Voleva il vestito rosso

Le assi che si abbassavano sotto il passo a volte insicuro delle giovani erano la conferma che i sogni possono avverarsi anche se un po’ incerottati.

La notte di ferragosto, a Massa Finalese, hanno sfilato in passerella gli abiti da sposa della stilista friulana Barbara Beltrame, accompagnati dall’arpa di Gianfranco Lugano e dalle poesie di Antonella Iaschi.  Sul palco, l’emozione e la gioia di tante ‘modelle per una sera’. 

[Antonella Iaschi]

C’era una volta, e c’è ancora, una fata capace di trasformare la stoffa in poesia. Visto che nelle favole moderne bisogna tener conto della privacy quella fata si chiamerà Desideria.

La terra dove è nata è il Friuli e lì l’Orcolat è passato prima che in Emilia, lasciando morti e rovine. Ma la gente che si rimbocca le maniche sa uscire da qualsiasi situazione e Desideria oggi ha solo il ricordo dei racconti di quei giorni. Giorni che nessuno dovrebbe mai attraversare. Qualche volta va a Venzone a prendere un caffè e forse proprio lì ha pensato che la sua magia avrebbe potuto far sognare anche chi dopo il  maggio 2012 ha priorità diverse dal sogno, perché il terremoto gli ha cambiato la vita.

Una sua amica viveva proprio da quelle parti.

Abracadabra! Contattando altri amici il pensiero ha preso forma e, in una pausa del primo temporale estivo, Desideria ha caricato in macchina le sue “poesie da indossare” per portarle nella Bassa Modenese. Ad aiutarla anche un Elfo capace di costruire arpe e canzoni.

Arrivata a Massa Finalese una villa da vere principesse si è trasformata in atelier e le indossatrici per caso sono diventate gioielli dentro abiti da sposa adattati al momento con spille da balia, ago, filo e  tutta la bravura della fata. Intanto, l’Elfo giocava con l’arpa e sembrava che la melodia uscisse dalle querce del parco.

Una mamma e una figlia erano fra le modelle. La mamma aveva indossato uno dei tre vestiti rossi e il suo nome era stato appuntato all’abito. Sembrava fatto a posta per lei, ma alla figlia si era acceso lo sguardo e le mamme certe cose le vedono, così anche la figlia ha provato il vestito rosso, e il nome sul foglietto è cambiato.

Nel frattempo un piccolo esercito di volontari era al lavoro perché la sfilata fosse perfetta e grazie a loro tra gavettoni e paure di non farcela, è arrivato il momento del debutto. Tante principesse e due principi. L’amica di Desideria sorrideva pensando che probabilmente prima di quel ferragosto nessuna delle ragazze aveva  mai neppure pensato di indossare un abito da sposa.

Una danza magica. Le assi che si abbassavano sotto il passo a volte insicuro delle giovani erano la conferma che i sogni possono avverarsi anche se un po’ incerottati. Le ragazze che si alternavano nelle uscite erano la conferma che un gioco riesce sempre, se lo si prende con leggerezza.

Il concetto di bellezza è relativo, ma la gioia che dà la sua percezione è scoppio di emozioni, se diventa collettiva. E lo scoppio è arrivato inatteso, tra fumogeni e timidezze proprio quando la ragazzina che voleva il vestito rosso ha raggiunto la fine della passerella. Un applauso lungo, convinto, reale, probabilmente uguale a tutti gli applausi fatti prima e dopo per le altre modelle, ma misteriosamente più penetrante.

Desideria non lo ha sentito, come non ha visto la sfilata, era troppo indaffarata a far indossare le poesie rispettando i tempi di uscita, ma può leggerlo nel sorriso della mamma, la bellissima sposa in bianco alle spalle dell’abito rosso.

Una volta c’erano le sfere magiche, adesso basta un telefonino per fermare l’attimo e la conferma che basta poco per essere felici.

More from pepito sbarzeguti

Un oggetto potente: il farmakon cocaina

[testo di Nino Settebellezze, illustrazione di Luca Torelli] Per introdurre un discorso...
Read More

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *