[Intruder] “Mettece ‘aa negra” #2 – La Sindrome Democratica

Ci sarebbe magari da parlare anche di cosa si intende per "destra" e per "populista", io francamente non l'ho ancora ben capito.
[continua da qui]

In Italia si discute dunque di ius soli e di orrendi femminicidi sbattuti come sempre sulle immancabili morbose prime pagine, mentre la Bocassini ringhia di spalla sui soliti corrieri.

E la povera Ildona, nel fare il suo semplice e banale lavoro, si ritrova ad accertare in favor di camera se e di quanto sia entrato il glande di Silvione nostro nell’innocente (?) vulva della malcapitata sculettatrice all’epoca non ancora maggiorenne, quindi incapace di intendere (?) chi fosse al suo cospetto, né di volere da egli alcunché (se non qualche manciata di £, anzi $, ma dove cazzo è quel brutto figl… €).

E dai pure…

Ora magari passo pure per Berlusconiano, certo: nel tempo libero organizzo porno-fiaccolate pro-Mafia e soffro di dipendenza da mazzette, come no.

Mi spiace davvero, ma anche in questo caso siete fuori strada.

Io signori miei vedo all’orizzonte la destra dei poveri, talvolta estremamente povera, raccogliere sempre più consensi, ottenuti coniugando sapientemente (lo dico senza alcuna partecipazione emotiva) i noti rigurgiti “omniofobi”, a sensate (in quanto VERE, segnatevi questo concetto democratici cari, siete stati troppo a lungo navigati al largo da esso) analisi della situazione politico-economica.

E sapete bene che quando si lascia ai nostri Ringo-boys la possibilità di far propri certi argomenti, accadono brutte cose.

Sulla questione immigrati-diritti civili magari approfondiamo un’altra volta, in quanto trattasi di temi a loro volta complessi sui quali si intrecciano un’infinità di fattori.

Ci sarebbe piuttosto da parlare di cosa si intende per “destra” e per “populista”, io francamente non l’ho ancora ben capito.

Suggerisco magari di provare a inquadrare la faccenda in un’ottica diciamo così latitudinale piuttosto che longitudinale, in quanto esso è concetto supposto essere trasversale, come ci suggerisce la disposizione degli scranni di molti parlamenti, quandunque un paese se li possa permettere.

Se la guerra tra poveri è ciò che mette contrapposte forze popolari a forze populiste, ne dovrebbe conseguire che la lotta di classe è ciò che contrappone forze di fasce basse agli strati alti della popolazione, élite, padroni, insomma ciò che nessuno di noi suppongo, vorrei in fondo sperare, è.

Con questa “destra populista” noi da sempre si “dialoga” solo in termini di negri e froci, ma insomma avranno anche altro da dire vorrei ben sperare.

Capita dunque talvolta che a sbattere sul tavolo riflessioni basate su presupposti fattuali e analitici VERI, possa essere un Nigel Farage qualunque e pare che i Brits lo stiano seguendo.

A lui si potrebbero anche associare a breve movimenti che si potrebbero identificare con le desolanti bettole omniofobe.

Sarà prematuro pensarlo, ma l’internazionalismo lo vedo più di prossimo -e paradossale- compimento dalle parti di Alba Dorata, che nelle sedi socialdemocratiche dell’Europaunita (più di nome che di fatto).

Il cavallo di battaglia di svariati movimenti come lo UKIP, è spesso la tutela degli Stati Nazionali.

Visti alcuni dei recenti sviluppi “parlamentari” italiani, e di quelli “commissari” europei, è lecito pensare che voler difendere lo Stato dall’attacco di istituzioni auto-elettesi e sovra-nazionali (e chissà mai per gli interessi di chi-chi-chi-chiii-chicchi-chirichichi? oggi sono in vena di hit italiane anni ’90) sia un’azione che tira in ballo la nostra cara e povera lotta di classe.

Si parla di quello stesso Stato che fa tanto e da tanto per screditarsi, lo sappiamo tutti perfettamente.
Il fatto però è che quanto a rivendicazioni di diritti del popolo, sembra avere le idee più chiare qualcuno che spesso si accosta ai menzionati rigurgiti, piuttosto che qualche noto padre nobile della Repubblica.

Ma guai a farlo notare a chi è democratico, che un presunto fassista gli dia lezioni di democrazia.

Questo non può che generare una sottospecie di imbarazzo, tramite il quale qualche esponente dell’elettorato della “sinistra socialdemocratica”, piomba inesorabilmente in un profondo stato confusionale.

Questa confusione genera a sua volta una curiosa e bizzarra sindrome in alcuni esemplari popolari -noti anche come democratici, ricorrono spesso lungo l’esposizione vi sarete accorti- i cui sintomi presenteremo più o meno così:

 

La cosiddetta Sindrome Democratica consiste fondamentalmente nel fare una serie talvolta limitata di associazioni piuttosto semplici, dunque non troppo singolari, e se ahimè vi capiterà di incappare in essa assisterete a una dinamica dialettica di questo tipo:

“Stai dicendo che ritieni condivisibili tesi esposte da quelle stesse persone che vomitano da sempre odio e intolleranza verso i nostri fratelli immigrati, omosessuali e ogni qualsivoglia essere facente parte di minoranze discriminate?!”

“Ehm, purtroppo sì, ma vedi, la situazione è un po’ più articolata di quanto si potrebbe pens..”

ANATEMAAA!!#!!!§!!
mi spiace ma non abbiamo, noi tolleranti e moderni democratici, il benestare dei nostri integri ideali di pace e fratellanza, ergo: NON POSSIAMO PENSARE NÉ ESPRIMERE, MA CHE DICO NEMMENO LONTANAMENTE CONCEPIRE, UN QUALSIVOGLIA APPOGGIO A POSIZIONI CHE COINCIDANO IN ALCUN MODO CON QUELLE ESPRESSE DA QUESTA MARMAGLIA FASCISTOIDE.

