bene abbiamo bisogno di un consistente investimento iniziale per dare solidità e futuro alla piattaforma – confermano i due giornalisti – Fondi che vogliamo provengano dalla società civile, perché la nostra attività si basa tutta sulla trasparenza, in un processo che coinvolga i cittadini dal basso. Vogliamo entrare in contatto con giornalisti e ONG per dare una scossa e vedere di raccogliere il maggior numero di contatti per avviare la piattaforma.”

La campagna per la raccolta fondi è ancora lunga e Newsfreed si appella a tutti i cittadini che vedono nel progetto una possibilità di avanzamento civile del diritto all’informazione, nella speranza che possa restaurare un rapporto di fiducia fra giornalisti e pubblico.

Video della campagna.
Link diretto per sostenere Newsfreed.

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