Welcome to the Low [benvenuti nella bassa]

Partiamo dalla fine. Da un elefante azzurro che veglia sul sonno di una bambina e aggiusta la casa con i cerotti.
[foto:  Sandra Calzolari]

Partiamo dalla fine. Da un elefante azzurro che veglia sul sonno di una bambina e aggiusta la casa con i cerotti. Un elefante color del cielo d’estate, che sembra ritagliato da un vecchio libro di fiabe e incollato sul cemento grezzo del pilone della ferrovia. E poi un mandala di tutti i colori, un mostro melmoso che più che invadere la città sembra divertirsi a esplorarla, una ‘misticanza’ di colori sui toni del blu, una processione di personaggi mutanti inconsapevoli che, dietro l’angolo, una lupa li aspetta per decapitarli. E ancora elefanti, questa volta rosa, in un mondo di manager, tossici e bambini emarginati.

Non è uno di quei sogni che si fanno quando si ha mangiato pesante, e non è nemmeno la trama di un videogioco di ultima generazione. È quello che ci rimane, e rimarrà con noi a lungo, al termine di dieci giorni di arte, birre, sole e sorrisi, mi si perdoni il sentimentalismo (non scrivo mica per Vice io, non devo per forza essere tagliente, ironica e fuori dal coro).

Perché di grandi artisti è pieno il mondo, ma per fortuna non li abbiamo incontrati. Abbiamo incontrato quattro piemontesi pieni di storie e vita, che hanno dipinto, ballato, dormito e mangiato con noi su tovaglie bolsceviche in un week-end che avrebbe potuto durare per sempre. Due ragazze bionde che si assomigliano anche se non sono sorelle e ci hanno assecondato modificando il loro lavoro in base ai nostri suggerimenti. E una coppia di giovani innamorati sempre in ritardo che tra una pennellata e un bacio ci hanno regalato una favola dolcissima.

Dieci giorni che sono difficili da raccontare a parole, quindi facciamo così: passate da Camposanto e fate una passeggiata verso la stazione, sono sicura che capirete.

 

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