[Intruder]: “Mettece ‘aa negra” #3 – Mille e una notte al Museo

[continua da qui]

Giunti a questo punto, cari amici democratici, suppongo vi stiano tremando i polsi, i vostri pensieri staranno già indugiando in tutta fretta su Orban l’Ungarico, nonché flagello dei giudei, giusto?… e che dire per l’appunto di Nigel Farage in Inghilterra, che strepita contro l’UE da anni, ma con una prosa certo un po’ più gradevole di quella Padana che siamo abituati a sentire (e che ragionando per associazione, innesca poi la nota sindrome).

Avete cliccato spero sugli accalorati discorsi di quello smart bloke di Nigel all’Euro-parlamento, dove egli si esprime nei confronti della Commissione con toni e contenuti da me – ve lo dico forte e chiaro – assolutamente condivisi.

Condivisi, badate bene, per il semplice fatto che incarnano la pura e semplice VERITÀ, per di più pronunciati in tha face della marmaglia tecnocrate.

E più l’UE latita, più lui ovviamente infierisce e passa all’incasso elettorale.

Easy. Too fuckin’easy for Nigel. At least in Pommieland (England).

“Ma Nigel va a braccetto con Mario, Borghezio… che mi dici di quello?”

Insomma quelli sono politici, ragionano per elettorato, io parlo dei discorsi messi sul tavolo, e sulla figura di Borghezio e di altri noti action figures ho già espresso un paio di pareri tempo addietro (potete andarveli a cercare sul sito in cui vi trovate ora, non ne posso più di incollare link attivi), ma ora basta.

Non è il momento di sentirci fighi e tolleranti rispetto ai Borghezi.

So’ vent’anni che ce lo ripetiamo.

Non so, vogliamo forse sollazzarci per un altro paio di lustri e continuare a titillarci le zone intellettuogene compiacendoci di quantosiamofighiapertietolleranti rispetto a ‘sti ignoranti panzoni leghisti?

Parliamo di cose serie e un po’ più decisive, diciamo così: Che mi dici del Mario l’altro, il Monti, o meglio ancora di Mario quello ancor più cattivo, Wario Draghi, il guardiano della Torre, che ultimamente coccola bambini con banconote nuove di zecca e simboletti sparsi qua e là?

“Beh Monti… oddio … è … ecco… serio, sobrio, sì sobrio, insomma pensa a chi c’era prima, l’emergenza, guarda che il burlesque lo sconti ogni benedetto lunedì sui mercati, caro mio.

Te devi baciare dove passa il nostro caro Draghi, che se non c’era lui altroché!! Fuori dall’Euro non c’è futuro va là, si fa la fine dell’Argentina, la benzina costerà settanta fantastiliardi al litro, si precipita in un oblio mai più visto dai tempi delle colonne d’Ercole!!!”

Oh santa pipetta, questi ci vanno pesante davvero.

Ma dico io, deve essere un rappresentante del “Partito Indipendentista del Regno Unito”, una costola della Thatcher, a dire -ribadisco in tha face– a Van Rompuy che lui è espressione di un organismo che di democratico (e chi se non voi, cari i miei democratici, dovrebbe aver sdegno per chi comanda senza essere eletto, dico io) non ha proprio nulla, nada, un bel gran cazzo di NIENTE???

E che questo organismo sta disintegrando con precise scelte politiche l’Europa intera?

E questo lo fa notare chi??… lo UKIP????

Ma dico ma ci siamo bevuti il cervello a sinistra o cosa?!

Mi chiedo anch’io dove accipicchia fossi mentre tutto ciò stava accadendo, non ricordo a dire il vero, ma non si percepivano ancora certi pericoli oggi più presenti, più vicini.

Magari il cervello non ce lo siamo bevuto, ma qualche cocktail di troppo ho buone ragioni di pensarlo (vero Donato, detto anche Begbie?), ma di certo siamo rimasti -e molti ancora continuano imperterriti, cazzarolaccia- focalizzati su minuzie bocassiniane da anni, per anni, senza aver scorto il mostro che stava rapidamente gonfiandosi alle spalle del nostro “sentire” politico.

