[storie piccole] Casa Maurig #3

Continua il racconto di Ines Maurig. Il 10 giugno 1940 l’Italia fascista interrompeva la propria neutralità dichiarando guerra alla Francia
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Continua il racconto di Ines Maurig. Il 10 giugno 1940 l’Italia fascista interrompeva la propria neutralità dichiarando guerra alla Francia, nell’errata convinzione che la vittoria avrebbe facilmente arriso all’alleato tedesco. L’arretrato esercito italiano non era in grado di affrontare un conflitto di tali proporzioni, incontrando da subito severe sconfitte su tutti i fronti fino al tracollo del regime fascista e alla nascita della Repubblica di Salò, stato fantoccio vassallo del regime nazista. La vita della popolazione civile si faceva sempre più dura, tra razionamenti di generi alimentari, violenze e incursioni aeree alleate.

La nostra casa, considerata di lusso perché – oltre alle sole case De’ Brandis e Arreghini – aveva il bagno (senza però i servizi: quelli dovevano stare sempre fuori), divenne un porto di mare, anche perché era affacciata sulla strada statale Udine-Gorizia-Trieste.

Furono nostri ospiti (gratis) il diciottenne interprete tedesco Conte Edmondo, ci restò per circa tre anni, e il carissimo maresciallo Willi Kaiser, persona deliziosa. Era sposato con un figlio; diceva che se fosse rimasto vivo sarebbe tornato a trovarci. Non l’ha fatto…

I primi due anni non abbiamo sofferto un granché, tanto che il 10 maggio 1942 ci nacque un fratellino: Antonino, accolto da noi e chi ci conosceva come una gran festa.

Intanto la vita diventava sempre più cara. Tutti i giovani erano partiti a combattere.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, per giornate intere abbiamo visto passare questi poveri ragazzi che scappavano dalle caserme rimaste senza capi, cercavano di tornare a casa loro, scalzi e con i piedi piagati; molti entravano a bere alla nostra fontana, allora nostro padre ci mise sulla strada con un secchio d’acqua fresca e un mestolo per chi volesse bere.

Un giorno arrivarono i carri armati tedeschi, e quelli che prendevano li mandavano in campo di concentramento in Germania. Molti di quelli che riuscirono a scappare andarono a fare i partigiani in montagna. A questi, però, si unirono anche delle teste calde o degli sbandati che secondo me screditarono molto questi gruppi. Nostro padre fu costretto a consegnare loro una bella vitella e siamo andati, io e lui, a rischio della nostra vita. Se quelli erano “i liberatori”…

Si racconta che presero un certo signor Volpe che abitava a San Giovanni, lo legarono con le catene delle mucche e lo uccisero a suon di botte. Un giorno uccisero due tedeschi che andavano nelle case a cercare uova. I capi tedeschi allora volevano bruciare il paese, ma il nostro interprete Edmondo trattò con loro e avvertì il papà che l’indomani andasse a far finta di lavorare i campi con i suoi fratelli, avvertendoci però di dire esattamente dov’erano, altrimenti ci avrebbero uccisi tutti. L’indomani andarono in diverse famiglie e fecero andare tutti in piazza dove fecero arrivare tredici poveretti dalle carceri di Udine. Li impiccarono davanti alla villa De’ Brandis. Io li ho visti. Ne impiccarono altri dieci in un altro paese: fra questi c’era anche Ezio Baldassi, un mio ex compagno di scuola.

In più c’era Pippo, un aereo trimotore che ogni sera volava basso. Ogni tanto lasciava cadere qualche spezzone, o mitragliava se vedeva qualche piccola luce. Come si vede vivevamo nel terrore.

Di giorno i caccia alleati cercavano di bombardare il ponte o la polveriera di Medeuzza o la stazione ferroviaria, dove nel febbraio del 1945 scoppiarono due vagoni di tritolo danneggiando fortemente mezzo paese. Anche la nostra casa ebbe molti danni. Per fortuna il papà, che era molto previdente, aveva tirato giù tutti i vetri, gli specchi, i piatti di pregio e murato il tutto nella cantina bassa, dove si salvarono. Inoltre aveva messo in un grande bidone la radio e tutte le cose di valore, compresa la dote della mamma, e seppellito il tutto sotto uno strato di cemento sotto la lobbia.

 

[continua qui] [a cura di Emiliano Rinaldi]

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