Il punto sulla Grecia

Breve rassegna stampa sulla situazione greca. Il governo Tsipras ha proposto un piano di consolidamento del debito basato principalmente su nuove tasse per i ceti abbienti. Fmi e Bce, considerato il livello di evasione fiscale ellenico, lo reputano poco credibile e chiedono, in alternativa, politiche che facciano principalmente leva su di un ridimensionamento del sistema previdenziale. Le trattative alternano momenti di incredibile entusiasmo a parentesi di pessimismo e accuse reciproche. Gli analisti non sanno decidere se una Grexit è, ora più che mai, probabile. Per Atene, i vantaggi finanziari di un’uscita sarebbero limitati: la competitività sull’export che deriverebbe da una svalutazione della drachma, sarebbe mangiata dalle tasse doganali che si alzerebbero vertiginosamente, dalla deflazione che aleggia sul resto d’Europa, senza contare che ormai la Grecia ha già “assorbito” una svalutazione interna dei salari di diversi punti percentuali. In più, il debito greco è detenuto principalmente da partner europei che hanno concesso interessi sul debito assolutamente vantaggiosi. D’altra parte, Atene non può più nemmeno permettersi politiche di rigidità fiscale che non consentono alcun apprezzabile riavvio dei consumi, ma che la Troika richiede come moneta di scambio per i prestiti offerti (senza contare che pure il capo economista dell’Fmi ha recentemente ammesso che i moltiplicatori fiscali imposti alla Grecia erano stati mal calcolati e che le politiche draconiane sono state fin’ora deleterie). Servirebbe un compromesso vero, mediano, che conciliasse parte delle esigenze dei creditori, con parte di quelle dei debitori. I rischi geopolitici di un fallimento sono imprevedibili. In questo contesto, il mercato azionario è in subbuglio, ai picchi da gennaio. In altre parole gli investitori scommettono forte sulla chiusura di un accordo e sulla permanenza greca nell’area euro. Per finire, un breve paper pubblicato da Bruegel in cui si parla delle diverse “exit strategy” dei partner europei nei confronti di un default greco. I miliardi a garanzia dei fondi (Esm, EfSf) i cui titoli emessi hanno finanziato la Grecia negli ultimi anni, potrebbero essere recuperati.

http://www.economist.com/news/business-and-finance/21654555-costs-grexit-still-outweigh-benefits-both-greece-and-euro-area-down-not-yet-out?fsrc=scn/fb/te/bl/ed/downbutnotyetout

http://www.economist.com/news/finance-and-economics/21639591-why-leaving-euro-would-still-be-bad-both-greece-and-currency?fsrc=scn/fb/te/pe/ed/zomingout

http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2015/05/greeces-finances?fsrc=scn/fb/te/bl/ed/ofherculesandkeynes

http://www.economist.com/news/leaders/21654598-greece-and-euro-zone-are-stuck-abusive-relationship-my-big-fat-greek-divorce

http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-06-23/europe-index-futures-signal-stocks-to-extend-gain-on-greek-talks

http://www.bruegel.org/nc/blog/detail/article/1533-how-to-reduce-the-greek-debt-burden/

More from pepito sbarzeguti

Madlib (e molti altri) @ Outlook 2015

Non sappiamo esattamente come facciano, ma ogni anno i ragazzi di Outlook...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *