Vampire Weekend – Modern Vampires Of The City

I Vampire Weekend tornano, a tre anni da Contra, con un nuovo lavoro e con un elevatissimo carico di aspettative

Xl Recordings, 2013

Dopo aver superato con agilità la difficile prova del secondo disco, i Vampire Weekend tornano, a distanza di tre anni da Contra, con un nuovo lavoro e con un elevatissimo carico di aspettative da parte di fan e stampa.

Impossibile quindi sbagliare per la band di Ezra Koenig, che con Modern Vampires Of The City non solo non fallisce ma rilancia con un lavoro fresco e più complesso dei precedenti, fuggendo dagli allori su cui si poteva facilmente adagiare. Meno immediato di Contra e più votato alla ricerca melodica et armonica, MVOTC chiude l’ipotetica trilogia aperta cinque anni fa dall’omonimo esordio. Ciò denota una band attenta a non tenere sempre l’acceleratore a tavoletta, band che ha lavorato di fino (per la prima volta con un produttore esterno, Ariel Rechtshaid già al lavoro tra gli altri con No Doubt, Active Child, Kylie Minogue e, udite udite, Justin Bieber) perfezionando una formula vincente e quasi esente da errori.

Tracce come il singolo apripista Step, Hudson e Hannah Hunt dimostrano la rapida maturazione dei quattro novaiorchesi che si divertono a spaziare e sperimentare passando dalle ballad alla schizofrenia pitchata di Diane Young e Finger Back attraverso il post-punk in stile Talking Heads di Worship You, che suona tanto come una moderna Thank You For Sending Me An Angel e che fa dei Vampire Weekend morali eredi della band capitanata da David Byrne. Un’investitura importante ma meritatissima per una delle realtà migliori degli ultimi vent’anni e che album dopo album è riuscita a migliorarsi sempre più, maturando velocemente e raggiungendo uno stato di grazia compositiva di altissimo livello; tutte cose possibili quando hai un talento così cristallino e raro.

Accompagnato da una campagna di promozione creata ad hoc da Steve Buscemi, che ha girato una serie di video sulla band, Modern Vampires Of The City è senza dubbio il lavoro migliore della loro produzione e sicuramente il più oscuro ed eterogeneo.

Così come la spessa coltre di smog che abbraccia l’Empire State Building in copertina (meravigliosa foto scattata da Neal Boenzi nel 1966 che immortala il giorno più inquinato della storia di New York dove l’esalazioni causarono la morte di 129 persone) molti dubbi e preoccupazioni aleggiavano attorno ai Vampire Weekend. La loro forza e bravura li hanno dissipati totalmente con una prova superlativa. Da veterani.

Festa ancora una volta rimandata per i detrattori della band.

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