Wolther Goes Stranger – Love Can’t Talk

Se l’amore non sa parlare i Wolther Goes Stranger lo sanno fare benissimo

La Barberia, 2013

Se l’amore non sa parlare i Wolther Goes Stranger lo sanno fare benissimo, e lo fanno parlando dritto al cuore.

Prima prova sulla lunga distanza, Love Can’t Talk è il disco della definitiva consacrazione per l’ex progetto solista di Luca Mazzieri (A Classic Education) diventato, dopo tre lavori tra ep e mini, band vera e propria con l’innesto di Massimo “Colla” Colucci e Linda “Bru” Brusiani.

Un lavoro affascinante, concreto, che ammalia per la qualità delle melodie – devastanti I’m Sorry, Idol e Jesus – e per gli arrangiamenti, sempre azzeccati e ricamati con gusto come in Darling, martello gentile in cui Luca e il suo compare Jonathan Clancy giocano a rincorrersi nei cori con un ritmo incalzante e micidiale ingentilito dall’educato sax di Stefano Cristi, già collaboratore di Clancy e Mazzieri. Sometimes – che vede la partecipazione del mostro sacro Federico Fiumani dei Diaframma – è una di quelle canzoni magiche, che fanno breccia al primo ascolto e che, sono sicuro, diventerà una delle canzoni nei live più cantate. Instant classic.

Chiude il cerchio Sixteen con Clancy alla voce principale, che fa capire perchè His Clancyness è così amato oltre i confini nazionali. La produzione affidata a Cristiani e Suriani fa il resto, donando al disco eleganza, spessore e  il tiro giusto. Un lavoro eccellente.

Una carezza in un pugno questo Love Can’t Talk per citare l’Adrianone nazionale, un lavoro che ci mette pochissimo a entrarti dentro la testa ed è quasi impossibile da far andare via. I Wolther hanno imboccato la strada giusta, se continuano così prestissimo se ne accorgeranno anche all’estero.

Ne sentiremo ancora delle belle.

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