[storie piccole] Regia Aeronautica: i cavalieri dell’aria

Questa è la storia del maresciallo della Regia Aeronautica Guido Barbieri, che partecipò alla guerra di Spagna, alla campagna d’Etiopia, alle incursioni su Malta.

Questa è la storia del maresciallo della Regia Aeronautica Guido Barbieri, che partecipò alla guerra di Spagna, alla campagna d’Etiopia, alle incursioni su Malta. Non si tratta di un racconto storicamente preciso, ma dei ricordi del figlio raccolti dal nipote a 60 anni dalla morte (nel 1953) del pilota, dove i ricordi sfumano e si confondono sovrapponendosi: storicamente impossibile, ad esempio, la prigionia per mano inglese in Abissinia e il successivo rientro in Italia, in quanto la perdita della colonia africana avvenne con la seconda guerra mondiale già in corso. Probabilmente la confusione è legata alla prigionia successiva seguita all’abbattimento dell’aereo di Barbieri, episodio citato al termine del racconto. Questi anacronismi nulla tolgono al fascino di questa narrazione, gettando anzi luce sui meccanismi della memoria e della trasmissione orale: per chi comunque volesse approfondire, esistono centinaia di volumi dedicati alle guerre aeree italiane tra il 1936 ed 1945, in cui trovare riscontri oggettivi sui fatti trattati in questa “storia piccola”

[di Michele Barbieri]

Lo scorrere del tempo e il tramandare di persona in persona i ricordi, ha offuscato dettagli e particolari di questa storia. Il protagonista è mio nonno Guido, e oggi ci rimane questo racconto un po’ “storicamente” sconclusionato.  Come una di quelle vecchie foto ingiallite, smozzicate, sfocate che escono dai bauli del tempo in cui le famiglie le conservano.

Maresciallo della Regia Aeronautica Italiana, nel periodo di questa vicenda era impegnato nella guerra d’Abissinia o campagna d’Etiopia. Le forze armate inglesi entrarono in Etiopia liberandola dagli invasori italiani. I Piloti, e soprattutto i graduati ebbero un trattamento ben diverso rispetto ai semplici soldati. Cosi mio nonno, maresciallo della Regia Aeronautica Italiana Guido Barbieri, come tutti i membri del suo stormo fu catturato “a terra” e confinato nel quartiere generale aeronautico italiano. Benché prigionieri, ovviamente disarmati e controllati, avevano una certa libertà di movimento. Del resto allora vi era una diversa concezione, e la “cavalleria”, soprattutto tra pari anche se belligeranti, era tenuta in gran conto: il senso dell’onore. Nel frattempo in Europa era cominciata la seconda guerra mondiale e dopo alcuni mesi di prigionia gli inglesi liberarono gli italiani.

L’Italia stava entrando nel conflitto mondiale, alleandosi con i tedeschi contro francesi ed inglesi. Consci dell’imminente dichiarazione di guerra, da parte dello stato maggiore l’ordine fu perentorio: riportare immediatamente gli aerei in patria, alla volta della Sicilia. Ciò sarebbe avvenuto in trasvolata, non vi era il tempo e la possibilità di imbarcare.

Nottetempo i serventi dovevano alleggerire il più possibile gli aerei, imbarcare il massimo del carburante. Lo stormo avrebbe fatto rotta (in più tappe) verso la Sicilia. Allora Guido pilotava un Ansaldo S.V.A.5.  L’ordine era chiaro: portare via gli aerei lasciando a terra tutto il resto, servente compreso. Tutto ciò che non volava non sarebbe più tornato in patria.

Ma Guido proprio non poteva accettare di abbandonare il fedele servente, un ragazzotto di Bondeno, proprio come lui, che si prendeva cura di fare volare il suo velivolo. Una volta accesi i motori come gli avrebbe detto che lui non andava? Che non sarebbe forse mai più tornato a casa?

