[draghi nella fumana] C’è un cane nel sole

Qualche spunto per ravvivare le vostre conversazioni estive mentre sorseggiate un mojito in spiaggia, al tramonto, cercando di impressionare avvenenti turiste.

Sirio è quella stella della costellazione del Cane che secondo gli egizi introduce l’estate, segnando al tempo stesso il mio abbrutimento nel corpo e nello spirito, data la mia incapacità nel sopportare il caldo. Non sto esagerando: alcuni giorni fa la mia ragazza, guardandomi con sincera preoccupazione mentre boccheggiavo in piscina, se ne uscì con questa drammatica frase: “Emi, ma non è che adesso mi muori?”

In questo inizio di agosto, nel pieno dell’alterazione delle mie capacità psicofisiche provocata dal caldo torrido, stavo riflettendo su come per l’ennesima volta le mie esauste orecchie fossero state offese da un passante che, con l’aria di saperla lunga, illustrava ad alcuni amici l’immortale idiozia che queste elevate temperature porteranno un terremoto: dopo millenni di evoluzione umana ci ritroviamo ancora inchiodati al IV secolo a.c. e all’esalazione secca di Aristotele…

Ecco allora qualche spunto per ravvivare le vostre conversazioni estive mentre sorseggiate un mojito in spiaggia, al tramonto, cercando di impressionare avvenenti turiste.

Avendo già detto che la comparsa di Sirio nella volta celeste segna l’inizio della stagione calda, vale la pena sottolineare che si tratta dell’astro più luminoso delle notti estive e non dell’omonimo personaggio della serie I cavalieri dello Zodiaco, anche se il revival nostalgico legato all’infanzia è una carta da non trascurare ma di cui non abusare nell’interazione con l’altro sesso.

Bene, partiamo dalla cultura classica ellenica. Gli antichi greci ritenevano che una colorazione eccessiva della stella fosse presagio di siccità e disastri naturali, e il poeta Alceo (VII secolo a.c.) sosteneva che in questo specifico periodo dell’anno le donne diventino avide di sesso mentre gli uomini si trovino privati del loro vigore sessuale. Ecco, sarebbe il caso che i maschietti ponderino con attenzione se citare Alceo durante una conversazione di approccio amoroso, rischierebbero di passare per maniaci sessuali. O essere fraintesi e conseguentemente marchiati come disinteressati al sesso estivo.

Nel mondo romano all’apparizione di Sirio era legato il sacrificio rituale di un cane, per impedire una prematura maturazione delle messi: fate gli splendidi e aggiungete con nonchalance che probabilmente è da questo rito che deriva il termine canicola, ma siate lesti a inserire subito dopo una rapida digressione sul sedere di Belen Rodriguez o sul nuovo yacht di Flavio Briatore, perché è assodato come un elevato tasso di cultura sia inversamente proporzionale alla possibilità di riprodursi. Situazione conosciuta anche come assioma del chitarrista da falò in spiaggia, che sostanzialmente dice come sia sufficiente strimpellare un paio di accordi per attirare le attenzioni del genere femminile, ma se ci si fa prendere la mano si finirà col suonare tutta la notte mentre il resto dell’Universo si accoppierà cullato dalla tua musica. In estrema sintesi: un pizzico di cultura qua e là va bene come esca per l’approccio, ma senza strafare.

Ma che agosto sarebbe senza il tradizionale quanto improvviso temporale estivo? Lanciatevi nei più triti luoghi comuni metereologici quali “cielo a pecorelle, pioggia a catinelle” o “se la nuvola grida, arriva la grandine”. Si potrebbero intavolare ore di dialogo in cui nulla si comunica semplicemente rilanciando intramontabili motti popolari, ma è qui che potrete distinguervi dalla massa citando rimedi e miti popolari legati agli scrosci temporaleschi: ve ne elenco alcuni, non sarà necessario ringraziarmi per questo servizio.

La tradizione contadina consiglia di posizionare a terra due bastoni, formando una croce, nel cortile o terreno agricolo da proteggere dalla grandine, quella cattolica suggerisce di invocare santa Amalberga. Legata ad una sovrapposizione di tradizioni cristiane a precedenti usanze pagane è quella di bruciare una foglia essiccata di ulivo benedetto, mentre deriva da ancestrali superstizioni la ricerca di un chicco di grandine che contenga un capello umano, retaggio di quell’epoca nemmeno troppo remota in cui le campagne padane erano popolate da strie, ninfe e anguane. Infine, se avete amato l’insulso e petulante maghetto Harry Potter e non potete fare a meno di citare l’origine magica dei temporali estivi, sostenete che sono provocati da stregoni chiamati Tempestarii che vivono nella mitica terra di Magonia, luogo fantastico al pari di Topolinia, Uqbar, Cimmeria, Pellucidar, Laputa. Ma di come rimorchiare citando immaginarie nazioni di origine letteraria magari ne parleremo in altra occasione…

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2 Comments

  • Nessuno mi ha mai approcciata usando simili argomenti. Se qualcuno usasse argomenti simili con me accetterei per premiare l’originalità, sempre meglio che le solite frasi “ci siamo già conosciuti da qualche parte?” o le frasi da bacio perugina come “tua mamma era una ladra, ha rubato le stelle del cielo e le ha messe nei tuoi occhi”

  • questi suggerimenti sono troppo raffinati… faccio un esempio di cosa può accadere: per preparare la maturità sono andata a studiare a casa di un compagno di classe, il secondo giorno che ci trovavamo per studiare mi ha regalato una rosa. Gli ho detto che era stato molto carino, e lui allora inizia a sbottonarsi i pantaloni e mi chiede se per ricambiare gli faccio sesso orale…. roba da matti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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