E d’altra parte la vedo dura scorgere un mostro in ciò che da sempre i nostri amici democratici e tanti miei amici compagni vedono, ancora oggi, come un amico indiscutibile, una certezza a cui aspirare.

Un sogno, che tutt’al più va corretto, ma comunque è da realizzarsi, senza se e senza ma:

L’EUROPA o meglio il Sogno dell’Unione Europea, l’Eurozona, quella che dai Trattati di Roma, la CEE, passando per SME, Maastricht, Gorbaciov, Mitterand e Kohl, Lisbona e Bruxelles, Francoforte, Prodi e San Patrignano è arrivata dai preti (democratici, sia mai) in periferia, che van-no-avan-ti-no-no-stan-te-il-Va-ti-ca-no.

E tutto ciò doveva poi irrimediabilmente (segnatevi questo concetto) condurre, costi quel che costi, foss’anche attraverso crisi previste e inevitabili, agli Stati Uniti d’Europa.

Una figata, suppongo a oggi tanti di voi ancora penseranno -penseranno positivo, poiché PDino- o meglio ancora “un’evoluzione inevitabile, caro il mio impertinente Borbonico prossimo iscritto al Fronte Nazionale che scrive”, diranno altri dalle più alte e sofisticate (?) vedute politiche. Realpolitike, aggiungerebbe sornione chi magari ora siede in parlamento.

Non si potrebbero iniziare a ripensare molte cose, e con urgenza da adesso in avanti?

Chi è disposto a dialogare, anche al solo scopo di condivisione di idee per la società, della quale tutti siamo parte, per creare aggregazione verso e intorno una visione di cooperazione e solidarietà compiuta e (cazzo!!) c’è chi dice -e io vorrei fidarmi- che si potrebbe fare.

Si può fare !!!!!  (…e psssst, non ditelo troppo forte: pare pure assai meglio di così)

Ma questa non coincide con quella “Europa” che con tanta foga, con questa irrequietezza trepidante da ragazzetto arrapato al drive in, sta invocando il vicarietto addetto alla sorveglianza della letta, ehm pardon, lotta di classe.

“Spiacenti ma stavolta NON si può fare

“E di grazia, perché mai no?!”

“Come già da lei correttamente prefigurato, caro il mio fascistone, non abbiamo il benestare dei nostri ideali democratici e progressisti per condividere queste idee, e dunque non se ne fa nulla, anzi, veda di levare in fretta il suo arrogante fare fascistoide da qui, o ci vedremo costretti a far scrivere un editoriale da Concita De Gregorio nel quale ella riverserà tutta la sua furia per dipingerla per quello che lei è: un pericoloso e sgrammaticato nazionalista xenofobo, travestito da contestatore radical chic sboccato e insolente.”

“Certo che ve ne siete fatti anche voi di spinelloni per arrivare a questo livello, eh compagni?”

“Può dirlo forte, ma vede, ora abbiamo smesso sa, esser democratici comporta lucidità, la lucidità necessaria nell’agire.”

“..e infatti dicevo io, vedete, il problema sta proprio in questo.
Vi suggerirei una volta per tutte un immediato e certificato percorso di re-intossicazione, questo dovrebbe temporaneamente limitare il vostro agire e l’umanità intera, un giorno, ve ne sarà grata.”

Vi aspettiamo dalla parte della verità, amici democratici.

E vedrete che non vi verrà rinfacciato niente, solo:

fate presto.

 

Una piccola postilla giunge infine per i Ringo-boys ringhianti e affini:
piantatela di berciare le solite quattro cagate omniofobe, mettete via il manganello e difendete il “vostro” paese con la forza delle idee.
Ne avrete qualcuna che vada oltre il “Bau”, voglio sperare.

Siamo tutti italiani, se in Italia abitiamo, produciamo, studiamo, paghiamo tasse e quant’altro; se poi per voi “non esistono negri italiani“, mi spiace ma il vostro posto è il Museo, ‘Reparto Mummie’ per la precisione.
Magari la vostra presenza aiuterebbe a rilanciare il settore, chissà.