“Neanche se alcune delle posizioni delle suddette marmaglie incarnano ormai un’acclarata verità su temi cruciali rispetto ai quali, con il dovuto rispetto, le ataviche diatribe tra i NESSUNOTOCCHIILDIVERSO e ODIOETERNOPERNEGRIEBBREIEFROCIDIMMERDA, hanno la rilevanza di una tartina all’aragosta rancida durante un’epidemia di peste bubbonica sieropositiva falcidiante?”

“Mi spiace ma continuiamo a non cogliere il senso del tuo discorso, per quanto i temi cruciali quali lavoro, circolazione di capitali, sovranità nazionale e monetaria in difesa dello stato sociale e quant’altro possano essere importanti, ma noi coi fassisti  non vogliamo avere niente a che fare, nemmeno se parlano di cose giuste. E non si discute.”

“Ah guardate, io nemmeno ci tengo a mischiarmi (né tantomeno a discutere a questi livelli), ma più voi vi fate da parte e vi arroccate in mutismi e appiattimenti che hanno dello sconfortante su questi temi cruciali, infervorandovi invece a ogni chiamata per un paio di diritti civili -per quanto sacrosanto sia il rivendicarli- dovrete abituarvi a un travaso di consensi irreversibile verso le suddette bettole omniofobe.”

 

Non sono certo fassista io, proprio no, ma certi discorsi vanno al di là dell’ideologia longitudinale e delle vedute sui diritti civili, nell’ambito delle quali io sono dalla parte dei democratici, in linea di massima.

Credo fermamente nell’uguaglianza fra gli individui TUTTI , per intenderci.
Il fatto che poi alcuni a caso di questi esseri facciano i faccedicazzo, è un altro paio di maniche, un altro fottuto sport.

Sapete però anche meglio di me che il fuoco violento dell’intolleranza soffia con forza decuplicata su masse di disperati impoveriti e disorientati, oggi anche e soprattutto a causa dei vostri -un po’ sospetti, invero- mutismi e appiattimenti patetici e ormai trentennali, cari democratici del mio stivale.

Il populismo batte sempre dove alla gggente gli duole.

Mette una tristezza incredibile, ma non venite a dirmi che la cosa vi stupisce.

Le storie da libri di Storia ricominciano a pieno regime proprio quando interi popoli brancolano nel buio, essendo stata loro da lungo tempo occultata (ma non troppo, su diciamolo pure, o via) la verità più semplice e basilare.

Ciò che ne consegue e sempre più conseguirà, a valle di questo stantio immobilismo, è che sempre più persone potrebbero sentirsi a malincuore più tutelate da questi Ringo che spesso popolano le bettole omniofobe.

Volete proprio che sia Ringo a esser più convincente di voi, compagni democratici, sul tema della lotta di classe?

Non credete che a forza di voler continuare a dormire (sarà che ‘sto sogno europeo vi causa assai piacevoli polluzioni, io non saprei, ditemi voi) vi risveglierete infine nel bel mezzo di un incubo totalitario?

Se non ci credete aprite un qualsiasi Libro di Storia (anche delle elementari) e guardate alla voce “Dittature del Novecento”, e ciò può prefigurarsi proprio in virtù del fatto che chi dovrebbe difendere la democrazia da sinistra non sa più cosa fare.

I nostri fustacchioni rasati hanno invece passato anni interi a lustrare retorica da due soldi e manganelli di mezzo metro.

E si badi più che bene: la sinistra non sa che fare perché fino ad oggi non ha fatto altro che perseguire, a parte il ventennale AntiBerlusconizzamento, fenomeno che ha oggi ormai assunto contorni e dinamiche stantie MaidireGrandeFratellesche, una linea appiattita di Europeismo e Vincolismo da quattro soldi, la cui architrave ideologica è:

“Fassisti tornate nelle fogne/ Difendiamo i lavoratori (sì certo, ma COME?)/ Italiani incorreggibili e ingovernabili corrotti razzisti scialacquoni/ Europa salvaci tu/ Pace e Fratellanza (sempre sian lodate)!!!”

E NIENT’ALTRO.
Mi spiace, ma da sinistra io la vedo così.

E questo vale anche, per altri e differenti aspetti, per i cosiddetti marxisti (a volte un po’ marxtristi) o comunisti (i miei cari compagni) ancora presenti (in sparute presenze, con pur sempre variegate correnti, dalle ormai ridotte unità, e sfido io…) sulla scena.

“Il SISTEMA CAPITALISTA è CRIMINALE, è quello che dobbiamo sovvertire!! Partiamo dunque all’istante a testa bassa all’assalto di questo mondo che non ci rappresenta e liberiamoci da questo orrendo giogo. RIVOLUZIONE presto, subito, o non se ne fa niente!!”

E niente da tempo immemore non vien più fatto, ma tu guarda un po’.
Devo dire che un subalterno proprio non ce la può fare a sentirsi tutelato dal cincischiare perenne di questa retorica supercazzolara.

Mi spiego meglio: ora come non mai ci sarà chi furbescamente sfrutterà l’occasione di dire la verità su molte cose, per evidenti fini elettorali.

C’è chi ha iniziato prendendo come non mai le distanze dall’Eurozona e dall’Unione Europea, che stanno alla democrazia un po’ come Moccia sta alla letteratura, e non me ne voglia il povero (ma facoltoso) Moccia.

Restate connessi per la terza puntata amici e pazienti, la nostra gita si conclude al museo…

[continua…]

http://www.mumbleduepunti.it/site/index.php/2013/06/intruder-mettece-aa-negra-1/

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