Il PD manda tutti al mare

Oggi il Parlamento italiano chiude per ferie. La decisione di sospendere i lavori dell’aula arriva qualche ora dopo la notizia che la Cassazione ha stabilito la data del processo di appello per Silvio Berlusconi, fissata per il 30 di luglio. Se i giudici non vanno in vacanza i politici invece vanno in leggerissima controtendenza.

In matttinata Brunetta aveva chiesto lo stop ai lavori parlamentari per motivi interni al suo gruppo: i senatori e i deputati PdL erano chiamati in assemblea per decidere che comportamento adottare nei confronti della magistratura, rea di voler processare Berlusconi prima che decada la metà dei reati a lui imputati nel processo Mediaset.

Le reazioni non si sono fatte attendere: Lega Nord, Sel e Movimento 5 Stelle si sono detti subito contrari allo stop, non tanto perché questo costituisca fatto inusuale, quanto per le motivazioni adottate. Non si possono fermare i lavori del Parlamento perché un senatore della Repubblica è sotto processo, né perché la giustizia ha deciso di processarlo.

Nel PD l’atteggiamento è stato subito più cauto. Prese di distanza, mugugni e poi le minacce. Corrono le prime voci: se il PD non vota a favore, il governo salta.

Al momento del voto sulla richiesta del Partito della Libertà prende la parola Rosato: “Il PD voterà a favore della sospensione dei lavori dell’Assemblea.” Risultato: Camera e Senato chiusi per un giorno. Grazie a 171 voti provenienti dall’ area democratica. A confronto i 101 “traditori oscuri” (i parlamentari che hanno tradito Bersani e affossato l’elezione di Prodi a Presidente della Repubblica) sembrano solo una grottesca carica cinofila di un famoso cartoon della Disney.

La sospensione per motivi organizzativi dei gruppi consiliari non è un fatto così inusuale – anche se non dovrebbe chiaramente accadere. Costituisce una novità tutta italiana il fatto che la sospensione sia sostanzialmente una reazione alla decisione della magistratura di giudicare Silvio Berlusconi prima che i reati a lui imputati cadano in prescrizione.

“Con questo Parlamento tanto vale andare al mare” aveva tuonato meno di due mesi fa il deputato finalese del Movimento 5 Stelle Vittorio Ferraresi. Chissà che oggi non lo abbiano preso in parola.

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