[Love Talking] Sessimo 2.0

In redazione ci siamo ritrovati a parlare di sessismo, proprio durante la giornata contro la violenza sulle donne. Siccome è un periodo che proprio non ce la possiamo fare a metterci a testa bassa a ragionare compiutamente ad un articolo – ma la fiamma del dibattito arde sempre poderosa in noi – abbiamo pensato di trascrivere tutto e darlo in pasto a voi lettori guardoni.

Donato: Mattia, avevi un articolo in canna per il giorno dell’ Elimination Of Violence Against Women? (Magari ricordo male). Sempre rimanendo in tema di sessismo, ho pensato che sarebbe bello che qualcuno che sa parlarne, scrivesse una roba sulle psicosi neofemministe relative alla camicia del tizio della NASA, sui video delle tipe in giro per le città che si offendono perché uno le dice “hey beautiful, what’s your name” e cose di questo tipo. La mia sensazione è sempre che siano puttanate che finiscono per togliere legittimazione alle battaglie femministe giuste, ma magari no, boh…

Raffaella: Natiello, ho trovato anch’io eccessive e fuori luogo le critiche al nerdone tenerone, colpevole solo di non sapere cos’è lo stile e di avere un gusto di merda. Che vuoi farci, il femminismo come molti altri -ismi a cui personalmente tengo (socialismo, europeismo, riformismo, etc.) patisce gli effetti del deserto culturale espresso in primis dal ceto intellettuale, dalle punte avanzate, femministe comprese, che ricicciano, da troppo tempo ormai, fashionable no senses di cui non sanno e non hanno mai voluto rendere conto, se non con altre battute a effetto che a ben guardare non vogliono dire niente. E così all’infinito. Basta guardare, da noi, il livello del dibattito interno su questi temi tra ‘giovani’ e ‘vecchie’, tra ‘paritarie’ e ‘femministe della differenza’, per come è emerso in episodi emblematici quali il colpo di teatro del culo della Bachiddu a cui fanno da contraltare le reazioni nervose e scomposte di Barbara Spinelli, per accannare tutte e guardare sommessamente altrove. A chi non si rifugia in discorsi vacui sulla liberazione del desiderio e altre amenità, a chi ragiona in termini politici e di quello spazio si vuole occupare. Ora, pur essendo d’accordo con te quando dici che questi eccessi di drammatizzazione, fanno male in primo luogo al femminismo e alle sue battaglie legittime, mi tocca mettere in guardia sul rischio contrario. Bollando ogni discorso sulla rappresentazione delle donne nella comunicazione pubblica e sulle sue ricadute politiche come ‘bullshit’, giacché parte di esso lo è, rischiamo di buttare il bambino con l’acqua sporca, producendo una sorta di “riverginazione” di modalità espressive effettivamente sessiste. Che è un po’ quello che all’epoca rimproveravo alla tua difesa del pezzo di Robin Thicke. Se ci fosse stato un nero al posto di una gnocca a cui un uomo bianco canticchiava ‘lo so che ti piace servirmi’ invece che ‘lo so che ti piace farmi godere’ forse il nucleo discriminatorio, che io ancora vedo, sarebbe stato più evidente. Anche perché quel terreno è meno inquinato da cazzate, concedo.

Treble: Ci sono dati inequivocabili sullo SKYROCKETING incremento delle utenze legate alla prostituzione online, ogniqualvolta queste soggette manifestano il loro dissenso. Davvero! È un dramma nel dramma. D’altra parte anche Prodi è stato avvistato in tangenziale a Bologna con tre nigeriane caricate, ai tempi di SeNonOraQuando…true story!

Marco:  Sì ma il video della tipa che gira per New York a me ha fatto pensare. Davvero non si può dire a una: “Ciao, come stai?” per strada, ma in discoteca sì? E io che sono abituato a flirtare in biblioteca sono un omm’emmerda? E Donato che le fa bagnare tutte?

Raffaella: Ma infatti non l’ho neppure aperto. Tu e Natiello siete più fighe di tutte. Chissà che vi capita per strada a Nyc.

Donato: Guarda Raffa, sul backlash del sessimo, quello vero, stavo per dire la stessa cosa. Che la settimana scorsa avevo la bacheca Facebook imballata di tre deficienti che proclamavano il loro sdegno femminile per la camicia del nerd e da trenta coglioni che da lì partivano per delle tirate epiche contro la “dittatura del political correct” che altro non erano che sproloqui evidentemente sessisti, spesso estremamente irrispettosi nei confronti delle ragazze che commentavano criticando. A me i secondi stanno più sul cazzo delle prime, ma forse, proprio perché il rischio di fare l’errore opposto di cui tu parli esiste, tutte queste campagne d’opinione/marketing/social che hanno come cardini solenni puttanate come la battaglia contro fumetti troppo ammiccanti, andrebbero criticate sempre: anche dalle femministe. (Concedo di essere stato troppo buono con Robin Thicke, ma in quell’articolo cercavo di far capire che la canzone non poteva essere considerata un incitamento allo stupro…ad un certo punto, se non ricordo male, dicevo chiaramente che il buon Robin è un cazzone, ma non per questo doveva essere accusato di una roba simile)