Se invece intendete restare ossessionati dalla vita sessuale di chi ha gusti diversi dai vostri, o se nella vostra mente riecheggia un perenne: “era Adamo ed Eva NON Adamo e Adamo“, cambiate letture o andatevene pure a fare un bel pompino a una Beretta dentro una qualche cattedrale.
Prendetelo come un consiglio disinteressato.
C’è chi l’ha fatto e sembra funzioni.

Ma al di là di questo ritengo sia più che giusto parlare, dialogare con voi, dico io.
Si deve forse far finta che non esistiate? Che QUALUNQUE cosa dai vostri esponenti e ideologi pronunciata sia “Merda Fascista”?
Io non direi.
La legge bancaria fu di emanazione Facista e oggi ne avremmo bisogno come il pane.

Perché non cominciamo a parlare tutti insieme di lotta di classe?
Così giusto per dialogare, per una cazzo di volta.
Possiamo chiamarla Susie, se la cosa vi fa stare meglio.

Potrebbe rivelarsi discussione costruttiva che ci vedrebbe uniti nell’emergenza.
Siamo sempre più poveri, la guerra non è da farsi tra di noi e, per la cronaca, la stiamo perdendo di brutto.
Ci si scanna tra cani e i padroni, immagino quasi increduli ai loro occhi, osservano divertiti.

Siamo sicuri di sapere dove si trovino i Padroni?
Sono per voi da identificarsi con coloro che vengono convocati in tribunale dinnanzi a Sant’Ilda?
Siete sicuri che i crimini dei veri padroni siano anche solo ascrivibili come reati?

Tutti sanno che siamo in mezzo ad una crisi orrenda, ma pochi sembrano chiedersi il perché.
La accettano disperati come fosse una calamità naturale.
E ancora non si intravede, nella calamità, alcuna solidarietà perché  “Quelli sono fascisti, x-ofobi e magari votano il Demonio Silvio” e “Quell’altri so’ amici de’ negri de li froci e so’ pure comunisti“.

Che dire, complimentoni.

In tutto ciò pare però che alcuni dei vostri esponenti, cari Ringo-boys, si siano messi avanti col lavoro, non c’è che dire.

I Demo-friends invece dormono beati da anni, sognando l’Europa e facendo incubi a forma di carriole (per carriole si intende: iperinflazione conseguente ad una mastodontica svalutazione causata da ipotetica rottura di unione monetaria a cambio fisso).

Il loro attivarsi pare previsto ormai solo per dare risposte accademiche ad ogni vostro latrato da museo, o ad ogni nuovo dettaglio delle cene di Arcore.
Per tutto il resto invece siamo in buone mani, suppongo essi suppongano.

Il dibattito è ancora fermo o falsato, l’Italia tanto per cambiare è sempre più divisa e gli avvoltoi si avvicinano.

Facciamo tutti molta attenzione, poiché stavolta lasceranno nient’altro che catene.

 

Per tutti quelli che, nonostante la profusione di idee di pace e tolleranza che non mi stancherò di portare avanti -al di là dei miei toni iperbolici, qui usati per ottenere un po’ di attenzione democratica- mi riterranno uno svalvolato “negrofobo”, suggerisco di riflettere sul se non sia ciò tanto peggio, in fin dei conti, che essere un sordido “necrofobo”, come il professor Prodi, che vi ricordo è fonte per taluni di orgoglio, talvolta di diatribe, ma che comunque -poche balle vi pregherei- vi ha per ben due volte rappresentato alla corsa dei carrozzoni elettorali.
 
Lui pare non essersi fatto problema alcuno nel profanare il cadavere di una innocente (beh in questo caso direi proprio di no) vecchina come la Signora Thatcher, allo scopo di rifarsi una verginità.
Il fatto che molti di voi saranno perplessi riguardo a ciò che definisco “rifarsi una verginità” insito in queste dichiarazioni riportate, certifica una volta per tutte- qualora ce ne fosse bisogno- che state ancora brancolando in un buio che più pesto non si può, cari democratici di ogni sorta, affetti da sindrome da immobilismo.
 
E poco importa che a voi tutto ciò possa apparire come un puro delirio privo di significato, in quanto io francamente me ne infischio, anzi:
 
ME NE FREGO
Ma pur sempre meno di voi.

 

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