Beppe Saviano

Beppe Saviano è uno scrittore. Anche detto Beppe O’ Milionario ha acquisito fama mondiale grazie a un libro che tratta di camorra a metà tra romanzo e cronaca, un’appassionata intuizione a cavallo fra un’opera di Defoe e un editoriale di Travaglio.

La parte romanzata gli è valsa diverse milionate di euro grazie a vendite da record ma non è tutto oro quello che luccica: la parte in cui fa nomi e cognomi dei boss che controllano la Campania gli è invece valsa diverse minacce di morte, intimidazioni e l’ha costretto prima a vivere sotto scorta, poi a trasferirsi a New York.

La combinazione delle due cose ha creato un eroe, assicurando a Beppe, tra gli altri, l’endorsement da parte di Flavio Fazio, con il quale ha partecipato a varie trasmissioni, ma sempre apparendo noioso e petulante.

Proprio il primo romanzo del giovane Beppe è stato definito da Flavio Fazio “il mio preferito”. Non che sia importante se un libro piaccia o no a Flavio, era giusto per dire qualcosa.

Dicevamo che Beppe è diventato, in giovanissima età ma già calvo, un eroe e si sa ‘da un grande potere derivano grandi responsabilità’.

Purtroppo Beppe non ha granché sopportato la tensione. Le sue idee gli sembravano così giuste, così geniali. Non ha resistito, mai si è tenuto per sé una considerazione.

Il suo cavallo di battaglia è sempre stato il conflitto israelo-palestinese. Non vorrei soffermarmi troppo ed essere noioso, diciamo che se fa freddo Beppe non indossa una kefiah.

Senza nulla togliere alla sua millimetrica conoscenza della camorra, al suo coraggio e al suo impegno nella lotta contro questo sistema che toglie il respiro al sud Italia: Beppe è stato un testimone chiave in diversi processi contro la camorra e recentemente è tornato a Napoli per testimoniare in un processo di mafia.

Ha denunciato più di quattro anni fa ciò che grazie a un noto programma è diventata una notizia da prima pagina: le scorie chimiche, le morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani sepolti sotto i campi coltivati in Campania.

Adesso ci sentiamo tutti intossicati quindi vogliamo fare la nostra parte nella lotta a tutte le mafie.  E ci conviene, se no Beppe ci mette ansia con le sue apparizioni televisive.

Corriamo tutti a comprare le marmellate eque e solidali per redimerci. Che magari la sera ci facciamo le bottiglie di bamba, ma a colazione la squallida marmellata equa e solidale proveniente dai territori confiscati alle mafie ci fa passare il senso di colpa.

Nell’ultimo libro, Beppe ha proprio indagato su questo punto. No, non una dettagliata relazione sul mercato della cocaina, da Bogotá a Napoli, ma sul modo di farvi sentire in colpa per la vostra dipendenza anche se mangiate la squallida marmellata equa e solidale.

La droga è sicuramente la più grande fonte di finanziamento della camorra. Un mercato che, nonostante le buone intenzioni di Beppe, non cesserà mai di esistere. Diciamocelo: se non sono riusciti a farti smettere il palato bucato, le narici corrose o le botte del tunisino nel weekend, non sarà di certo il dilemma etico a fermarti. Vero, amico degli sputa-palline?

All’uscita del libro sono ricominciate apparizioni e dichiarazioni di Beppe, i giornali gli hanno di nuovo chiesto se fosse giusto considerarlo un simbolo dell’antimafia, lui ha di nuovo risposto di sì, che non solo è giusto, ma che non c’è nulla di più giusto.

Non come ha fatto Ciro Balotelli. Ciro ha semplicemente detto:

– Col cazzo.

Come biasimare il giovane campione di calcio e di fica?

“Col cazzo” è esattamente quello che avrei risposto io:

– Col cazzo che voglio vivere sotto scorta a vent’anni.

Ciro Balotelli è stato duramente condannato dalla stampa e dalla politica per le parole espresse. Io non sarei stato così duro con lui.

Giusy Capacchione, che sembra un nome scherzo ma non lo è, lo ha subito accusato. Proponendo addirittura la sua esclusione dalla nazionale italiana.

Giusy però non ha capito nulla, in Italia ti tolgono dalla nazionale solo se non sai giocare al pallone. L’etica e la morale non hanno mai fatto vincere un cazzo a nessuno, Giusy. Alternativamente Giusy potrebbe fare una doppietta contro la Germania in semifinale. Allora potrebbe giocare lei in nazionale e togliere Ciro. Ma fino a quel momento non se ne discute: il calcio rimane nettamente più importante della lotta alla mafia Giusy. Capiscici.

Tipo che se Denny Baggio nel novantaquattro non mi sbagliava il rigore, la mafia manco esisteva.

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