Mafia Capitale – Chi sono i buoni?

La vicenda di Mafia Capitale ci ha lasciati tutti abbastanza basiti. Okay, in effetti, a pensarci, non c’è un cazzo di cui stupirsi. Nomi e crimini che rimbalzavano di giornale in giornale da mesi e la più banale, generale consapevolezza di vivere in un paese in cui la legalità è sempre più una chiacchiera da bar. Ma nonostante ciò, la verità nuda e cruda, quella di una capitale ridotta così male, in fondo in fondo colpisce anche i più cinici di noi. L’altro giorno ne parlavamo in redazione, per elaborare il trauma.

Manuele: Minuto 23, c’è un interessante intervento di Galimberti dove inoltre propone il doppio della pena a chi riveste incarichi pubblici, cosa ne pensano i nostri filosofi mumblari? Io sarei d’accordo e l’applicherei ad ogni forma di reato anche non legata alla pubblica amministrazione: https://www.youtube.com/watch?v=JsgfhrqLwMY

Giacomo: Sono d’accordissimo, come non esserlo dal momento che è una proposta tautologica: corruzione e concussione non esistono fra privati cittadini, si preferisce chiamarli “libero mercato”. Se anche i filosofi stimati e conosciuti si accontentano degli slogan prendi-applausi, che non si lamentino poi della superficialità del nostro tempo.

Manuele: Però i reati possibili sono tanti, il punto fondamentale secondo me è che la carriera politica non può essere un vezzo, ci devono essere più responsabilità. Se queste responsabilità non si possono garantire a livello etico deve subentrare lo spettro legislativo..poi idealmente siamo tutti onesti e buoni, e non ci sarebbe neanche bisogno della polizia…

Giacomo: Le maggiori responsabilità ci sono eccome, tant’è che esistono reati nell’esercizio di funzioni pubbliche che non sono previsti per i privati cittadini, come ad esempio la corruzione. E sono praticamente certo che già adesso per i politici le pene siano maggiori rispetto ai “tecnici” dell’amministrazione pubblica (funzionari, capi area, ecc) quando sia un politico che un tecnico compiono reati tra loro collegati, perché il politico ha per definizione maggiori responsabilità. Possiamo ulteriormente aumentare questa differenza, e sta benissimo per me. In questo momento è molto difficile essere un amministratore ed essere vicino al PD (come chi sta parlando, ndr), perché sono stati fatti errori troppo grossolani, lasciando entrare dei criminali per il profitto di alcuni. Aggiungo che – opinione personale – i criminali ora entrano nel PD perché è l’unico soggetto politico in Italia. Mi piacerebbe che la cosiddetta “società civile” provasse a entrare nel partito con la stessa forza con cui ci provano questi criminali, ma nella politica come in Italia, emigrano (si astengono) molti bravi cittadini, rimangono (vanno a votare) quelli con qualche interesse. Concludo questo sproloquio sottolineando che non sento nessuno criticare i governi di destra locali e nazionali che hanno permesso il business dei CIE et similia, celebriamo Salvini dimenticando che al governo c’era la Lega con maggioranze bulgare, ma va bene così, confido nell’indignazione della “società civile”.

Raffaella: Anche a me fa abbastanza sorridere. Non sono una giurista, per quel che ne so stabilire pene diverse per lo stesso reato è un’abnormità. Poi ci son sempre le aggravanti, anche se non mi pare che il problema sia l’assenza di una norma adeguata (sebbene si possa fare molto, d’accordo) ma la sua applicazione. Mi sembra una proposta risibile proveniente da chi, come spesso accade (cfr. de Rita et alia), nella vita adotta un doppio standard. Per intenderci meglio racconto una storiella. Il plagio in sede d’esame può comportare se verbalizzato l’espulsione dall’università. Quando ero in commissione d’esami ne abbiamo sgamati molti di studenti che copiavano le loro tesine, li abbiamo bocciati ma non abbiamo applicato il codice alla lettera mandando all’aria la loro carriera universitaria. Forse avremmo dovuto farlo, ma se è giusto essere così severi con gli studenti a maggior ragione dovremmo esserlo con gli insegnanti, specie quelli arrivati all’apice della carriera accademica. Ecco, scommetto che a questo punto Galimberti non sarebbe d’accordo…

Manuele: Quindi non può essere un buon deterrente ai politici onesti per denunciare i criminali? Finché l’atteggiamento della politica non sarà in questo verso difficilmente attrarrà la società civile. La politica deve autotutelarsi altrimenti la deriva sono estremismi dittatoriali, perché la magistratura è troppo lenta e lassiva oggi come deterrente. Gli errori, anche grossolani, e le incursioni criminali nel partito vanno ammessi e denunciati, altrimenti scade il principio fondamentale della politica a meno che uno non faccia parte di un partito espressamente e costituzionalmente mafioso e delinquente. Credo che qua ricordiamo tutti le quote latte della Lega e altre cazzate loro e della destra, ma infatti non credo ci sia nessuno che li giustifichi..

Raffaella: Il punto, Manu, è che la società civile non è poi molto più ‘civile’ della politica di professione, stando alle inchieste. Chi sono i buoni? Questo è il problema (da cui discende che la questione morale non è di per sé questione esclusivamente politica né risolvibile sul piano normativo) http://www.wittgenstein.it/…/06/mafia-capitale-sandulli/ . Altro piccolo flash: nella protesta contro Marino, al Campidoglio i 5Stelle si ‘mischiano’ con gente come Pomarici (ex FI, PDLl, NCS, presidente d’aula del consiglio comunale giunta Alemanno, ora passato con la Lega di Salvini). È il mondo di mezzo, d’opposizione e di governo.

Donato: Forse semplifico, ma prima di andare a guardare caso per caso chi è il buono e chi è il cattivo (nella storia dell’articolo di Wittgenstein: entrambi cattivi) o a discutere se le coop sono buone o cattive (sono buone e cattive: inizialmente buone, poi gravemente malate, quindi cattive – non lo scopriamo certo con Mafia Capitale che necessitano di essere curate drasticamente e che il partitone, attraverso esse, ha sempre mal trafficato), ci sarebbe da risolvere il problema cruciale economico e legislativo italiano: una legge anticorruzione seria. È da Mani Pulite che se ne parla, e da Mani Pulite regolarmente non si fa un cazzo, o si fanno cazzi dannosi. In Italia i detenuti per corruzione e reati fiscali sono un centesimo rispetto alla Germania. La corruzione (le infiltrazioni di affaristi, mafiosi, faccendieri, negli apparati pubblici) secondo stime più disparate, mangia dai 60 ai 100MLD di Pil all’anno. In Italia non c’è una normativa seria contro la corruzione, non c’è mai stata, e quel poco che c’era di buono, nel corso del tempo è stato peggiorato. Si facesse una legge, la si facesse chiara, applicabile, possibilmente sotto dettatura di Cantone, Gratteri, Cassese, Imposimato e poi, secondo me, si potrebbe pure iniziare a fare discorsi più dettagliati. 

Raffaella: Ma sì, facciamola. Facciamone pure una sul conflitto di interessi se è per questo. L’articolo di Sofri non credo che contraddica ipotesi del genere, mostra soltanto quanto è complessa la trama, cosa di cui mi sembra non siamo molto consapevoli. In ogni caso, a tale riguardo, questo articolo dice cose molto interessanti http://www.corriere.it/editoriali/14_dicembre_13/fretta-dubbi-89174238-8295-11e4-a0e7-0a3afe152a95.shtml

 

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