Raffaella: Beh, scherzi a parte, davvero non ho visto i video in questione e davvero non so cosa si propongano di documentare e cosa documentino in effetti. Quello che so per esperienza personale è che quando ero adolescente, ormai molto tempo fa, a Foggia usava che gruppetti di ragazzetti, particolarmente grezzi, va detto, e mai da soli, solo in gruppo, se ti beccavano da sola per strada, neanche tardi, alle sette di sera, potessero pensare di darti una pacca sul culo accompagnata da un grugnito in dialetto per manifestarti il loro apprezzamento. Cosa che in seguito non mi è più successa. Nei successivi 15 anni, per lo più spesi a Bologna, ho all’attivo solo un paio di episodi solitari, uno in notturna alla fermata dell’autobus, l’altro a piedi di pomeriggio in un sottopasso. Due segaioli esibizionisti, niente di che anche se ero sola e lì per lì la presi male. Ora, visto che non sono una gnocca pazzesca (non è vero, ndr) a cui è impossibile resistere, che Natiello, per dire, è assai più fico di me (non è vero, ndr), senza far la lacrimevole, sì, lo considero strano, sintomatico, legato al fatto di essere donna. A voi son successe cose del genere? Per farmi un’idea…

Donato: Io ho ricevuto tastate di pacco e di culo da donzelle appena incontrate. E con appena intendo 10 secondi prima, nel senso che le avevo appena incrociate. Sempre in discoteca, a parte una volta a casa di un amico per capodanno. (A Nyc, sempre in discoteca, una mi ha detto “Ora mi dai il tuo numero e domani ti chiamo”. Era una festa in maschera ed era vestita da ufficiale areonautica, forse faceva la prepotente per quello. Lol. Mi imbarazza dire queste cose).

Raffaella: Anche a me imbarazze, e infatti di solito le tengo per me. Però a volte serve, si scoprono mondi. Povero Natiello molestato.

Marco: E come le hai vissute queste violazioni della tua sfera più intima? Ti é venuto il durello?

Donato: Lol

Marco: Credo che il paragone uomo donna in questo ambito non sussista, almeno per la maggior parte degli uomini. Io non sono uno molesto, mai fatto commenti del genere del video in situazioni inopportune. Anzi sono un timidone, delle due. Ma se mi toccassero il pacco per mostrarmi interesse non mi piglierebbe male. Ma mai e poi mai toccherei il culo a una ragazza per lo stesso motivo. Credo perché sono un gentiluomo.

Treble: Vado a troie…

Raffaella: Sì, credo anch’io che ci siano differenze rilevanti in questo ambito però, a maggior a ragione, diventano robe strane e sintomatiche le pacche sul culo o le seghe in strada, o no?

Donato: La penso in tutto per tutto come Paolo Bonfatti (Marco, ndr). A parte la volta che quella che mi palpava era così brutta e grossa e fisicata che per qualche minuto ho pensato che avrei rischiato gli schiaffi se non avessi fatto il simpatico. Comunque Raffa, l’abitudine maschile del fischio per strada, o del commento idiota, esiste e a me fa abbastanza pena, a volte ridere. In quei video però (che immagino essere montati ad arte) ci sono pure approcci educatissimi, di ragazzi che alla seconda risposta non troppo carina, prendono e se ne tornano da dov’erano arrivati, con la coda tra le gambe, poveri. Solidarietà.

Raffaella: Ripeto, non li ho visti e sui commenti c’è per forza da fare qualche distinguo se no maschi e femmine non simpatizzerebbero mai. Comunque, da quel che scrivete, direi che pur non potendo fissare il limite, indicare il criterio, vi sia perfettamente chiaro quando c’è qualcosa che non funziona, che non va. Viviamo nell’ordine della vaghezza, ma nonostante tutto ci intendiamo.

Marco: Io quando vedo gli uomini provarci con le ragazzine mi sento in imbarazzo in quanto uomo, ma poi funziona e allora penso che forse sono io che sono troppo gentiluomo. In questa epoca liquida in cui non si riescono a mantenere ideali e sentimenti coerenti forse la cosa migliore è domandare una fellatio nella maniera più diretta e innocente possibile, mentre si guida l’arto della prescelta verso il pube.

Raffaella: Ma francamente questo io non credo.

Treble: Grazie al cielo esistono ancora le brave persone.

Donato: Stavo per dire “Sono sicuro che Raffa sarà completamente d’accordo con te”, ma poi mi hanno chiamato al telefono e ho perso la battuta.

Raffaella: Non ci ho voglia di dar vita al flame, ma questa parificazione di potere e responsabilità tra “uomini” e “ragazzine” mi pare una sonora stronzata, in termini socio-culturali e politici. Come certe campagne iper corretiste da cui eravamo partiti.

Donato: Marco è notoriamente un depravato, ma lo è sempre stato all’interno dei limiti penali. Lascialo perdere.

Raffaella: Marco in realtà è un gentiluomo, ma gli piace disegnarsi così. Come Jessica Rabbit e Treble.

Treble: Io sono l’ultimo dei romantici, capace di scrivere canzoni ispirate da donne, ad esempio. Però poi il culo me lo devi dare. Sintetizzerei così l’essenza del mio approccio al mondo femminile…

Donato: Sono sicuro che Raffa sarà completamente d’accordo con te.

Raffaella: Gli uomini son tanti e diversi, ma credo a Treble quando dice di essere l’ultimo dei romantici, sempre sotto schiaffo, come un vero sturm und dranger. Vienet’ a piglià o perdon, Treble.

Marco: Beh, la mia comunque era una gag

Treble: Ci sono alcune foto dove la mia attuale ragazza potrebbe anche lontanamente assomigliarti, Raffa. Dobbiamo TUTTI preoccuparci, suppongo (elol).

 

 

More from pepito sbarzeguti

Jurassic 5 & Roni Size @ Outlook 2015

Non abbiamo fatto in tempo a comunicarvi la notizia della line up...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *