[LoveTalking] Usa la test

Ieri era la giornata mondiale contro l’HIV, ma era pure domenica, e con ogni probabilità – nonostante le iniziative che offrivano test gratuiti nelle piazze delle varie città – sarete andati a sciare o sarete rimasti in casa a guardare il Milan, mentre cercavate di digerire il primo pranzo invernale a base esclusivamente di carne di porco.

Ieri era la giornata mondiale contro l’HIV, ma era pure domenica, e con ogni probabilità – nonostante le iniziative che offrivano test gratuiti nelle piazze delle varie città – sarete andati a sciare o sarete rimasti in casa a guardare il Milan, mentre cercavate di digerire il primo pranzo invernale a base esclusivamente di carne di porco.

La settimana inizia oggi, e anche se è una vera madonna recarsi al policlinico più vicino nell’ora di pausa, se da qualche tempo vi ronza in testa il dubbio che la sveltina non protetta che vi ha visti protagonisti nei bagni della stazione con un partner conosciuto sei minuti prima non fosse il massimo della salute, accettate il consiglio di un vecchio stronzo (sì, vecchio e stronzo: non lo dico per fare il simpatico, lo sono davvero, se solo mi conosceste): fate il test.

Lo ammetto, mi piace avere atteggiamenti paternalisti ogni volta che me ne si concede l’occasione. Ed esortare giovinastri al sesso sicuro è un’occasione ghiotta.

Ma quella delle malattie veneree è una questione che mi sta a cuore, e la smania di parlare di storiacce personali a ragazzi impressionabili passa in secondo piano.

Non so perché, anzi forse sì.

Perché ricordo bene il panico che mi ha attanagliato la prima volta che sono andato a fare il test. L’ho rivissuto l’inverno scorso, quando la mia ex e assai più giovane coinquilina francese ha dato di matto per circa una settimana, dopo una notte brava con un tipo che abitava qualche piano sotto di noi. Era indecisa se fare il test e tutto quel riflettere se ne valesse la pena o meno non faceva che aumentare le sue paranoie.

Non vi dirò cazzate: la paranoia arriva e rimane, fino a quando non vi avranno detto “negativo”.

Ma aspettare a testarsi, quando si hanno dubbi simili, è da cretini.

(Come – sia chiaro – è da cretini fare sesso non protetto nei cessi delle stazioni. O con tipacci che abitano qualche piano sotto di voi. Ma capisco che a volte possa accadere).

Sarebbe bello che non accadesse che per sbaglio spargeste in giro virusacci infami previa pene o vagina, però.

Quindi non abbiate remore e andate a testarvi.

Tra l’altro, i dottori e le dottoresse che si occupano di queste faccende nei reparti Malattie Infettive degli ospedali, di norma sono individui tostissimi.

Ti parlano da pari, sanno metterti a tuo agio e non hanno remore a dirti cose scomode o a darti consigli su faccende scabrose, di cui magari non saresti eccessivamente incline a parlare.

L’ultima volta che ho fatto il test, la dottoressa era così rock’n’roll d’avermi preso in contropiede:

“L’esito è negativo, ma per averne la certezza totale dovresti tornare a farlo tra due mesi”

“Sì, lo so. Tornerò. Anche se francamente ho qualche problema con gli aghi (riferendomi alla mia fobia per le siringhe). Ad esempio, qualche giorno fa un mio amico mi ha dovuto forare ed ero talmente teso che anche lui si è agitato e ha fatto un casino (riferendomi a Bruno, batterista degli AttiVisti e ottimo medico specializzando, dal quale mi ero recato per un prelievo).”

“Capisco. Comunque sappi che se proprio devi farlo, al SERT e al distributore qui sotto, offriamo siringhe sterilizzate. Sarebbe bene usaste quelle, tu e i tuoi amici.”

“Ah, beh…uhm…grazie (non capendo di che cazzo parlasse)…

“E comunque ti do questi opuscoli. Non mi piace fare prediche, ma è giusto che tu sappia che le pere fanno male e ci sono posti dove è possibile uscirne.”

Sì, insomma, si arriva diretti al punto, non si tergiversa. Non rimarrete invischiati in conversazioni imbarazzanti come quelle che avete dovuto sostenere a 14 anni, la prima volta che vostra madre vi ha chiesto se qualcuno avesse scopato sul letto matrimoniale mentre loro erano al lago per il weekend e poi cosa sono tutte queste bottiglie vuote e ‘ste sigarette aperte, senza filtro, sparse sul tavolino di cristallo della sala? E quel tuo amico sdraiato sul pavimento del bagno con del vomito a fianco? Avrete mica fatto una festa?

P.S.: durante i giorni di attesa del referto non fate cazzate tipo compulsare la rete alla ricerca di minute descrizioni di sintomi o guardare filmacci tipo Philadelphia o Kids. Altro consiglio da amico.

 

 

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2 Comments

  • Tema importante, ma questo slang finto giovane non si può leggere. Finto giovane nel senso che solo un quarantenne potrebbe scrivere così, e poi non fa neanche ridere, cercare di fare il simpatico facendo ironia sulle paure della coinquilina francese è mostruoso

  • ciao arianna, sono l’autore dell’articolo. grazie per il commento. mi spiace che tu non abbia apprezzato i toni, cercherò di fare meglio la prossima volta. in realtà l’unica cosa che mi preme precisare è che non è mai stata mia abitudine pubblicare articoli con riferimenti personali, senza avere interpellato i diretti interessati. per quanto riguarda la coinquilina, prima di scrivere le ho parlato, non solo per chiederle il permesso di pubblicare, ma anche per ricordare quei giorni e riderci sopra, considerato che è andato tutto bene. nessuno è stato usato, quantomeno non a sua insaputa. in questo caso specifico, anzi, si è trattato quasi di una sorta di collaborazione per la stesura del testo. grazie ancora.

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