[storie piccole] Il marito di mia madre era morto in guerra

Storie di guerra dalla provincia di Ferrara e un ricordo piacevole custodito con cura nella memoria e nel cuore

Storie di guerra dalla provincia di Ferrara: il bombardamento di Copparo del 30 gennaio 1945 che provocò la morte di 93 civili, il terrore per i continui mitragliamenti di Pippo, nome generico attribuito ai piccoli cacciabombardieri che portavano il caos dietro le linee dell’Asse, l’arrivo delle truppe inglesi a Fossalta il 22 aprile 1945, con l’attraversamento del Po di Volano il giorno successivo. E dopo gli orrori bellici, un ricordo piacevole custodito con cura nella memoria e nel cuore: l’incontro nel 1951 con l’attrice Anna Magnani (1908-1973), nella sua abitazione romana presso palazzo Altieri.

Il marito di mia madre era morto in guerra. Avevano un figlio. Lei allora si era riaccompagnata, lui aveva tre figli suoi, la moglie era scappata di casa e l’aveva lasciato da solo con tre bambini piccoli.

Per colpa di Mussolini c’era stata un’altra guerra, i miei fratelli Gino e Carlo avevano combattuto in Africa, Carlo era bersagliere. Erano tornati a Copparo e facevano gli infermieri in ospedale, ma quando Mussolini è tornato al governo nel 1943 c’era stato l’ordine per gli uomini di arruolarsi ancora. Gino non voleva più combattere, allora era scappato e si nascondeva, i fascisti lo cercavano perché sapevano che era tornato ma non l’hanno trovato così non è tornato in guerra. Carlo invece lo hanno mandato a Milano, ma ogni tanto bombardavano la città e aveva paura e allora aveva chiesto il trasferimento. Da li lo avevano mandato prima a Venezia e poi tra Goro e Gorino, dove faceva la guardia a una nave. C’erano anche dei soldati tedeschi lì.

Un giorno passano due Pippo, Carlo e altri soldati dormivano perché avevano fatto il turno di notte. Il figlio del campanaro di Tamara, che stava facendo il turno di guardia di giorno, appena sentiti gli aerei era corso a svegliarli e a dire di correre nei rifugi antiaerei. Carlo ha fatto solo in tempo a alzarsi e a affacciarsi alla finestra e l’ha colpito il primo Pippo che ha mitragliato, poi il secondo ha lanciato una bomba: sono morti in cinque in tutto, tre tedeschi e due italiani.

Anche io sono stata sotto un mitragliamento di Pippo, con mia mamma stavamo attraversando il ponte sul Po di Volano a Fossalta per andare a Tamara, c’era anche tanta altra gente e l’aereo è arrivato basso e ha iniziato a sparare, per fortuna noi eravamo già dall’altra parte e ci siamo buttate in un fosso in mezzo alle ortiche. Un’altra volta eravamo a Copparo, hanno iniziato a suonare le sirene dell’allarme antiaereo e siamo corse verso la chiesa perché dicevano che quelle non le bombardavano. Quando hanno iniziato a esplodere le bombe eravamo ancora lontane e ci siamo riparate sotto il portico del comune: quando è finito tutto abbiamo visto che avevano colpito la chiesa e c’erano stati tanti morti. L’altra volta è stata verso la fine della guerra, siamo scappate nei rifugi e quando tutto si è calmato abbiamo visto che un colpo era caduto vicino la nostra casa e aveva fatto qualche danno. Poi a fine aprile sono arrivati gli inglesi e la guerra è finita.

Nel 1951 mi hanno mandata a Roma, ci sono stata un mese per aiutare una parente che doveva partorire, era settembre. Ho conosciuto una ragazza che faceva servizio da Anna Magnani, era già famosa e un giorno mi ha portato a veder la casa della sua padrona, in piazza del Gesù, vicino a piazza Venezia che è quella del balcone del Duce. Quando siamo arrivate abbiamo sentito fin dalla strada che stava urlando, la Magnani non era tanto fine a parlare ma era una brava attrice e non si era montata a testa col successo. Era passato quasi un mese e il bambino non era ancora nato, allora mio padre mi chiamò per tornare a casa, c’era da lavorare la canapa e dovevo aiutare anche io, però ho scoperto che ero incinta e non ho lavorato. Erano già cinque anni che avevo il filarino e il 6 gennaio del 1952 mi sono sposata, perché a quei tempi non si usava che ci fossero bambini senza matrimonio.

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