[Che lavoro!] Ripartiamo dalla cultura

Un’iniziativa volta a valorizzare le esperienze dell'associazionismo locale in materia di promozione culturale

Si è svolta ieri, lunedì 24 giugno, presso il circolo Arci Imperiale di Confine di S. Felice Sul Panaro un’iniziativa volta a valorizzare le esperienze dell’associazionismo locale in materia di promozione culturale e a discutere di opportunità e contributi per l’occupazione giovanile nel settore, con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna e di Legacoop.

Tante le associazioni presenti all’incontro, tantissima la carne al fuoco.

Il Circolo Culturale Morandi di Mirandola, da sempre impegnato nella promozione della cultura e delle arti visive attraverso eventi a carattere informativo e formativo, nelle parole del suo portavoce Gregorio Bellodi, ha sottolineato la necessità di ripensare l’utilità degli eventi culturali attraverso il coinvolgimento della cittadinanza.

L’associazione La Dodicesima Luna, che si occupa di cinema e concerti e dal 2010 gestisce il teatro di San Felice sul Panaro ha presentato il progetto Creattiva 2013 (23-29 settembre). Giorgio Azzolini, rappresentante dell’associazione, ha ricordato come la cultura non sia soltanto volontariato, ma anche un’occasione per sviluppare attività lavorative remunerate.

Da San Prospero, presente in sala un rappresentante di SP Fantasy, associazione nata per promuovere il teatro per l’infanzia attraverso rappresentazioni all’aperto nel parco di Villa Tusini, che ha sottolineato l’importanza della creazione di una ‘consulta delle associazioni’ per favorire la collaborazione.

Gaia Barbieri, di Manitese (Finale Emilia), ha messo in luce come in seguito al sisma dello scorso maggio l’associazione sia passata dall’occuparsi esclusivamente di cooperazione internazionale all’investire le proprie forze sui giovani, attraverso laboratori ed eventi che potrebbero, anche grazie alla collaborazione delle altre associazioni, essere riproposti e ampliati.

E infine l’associazione Visionnaire, che ha esposto il proprio operato e le iniziative promosse attraverso Mumbleduepunti, sia a livello culturale che in termini di solidarietà alle popolazioni terremotate.

Un incontro informale per conoscere le altre realtà associazionistiche locali e ripensare la cooperazione in un settore ritenuto, a torto, marginale e parassitario. I dati infatti parlano chiaro: il settore creativo è l’unico settore in crescita (+58%) in termini di contributo economico, fatturato e creazione di occupazione (+32%).

Con circa 78 000 operatori e 32 000 imprese, molte delle quali a titolo individuale, la produzione culturale non è semplicemente un potenziale, ma una realtà. Una realtà su cui bisogna investire, come già fanno i nostri colleghi d’oltralpe, attribuendo al lavoro culturale la giusta dignità professionale, sia nei fatti che nell’immaginario collettivo. Basti pensare che la cultura produce il 5,4 % del PIL nazionale, pari al doppio di quello prodotto dall’agricoltura.

Roberto Calari di Legacoop Cultura Emilia-Romagna ha messo in luce un dato non scontato: le grandi eccellenze emiliane, dall’enogastronomia all’industria dei motori, impiegano un grandissimo numero di cosiddetti “creativi”. Le figure professionali nel campo delle arti performative, della fotografia, del design e dell’architettura, del cinema, sono tra i lavori più richiesti nelle filiere dell’eccellenza. Per questo è necessario un intervento a livello formativo, sin dalle scuole superiori, per preparare i nostri giovani e avvicinarli alle imprese.

L’Assessore regionale alla cultura, Massimo Mezzetti, ha sottolineato l’importanza di valorizzare e salvaguardare la produzione culturale, e ha ricordato il rischio di dispersione del patrimonio culturale in seguito all’emergenza. Dopo aver rimesso in piedi i capannoni, trovato un tetto agli sfollati e rimandato a scuola i ragazzi, gli amministratori locali, coadiuvati dalla Regione, si sono resi conto che i luoghi vivi della cultura sono anche, e in certi casi soprattutto, luoghi di aggregazione. Il piano di recupero dei beni culturali è stato varato, ma la ricostruzione degli spazi funzionali (palestre, biblioteche, circoli ecc.), alla luce delle nuove esigenze post-sisma rimane una priorità.

Per fare tutto questo è necessario sviluppare una rete, che attraverso l’informazione e la comunicazione mirata possa mettere in atto una forma di marketing territoriale con lo scopo di “rilanciare l’idea che è bello e culturalmente interessante stare qui”, ha affermato in chiusura Calari.

La coordinazione delle molteplici realtà locali spesso troppo frammentate e distanti tra loro, nell’intento di creare una massa critica in grado di promuovere la produzione culturale in maniera efficace, è possibile, e potrebbe contribuire alla creazione di posti di lavoro.

Perché la cultura non è solo un passatempo, ed è giusto che le venga restituito il giusto valore materiale.

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