Soviet Soviet – Fate

Felte Sounds, 2013

Bella botta l’esordio dei Soviet Soviet.

Nativi di Pesaro ma costantemente in giro per l’Italia e l’Europa – sono centinaia i concerti in cinque anni di vita – i tre ragazzi arrivano con Fate all’esordio sulla lunga distanza. Passati due anni da quel fulminante EP d’esordio Summer, Jesus che li proiettò tra le più luminose promesse del post-punk europeo, i Soviet Soviet si sono presentati all’appuntamento con il destino indossando il loro abito migliore, stordendo sin dalle prime battute di Ecstasy con una carica di energia incredibile. Mirano dritti al dunque i marchigiani,  macinando riff granitici e taglienti, stendendo tappeti di urticanti giri di basso su cui il vorticoso e letale drummin’ di Ferri porta devastazione metronomica: qualità che non sono sfuggite alla Felte Sounds che li ha messi subito sotto contratto. Dieci tracce fragorose e spigolose che non lasciano respiro e in cui emergono tutte le influenze della band, dai The Cure ai Public Image Limited passando da Gary Numan, il cui timbro ha lasciato cicatrici indelebili sulle corde vocali di Giometti.

Introdotto dal micidiale singolo 1990, Fate è uno dei migliori lavori dell’anno, dotato di respiro internazionale e di quella classe che solo le band di talento hanno.

Disco del mese per M:.

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