Nuvole di celluloide

La fortezza degli uomini perduti, questo il nome dell’albo, venne presentata con buon successo a Ferrara nel novembre del 2011 e, in una seconda edizione ampliata e rivista, nell’agosto del 2012 a Fiera di Primiero all’interno della rassegna “Fantasticare con arte”.

È sufficiente una semplice parola per evocare l’infinita produzione di storie sentimentali che invasero le edicole italiane tra gli anni ‘50 e ’70: quella parola è fotoromanzo.

Restringere tale linguaggio alle sole storie rosa sarebbe riduttivo, viste le eclatanti tirature raggiunte dalle avventure nere di Killing e Genius e delle contemporanee produzioni erotiche. Questo mezzo espressivo, in grado di raggiungere trasversalmente tutta la popolazione italiana, fu utilizzato dai maggiori partiti politici per la loro propaganda e in ambito scolastico come strumento didattico (1), trovando ancora oggi notevoli applicazioni artistiche.

La grande M, con la collaborazione del Centro Etnografico Ferrarese, realizzò un albo dedicato interamente alla storia del fotoromanzo sperimentale, sulle cui pagine trovò spazio una vicenda vampiresca ambientata sugli altipiani trentini nel corso della Grande Guerra, che aveva come protagonista femminile niente meno che la cantante Tying Tiffany.

La fortezza degli uomini perduti, questo il nome dell’albo, venne presentata con buon successo a Ferrara nel novembre del 2011 e, in una seconda edizione ampliata e rivista, nell’agosto del 2012 a Fiera di Primiero all’interno della rassegna “Fantasticare con arte”.

Nelle prossime settimane, per combattere l’afa, ne riproporremo i contenuti online. Altro che letture da ombrellone…

(1) tra i diversi fautori dell’uso del fotoromanzo come strumento didattico vale la pena segnalare Mino Milani (Come leggere “Efrem soldato di ventura”, Edizioni Mursia 1973)

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1 Comment

  • da appassionato di fotografia applaudo a questa iniziativa, il fotoromanzo è un argomento bistrattato ma negli anni grandi fotografi hanno lavorato in questo campo, basterebbe ricordare la cura nella produzione di Killing, che citate in questo articolo, e che spero tratterete nelle prossime puntate

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