Ragazze Italiane e Ribelli Siriani

Hanno rapito due ragazze in Siria.

Questo lo sapevate già.

In Italia questo genere di notizie diventa argomento di ogni trasmissione televisiva ad ogni ora. A maggior ragione adesso che è estate e che non succede un cazzo. Un cazzo che faccia lucrare i media con una certa continuità.

Ho conosciuto gente che va a portare conforto ai bambini in Kenya, ai bambini in Brasile, ai bambini in Siria, impallando Facebook di selfie.

Mai un cazzo di nessuno che vada a farsi selfie coi terroristi di Al-Qaeda.

Finalmente anche questo spiraglio di attiva contestazione no-global è stato occupato.

Le ragazze erano in contatto con questi terroristi che le facevano entrare e uscire dalla Siria.

Terroristi buoni come il pane.

In fondo anche i terroristi hanno un cuore e sono vittime dell’orrenda propaganda occidentale.

Poi però le hanno rapite, spero con tutto il cuore per chiedere un riscatto e non per farle loro schiave.

Ora non fraintendetemi, non mi farei offrire neanche un bicchier d’acqua da Bashar Al-Assad.

Ma devo ammettere che un appuntamento a cena coi ribelli lo glisserei utilizzando la vecchia scusa della nonna morta o quella dell’incidente in tangenziale.

Queste ragazze invece ci avevano a che fare su Skype.

Come si fa a ottenere il contatto Skype di un terrorista?

Non ne ho idea.

Loro l’avevano.

E questi terroristi avevano l’accordo di farle entrare e uscire dalla Siria.

In cambio evidentemente di qualcosa.

Continuo a chiamarli terroristi perché sono vittima dell’orrenda propaganda occidentale.

– Allora anche i partigiani in Italia erano terroristi? Vergognati pazzo reazionario! Due ragazzine indifese in mano a dei pazzi terroristi, chissà se torneranno vive e tu le offendi così!

– Non ho voglia di discutere di questioni umanitarie con un quarantacinquenne con la kefiah che ha come status di Facebook “un giorno pagherete tutto merde sioniste”.

Già, i quarantacinquenni con la kefiah che hanno come status di Facebook “un giorno pagherete tutto merde sioniste” mi fanno incazzare.

Non dico di essere filo-israeliano.

Decidere chi siano i ‘buoni’ e chi i ‘cattivi’ in un conflitto è una cosa che mi riesce difficile fin da quando guardavo i cartoni animati a cinque anni.

Per lo più i cattivi erano sfortunati e vittime delle contingenze.

Ciò non toglie che gli ultras di Hamas mi facciano incazzare. Soprattutto quelli non Palestinesi che abitano a Busto Arsizio.

Però, se la questione fosse solo che il quarantacinquenne con la kefiah, Roberto Andervill il suo nome, abusi del suo profilo Facebook sarebbe ok. Facebook è lì per far vedere al mondo quanto siamo falliti. C’è chi mette mi piace a Tanker Enemy, posso accettare di tutto.

Mi fa incazzare ma lo posso accettare.

Il problema è quando questo crea una Onlus, Progetto Horryarty, con due ragazzine che poi manda a fare il lavoro in Siria.

Non voglio dire che siano state plagiate, per l’amor di Dio.

Però il tizio è restato a casa e due ragazze sono entrate in Siria con l’aiuto dei terroristi.

Liwa Shuhada è davvero un gruppo ribelle jihadista vicino al fronte Al-Nusra, braccio destro di A-Qaeda in quei territori. Non è chiaro se sia proprio questa la sigla che le ha fatte entrare clandestinamente in Siria, ma è sicuro che le due ragazze avessero contatti con questo gruppo.

Non sará l’ISIS ma sono cattivelli comunque.

Io forse non riesco a percepire la necessità che sentivano di portare aiuto dato che non ho mai provato niente del genere nella mia vita.

In ogni caso fare le cose male, soprattutto se sono cose pericolose, è da stupidi.

Non so se le ragazze abbiano trovato i contatti di questi criminali da sole, è possibile che sia stato Anderville, il quale ha avuto in passato numerose esperienze di aiuto umanitario e cooperazione in tutto il mondo, ad ottenere i contatti e se così fosse l’incosciente sarebbe lui. Nemmeno tanto incosciente in realtà dato che é rimasto a casa. Spero però col senso di colpa.

E adesso?

Adesso spero che tornino a casa sane e salve e in formissima in modo da poter prendere a calci in culo il pazzo che le ha mandate in quell’inferno da sole, senza la preparazione adatta permettendo che si mettessero in contatto con dei criminali jihadisti. Spero anche che succeda il prima possibile.

A chiunque volesse portare aiuto in qualunque parte del mondo, esistono associazioni che sanno come fare. Che non hanno contatti con i terroristi. Che valutano la preparazione di una persona prima di mandarla allo sbaraglio in luoghi pericolosissimi.

Affidarsi ad un solo individuo garante di se stesso anche se con un curriculum di tutto rispetto, è sbagliato a prescindere. Tutti potremmo diventare pazzi da un momento all’altro e prendere decisioni assurde nonostante la nostra preparazione sia impeccabile.

Improvvisare quando si potrebbero correre rischi del genere é decisamente da stupidi.

Vi lascio il link a no-profit Italia in cui sono elencate tutte le Onlus e organizzazioni non governative Italiane a cui fare riferimento nel caso siate intenzionati a portare o mandare aiuti in paesi colpiti dalla guerra, dalla povertà o dalle malattie.

O perché no in Italia, prestando servizi in centri per diversamente abili, immigrati o nelle carceri.

Vi prego contemporaneamente di non raggiungere in gommone Gaza per portare conforto ai terroristi di Hamas.

Mandategli una cartolina.

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1 Comment

  • Ottimo articolo, ma per scoprire veramente cosa sia successo bisogna sentire il giornalista Daniele Rainer che a quanto pare era con le ragazze al momento del rapimento. Che le due ragazze siano state plagiate dal quel estremista musulmano Roberto Andervill non c’e’ alcun dubbio, dire che questo signore e’ un volontario e’ una bestemmia..i volontari non patteggiano per una fazione portano solo aiuti in una regione e non corrono pericolo di vita, ma guarda caso Lui rimane a casa perché fa il fabbro e deve lavorare.

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