Outlook Festival 2015 – Run The Jewels fast!

Anche quest’anno, Outlook Festival si sta preparando per un ritorno in grande stile. Se non sapete di cosa stiamo parlando vi consigliamo di dare un’occhiata qui, qui o semplicemente di digitare “outlook” nella barra di ricerca del nostro sito. Visualizzerete decine di articoli, più o meno uno per ogni headliner dello scorso anno.

Perché ci piace tanto Outlook e perché ogni anno ci teniamo a ricordarvi di andare? Perché è uno dei rari festival di musica, in ambito europeo, ad avere precisi riferimenti culturali, sui quali ha costruito una bellissima storia, che giungerà quest’anno al suo ottavo compleanno. La cultura di riferimento è quella della cosiddetta musica bass, definizione ampia, ma non troppo, che comprende regggae, hip hop, dubstep, deep house, garage, grind.
O, più ecumenicamente, tutta quella musica nata nei sobborghi inglesi o americani, accompagnata da sezioni ritmiche prepotenti, frutto di matrimoni misti e atteggiamenti promiscui di musicisti bianchi, neri, giamaicani, perfino arabi. Ma ad Outlook non ci si limita a mettere in fila su un palco artisti appartenenti a generi attigui. Ogni giorno ci sono incontri pubblici con musicisti, street artist, professionisti di settore, startupper che hanno appena brevettato i meglio sound system sulla piazza o schienali per poltrone che vibrano a tempo di musica.

Altro non trascurabile dettaglio: la location. Il festival si tiene in una fortezza abbandonata del 1700, all’interno di un parco che si affaccia sul mare: Fort Punta Christo, vicino a Pula (Croazia). Non malissimo, ve lo assicuriamo.

Lo scorso anno, la line up ha visto protagonisti artisti del calibro di Submotion Orchestra, Fatima, Andrew Ashong, Bishop Nehru, Horace Andy, Daddy G, Buraka Som Sistema, Goldie, Barrington Levy, Action Bronson, DJ Premier, Moodymann, Floating Points, Digital Mystikz e (colpaccio!) Ms. Lauryn Hill, giusto per citarne alcuni.

Tra gli altri, la prima infornata di nomi di quest’anno (solitamente la meno ricca; altri nomi, molti dei quali di maggior peso, vengono comunicati a primavera) mette sul piatto, oltre ai grandi ritorni di Digital Mystikz, Mungo’s HiFi, Goldie e Sir David Rodigan, l’ottimo novellino-eppure-veterano DJ Haus, il protégé di Diplo Mumdance, la scoperta del 2014 secondo Gilles Peterson, Little Simz, Boy Better Know, Mount Kimbie, e poi due che passavano di lì per caso, cioè Pete Rock e Run The Jewels (per chi proprio è incappato in questo articolo per sbaglio e non ha idea di chi si stia parlando: il primo è un producer colonna portante dell’hip hop old school, un pari grado di Premier, per intenderci; i secondi formano il miglior gruppo hip hop degli ultimi anni, incoronati nientemeno che da Pitchfork – ehvvabbeh… – per miglior album del 2014).

By the way: a noi piace un casino Jon Phonics, sicuramente meno noto ai più, ma decisamente bass e furbo al punto giusto. Ci sarà anche lui.

Insomma, pure quest’anno Outlook sembrerebbe garantire un’esperienza coi fiocchi. Tornate su questi schermi per ulteriori aggiornamenti.

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