Hanno menato gli operai

Donato abita in Italia, Marco in Brasile, ma si tiene parecchio aggiornato sulle vicende della sua terra natia. Qualche giorno fa hanno intrattenuto un interessantissimo scambio epistolare che abbiamo deciso di pubblicare. Sentite questo profumo? È il premo Pulitzer che incombe sulle teste dei nostri mumblar

M: Oh vez, hai visto? Hanno menato gli operai. Così imparano ad ascoltare Landini.

D: Esatto, imparano a fare i #LANDINISTAS! Comunque, vecchio mio, così mi chiami la pezza. Io avrei un’idea abbastanza chiara della faccenda. Cioè delle faccende, perché ce ne sono due.

M: Parliamone! Avevo proprio voglia di scassarmi le palle al sole, oggi pomeriggio.

D: Bene! L’idea è questa: gli operai che protestano perché una multinazionale con i bilanci in attivo decide di lasciare un paese per un altro, con l’obiettivo di guadagnare qualche milione in più, quando in realtà è già seduta su pile di cash, beh, per come la vedo hanno il sacrosanto diritto di farlo e di farlo magari senza essere menati. Tanto più che se c’è una multinazionale di veri figli di puttana, è proprio la Thyssen-Krupp.

M: Continua che ancora non mi hai convinto.

D: Certo ci sarebbe da chiedersi come mai il sabato precedente ci fosse stata la stessa identica manifestazione a Firenze, senza Landini, e non fosse finita a botte. Magari è solo malizia.

M: Mi piace quando sei malizioso.

D: Poi sullo sfondo ci sono gli scioperi per il Jobs Act, e lì proprio la CGIL e la FIOM non sono difendibili. A parte la faccenda dell’articolo 18 (che così com’era non dava fastidio a nessuno e che Renzi vuole togliere solo per provocare i sindacati e polarizzare l’opinione pubblica) su tutto il resto, a quanto ho sentito protestano per le cose buone della riforma e su quelle cattive, tanto per cambiare, non dicono un cazzo.

M: Sante parole fratello!

D: La solita inutilità insomma, stessi slogan, focalizzati su faccende e su prospettive vecchie di trent’anni, proposte assurde, tipo le patrimoniali per risolvere il problema del debito pubblico, contrarietà a disboscare la giungla dei contratti. O meglio (anzi, peggio): dire che sono a favore della semplificazione e poi manifestare contro una legge che (seppur ancora in via di definizione) cerca di fare esattamente quello. Su questioni di secondo piano, tipo il totale depauperamento perpetrato ai danni delle partite iva nel regime dei minimi, silenzio assoluto.

M: Minchia, Santo subito. Non fosse per quella sterzata anti-Reaganiana sulla Thyssen-Krupp. Loro hanno tutto il diritto di chiudere il cazzo che gli pare e spostare tutta la faccenda in Namibia o dove più gli piace. Gli operai contemporaneamente hanno il diritto di protestare e menarli, o mio Dio, menarli è sbagliatissimo. Sia dal punto di vista etico, che dalle mie parti non è fortemente considerato, ma soprattutto perché un operaio menato ottiene la ragione, anche se prima non l’aveva.

D: Eh già.

M: E fintanto che Landini è presente, il non avere ragione sarebbe un fatto matematico, basterebbe aspettare che una cazzata la dice sempre.

D: Comunque sì, è vero la TK ha tutto il diritto di andare in Namibia. A quanto pare le multinazionali hanno il diritto di fare qualsiasi cosa.

M: Due persone leggono No Logo e una è un hippie. Indovina chi è l’hippie.

D: No aspetta, intendo che ormai un modo per farla franca, davanti a ogni possibile problema, lo trovano sempre, o quasi. Guarda Google ad esempio. Google fattura miliardi in Italia e non paga nessuna tassa, e sai perché?

M: Perché sono tostissimi?

D: Esatto perché sono tosti e possono. A me sembra giusto almeno tentare di mandarli a fare in culo, ogni tanto, quando si tratta di questioni come queste o processi per bazzecole tipo operai che prendono fuoco nei loro stabilimenti.

M: Quando si firmano contratti non c’entra il codice penale. Leadership di costo e diversificazione geografica non sono reati. Se in Italia gli operai acchiappano troppo grano e il signor Thyssen non si può permettere la Zonda placcata in oro che ha sempre desiderato, ha tutto il diritto di spostare la produzione dove il salario minimo è una tazza di riso, per comprarsi la sua cazzo di Zonda. Se non è contrattualmente vincolato a un paese, certo, e finché non infrange la legge. Se non valesse per lui non dovrebbe quindi valere per nessuno, fanculo la convenienza e avanti con la magnanimità e con l’amore per il prossimo. Purtroppo queste cose succedono solo nei film con gli hippie.

D: Sei Satana.

M: No, logico che se poi uno prende fuoco sul lavoro, si fa il processo e s’ingabbia il responsabile, idem se evadi le tasse o inquini. Se hai la convinzione di poter fare più soldi cambiando localizzazione, per me vai pure e fai come ti pare. Con ciò non voglio assolutamente affermare che gli operai non hanno diritto di protestare, o i poliziotti hanno il diritto di menarli o i politici possono continuare a battersene le palle. È solo che il signor Thyssen è molto tirchio e abbisogna di un casino di grano per mantenere i suoi hobby.

D: Non faccio assolutamente un discorso ideologico o proto-comunista. Non arrivo nemmeno a parlare di responsabilità sociale delle imprese, che sarebbe comunque un concetto da rispolverare.

M: Eccolo l’hippie.

D: No, no, mi piace il libero scambio e l’economia di mercato, ma pensare che la deregolazione selvaggia dell’economia sia la declinazione giusta, per me è sbagliato. È sbagliato consentire a un’azienda, per altro di veri figli di troia, di fare armi e bagagli e lasciare a spasso mille famiglie (tra dipendenti e indotto) per guadagnare qualche milione in più, senza intervenire a livello politico o sindacale.

M: Intervieni pure che il signor Thyssen ti ascolta, lui è molto sensibile alle parole dei sindacati.

D: No ma, infatti, le aziende possono farlo e lo faranno

M: E ti dirò di più lo faranno stappando magnum di Crystal e nemmeno lo berranno.

D: E noi si starà tutti zitti a sucare, su questo non discuto. Però sostengo i tentativi di cambiare questo modello. Anche perché è un modello destinato a morire da solo. Continuare a generare maggiori ricavi puntando prevalentemente sulla compressione salariale, significa che alla fine comunque uscirai dal mercato, perché nove volte su dieci le aziende che fanno così non investono in innovazione, differenziazione ed evoluzione tecnologica, prima o poi sono fottute. Senza contare che, quando pure le economie emergenti avranno raggiunto livelli salariali comparabili ai nostri, i grandi capitalisti supermegatosti che stappano magnum di Crystal senza berle, inizieranno a ricordarsi di Henry Ford che diceva che dare abbastanza soldi ai propri operai era necessario, altrimenti non avrebbero comprato le sue macchine.

M: Quell’eroe nazista di Henry Ford, pace all’anima sua.

D: Poi oh, che sia chiaro che se grosse aziende se ne vanno da un paese è spesso per colpa della gestione politica degli ultimi anni che evidentemente non ha creato condizioni favorevoli. E nel non creare condizioni favorevoli all’impresa, in Italia siamo tostissimi. I migliori come sempre purtroppo sono i nordeuropei che, in un qualche modo, riescono a conciliare entrambe le cose: attirare le imprese e contemporaneamente tenerle belle vigilate.

