[Green] DaIlo spreco al riciclo: I’m Still Alive

Garage sale: una nuova consapevolezza legata alla salvaguardia dell’ambiente e alla ricerca di uno stile di vita più eco-compatibile
[Ilaria Ghesini]

New York. Sì. Finalmente sarei riuscire a coronare il sogno della mia vita… mangiare la mia Mela! Correva il lontano 2009, della discussione della mia tesi di laurea di un paio di mesi prima solo un ricordo lontano e sbiadito.

E così eccomi lì, a perdermi tra una street o una avenue a caso, nella città di che più di ogni altra aveva contaminato la mia vita fino a quel momento. Per una che viene da Ferrara, il salto, si sa, può fare paura.  Ricordo benissimo odori, rumori, facce, segni e disegni, ricordo il verde dei semafori per i pedoni e l’acciaio e il cemento un po’ ovunque, ricordo ogni parco con i suoi scoiattoli.

Ma sono femmina… e quindi cosa posso ricordare più d’ogni altra cosa? Le vetrine of course. I primi giorni mi sono quasi consumata fuori e dentro tra un negozio e l’altro, tra un grande magazzino della 5a strada e un piccolo shop del Village. Milioni di persone accanto a me ogni giorno compivano le stesse azioni: sceglievano un oggetto, lo pagavano e se ne andavano. Sempre e dovunque miliardi di persone compiono la stessa banale, seppur necessaria azione. Tre giorni – dico tre – dopo, del super mega giga magazzino di 10 piani nemmeno l’ombra, ero passata a piccoli negozi di quartiere. Mi ero assuefatta.

Un pensiero poi, piccolo e razionale, ha cominciato a insinuarsi nella mia mente: ma tutti questi oggetti poi, questi vestiti, una volta dismessi dove andranno a finire? Che ne sarà di loro?

Ed è da queste premesse che sono venuta a conoscenza del fenomeno (sì, perché negli USA assume queste proporzioni) delle garage sale. Nasce per restituire nuova vita a cose, oggetti, indumenti che hanno una storia alle spalle ma che non sono da buttare e per ragionare insieme su temi quali il baratto, lo scambio, il riciclo, la nostalgia, il desiderio, l’attaccamento, il consumo, l’accumulo, la sostenibilità e quantaaltro. Anche chiamato yard sale perché spesso viene organizzato da privati nei garage o nei cortili davanti alle case mettendo a disposizione di altri oggetti, indumenti o cianfrusaglie che non vengono più usati. Negli Stati Uniti è ormai consuetudine consolidata acquistare nei mercatini dell’usato tanto che è nato un nuovo termine per descrivere questa attività: il thrifting.

Ma attenzione perché non si tratta per la maggiore di motivazioni prettamente economiche: è nata, infatti, una nuova consapevolezza legata alla salvaguardia dell’ambiente e alla ricerca di uno stile di vita più eco-compatibile. Le garage sale si caratterizzano per una impronta ecologista in cui il risparmio delle risorse e dell’energia dovute alla produzione e alla distribuzione dei prodotti nuovi rappresenta un contributo alla decrescita e al rispetto ambientale.

Vengo a conoscenza dell’esistenza anche nella mia città, Ferrara, di questo genere di iniziative di scambio consapevole. E così entro in contatto con due ragazze, Stefania Barbalace e Elisa Rossini, entrambe ferraresi d’adozione, che progettano garage sale mettendo a disposizione spazio (sia fisico che in termini di visibilità) a chiunque voglia scambiare o vendere i propri oggetti,  in una via di mezzo tra un swap party e un garage sale.

Originaria di Udine la prima, 29 anni, si occupa di comunicazione ed eventi, ma si definisce sono soprattutto una viaggiatrice/sognatrice. C’è poi Elisa, di Ravenna che lavora presso una nota azienda ferrarese che opera nel campo della moda. Si conoscono più o meno cinque anni fa quando si ritrovano a lavorare per la stessa azienda. Ferrara è la città  dove hanno deciso di vivere, è la città che le ha accolte con calore, ed è qui che hanno trovato il supporto e l’appoggio di amici per l’organizzazione e la promozione del loro “mercatino”.

“L’idea del Garage Sale a Ferrara – spiega Stefania – nasce circa un anno fa, dal desiderio di contrastare il consumismo sfrenato; viaggiando ci si rende conto di quante poche cose siano necessarie realmente e quante invece sono quelle che buttiamo anche se ancora in perfetto stato. Ricordo un giorno in cui a Noosa in Australia, una ragazza, che doveva partire per un viaggio di qualche mese, si mise a vendere il suo guardaroba nel cortile della scuola che frequentavamo. Mi disse che lo faceva non solo per raccogliere un po’ di soldi, ma soprattutto per non gettare oggetti a cui erano legati tanti ricordi”.

“Perché non dare una seconda vita ai nostri vestiti, accessori, libri etc. etc.? Perché buttarli? Perché non venderli o scambiarli? Perché non fare anche in Italia quello che ormai in tutto il mondo è una realtà? – continuano le ragazze – così insieme abbiamo deciso di organizzare questi eventi dove i ragazzi possono vendere oggetti usati e/o creazioni fatte con componenti di recupero. Il nome stesso “I’m still alive – don’t throw me away but re-use me” (sono ancora vivo – non buttarmi via ma riutilizzami) racchiude l’essenza di quello che sono per noi le garage sale: l’opportunità di dare una seconda vita alle cose”.

Sicuramente il lavoro le ha formate e ha contribuito a generare quella indole creativa/organizzativa e commerciale e le ha aiutate a organizzare questo progetto e portare qualcosa di diverso e concreto nel Comune di Ferrara per un consumo/utilizzo delle cose più consapevole, ma le ragazze ci stanno mettendo del loro: inizialmente la ricerca degli espositori ha funzionato con il passaparola, ora sfruttano il web. Le trovate sulla pagina Facebook  oppure potete contattarle privatamente a imstillalive.ferrara@yahoo.com

La prossima edizione di I’m Still Alive si svolgerà mercoledì 3 luglio presso il Chiostro di San Paolo in Piazzetta Schiatti a Ferrara in collaborazione con l’Arci Zuni.

 

 

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