“Mi fece smontare tutto, oltre alle mitragliere, paratie, panelli di coda, ogni minimo bullone e in fine il sedile. Disse di indossare il pigiama, e così fece lui, ogni grammo era troppo. Io sedetti al posto del sedile e lui sopra di me.  In quel momento proprio non avrei scommesso saremo arrivati in Italia”.

Per la cronaca mio nonno è morto nel 1953 per un tumore, dopo aver preso parte alla guerra di Spagna, d’Abissinia, ed essere tornato in Africa nel golfo di Suez nell’ambito della seconda guerra mondiale. Prese parte all’attacco di Malta pilotando il Bombardiere Savoia Marchetti SM79, il famoso “Gobbo Maledetto”.

All’inizio degli anni ‘60 mio padre lavorava come contabile a Ferrara presso la ditta Toselli macchine agricole in via del Lavoro. Dove oggi sorge il Consorzio Oli lubrificanti, allora nelle vicinanze vi era un distributore di benzina dove abitualmente si fermava con la sua auto.  Una mattina il proprietario della stazione di benzina, vedendolo orma da tempo, ruppe gli indugi e gli domandò: “Mi scusi, ma lei è il figlio del Maresciallo Guido Barbieri?”

Quando mio padre stupito rispose di sì, l’uomo (di cui è andata persa memoria del nome) l’abbracciò scoppiando in lacrime e raccontò l’aneddoto sopra narrato. Fu così che la nostra famiglia seppe di questa storia eroica.

In seguito, alle vicende sopra narrate, quando già gli alleati erano sbarcati in Italia, nuovamente Guido era caduto nelle mani degli Inglesi, questa volta abbattuto sui cieli d’Italia. La Guerra volgeva al termine, i Tedeschi ripiegavano, gli inglesi e Americani si apprestavano ai bombardamenti su Ferrara e provincia.

Consci del suo grado e che quelle erano le sue terre d’origine, gli domandarono se avesse voluto, conoscendo i territori, prendere parte alle azioni di liberazione, ovviamente non come pilota ma per indicare obiettivi militari e civili così da arrecare meno danno possibile alla popolazione. Guido disse che non se la sentiva, perché comunque quella era la “sua gente”.

[a cura di Emiliano Rinaldi]

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7 Comments

  • Bella questa rubrica, piccoli episodi ma inseriti in contesti più ampi grazie all’introduzione che viene fatta al racconto orale. Era un pò che non visitavo il sito, questa serie mi era sfuggita

  • la storia risente delle sovrapposizioni e confusioni di diversi ricordi sfocati dal tempo, è però una bella storia. I familiari hanno conservato il libretto di volo del pilota? Questo permetterebbe di mettere ordine e fissare le date dei diversi fatti

  • I libretti di volo li abbiamo ancora, conservati da qualche parte. La vecchiaia però non ci aiuta. Ho chiesto a mio padre di mostrarmeli ancora come aveva già fatto diversi anni fa, ma non ricorda più dove li ha messi. … Ri tenteremo la ricerca !!

  • Si li abbiamo ancora, ma il mio babbo non ricorda dove li ha messi … Ma li cercheremo.

  • Ho provveduto a girare la domanda sul libretto di volo a Michele Barbieri, autore del testo (nonchè nipote di Guido Barbieri). Risponderà appena gli sarà possibile

  • Quindi se sbucherà fuori il libretto di volo scriverete ancora di Guido Barbieri? Bello, così si potrà confrontare il ricordo con i fatti documentati

  • Indubbiamente si, di aneddoti sul “Nonno Guido” c’è ne sono tanti… purtroppo quattro anni fa è andata perduta la “memoria storica” con la morte della sorella di mio padre … che sempre mi raccontava queste storie …. ma sempre una via confusa tra favole e realtà ….. come di una volta che per ammirare le “bellezze al bagno” sulle spiagge di Rimini il Maresciallo Guido …. con il suo biplano “Caproni” sorvolò la spiaggia in volo radente …. Risultato ? gli trattennero lo stipendio di un mese !! ( Top Gun e i vari Mawerik allora manco erano ancora spermatozoi !! )

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