M: Prima che l’azienda arrivasse le famiglie, il lavoro non l’avevano. Non è questo il punto, il punto è che lo stato dovrebbe essere nella condizione non di dire all’impresa: “Tu non puoi fare il cazzo che ti pare coi tuoi soldi”, ma di dire alle famiglie: “E che problema c’è guarda qua che fior fiore di impieghi che ti possiamo offrire”. Per non parlare poi del potere contrattuale inesistente degli operai italiani, perché, in effetti, per non essere sostituito da un cinese, in certi mercati l’italiano può solo sperare nel buon cuore del proprietario. E col signor Thyssen-Krupp butta male a cuore di panna. Se in Italia gli operai fossero cazzuti e producessero date le loro competenze, voglia di fare e preparazione il doppio di quello che produce un operaio cinese, anche il malvagio signor Thyssen-Krupp se ne avvedrebbe e ci penserebbe due volte a spostare un aziendina da milioni di euro da una parte all’altra del mondo. Se la produttività è la stessa che in Cina allora: che si fottano ‘sti stronzi. Dirà il signor Thyssen-Krupp. Poi è vero che così facendo non investe in niente, differenziazione e nuove tecnologie non sa nemmeno cosa siano (anche se nel campo delle commodity non sono in fondo una risorsa strategica) e probabilmente fallirà presto. Sarà fallita facendo il cazzo che le pare. E secondo me è un diritto sacrosanto poter fare il cazzo che si vuole delle proprie cose, finché non si procurano danni irreparabili. E il licenziamento di cinquecento o mille operai non lo considero un danno irreparabile. Se fossimo in un’economia sana sarebbe un problema risolto in 48 ore.

D: La Thyssen-Krupp però di danni brutti ne fa spesso e spesso rimane impunita. Ma è un altro discorso.

M: Ma te lo sto dicendo io che il signor Thyssen-Krupp è malvagio, e se ci andiamo a guardare a fondo fa anche parte del Billerbemg.

D: Per certi tipi d’imprese, purtroppo, salari minori saranno sempre la prima attrazione, il primo motivo per andarsene. La motivazione o le capacità degli operai c’entrano poco. Hai ragione quando dici che per le commodity è diverso, che a livello di prodotto l’innovazione tecnologica è un processo lento, che porta lenti benefici economici e che quindi salari più bassi (almeno ragionando in termini di bilancio) sono più appetitosi. Anche se mi piacerebbe comunque sapere quali innovazioni tecnologiche di processo avrà mai apportato un’azienda in cui ci sono impianti che ammazzano gente con una certa regolarità.

M: Un cazzo d’innovazione tecnologica, ma non è questo il punto, abbiamo già convenuto sul fatto che nessuno dovrebbe morire sul lavoro e che i responsabili debbano sempre pagare.

D: Infatti, infatti, il punto imprescindibile con queste aziende, come dicevo sopra e come dicevi pure tu quando parlavi di potere contrattuale, è di riuscire a fornire un ambiente “business friendly”. Cioè, innanzitutto, con infrastrutture, burocrazie e giustizia che funzionano. E magari meno corruzione. Tutto ciò che manca in circa metà dell’Italia, se non di più. Fino a quando certe cose non le metti a posto, effettivamente di potere contrattuale ne avrai sempre poco. Detto ciò, a livello di principio, protestare per motivi del genere per me è sempre un diritto inalienabile. Ed è pure giusto.

M: Certo, giustissimo, ma che non si pensi di corrucciare in modo alcuno il malvagio signor Thyssen-Krupp. Se si protestasse contro un sistema italiano che rende inevitabile alle grandi aziende di andarsene sarei d’accordo. Ma se diciamo “invece che andarsene potrebbero fare innovazione tecnologica, differenziazione, training per gli operai”, oh sì, certo che potrebbero, ma evidentemente non ne hanno voglia. Vuoi mettere quanto è più facile trasferire tutto in Vietnam? E come gli operai hanno l’inalienabile diritto di protestare e far sapere al mondo che il signor Thyssen-Krupp è un figlio di puttana, allora contemporaneamente il signor Thyssen-Krupp ha tutto il diritto di mostrare al mondo quanto è capace ed efficiente nell’essere un malvagio figlio di puttana.

D: Ah, questo poco ma sicuro, considerato che lo fa. Significa che può.

M: Esatto, e vietarglielo sarebbe secondo me sbagliato. Poi un giorno, forse, il mondo sarà un posto migliore in cui nessuno agirà nel proprio interesse ciecamente e allora potremo vietare alle persone di essere cattive.

D: Legalize droga

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