Outlook 2015 – The King of Dancehall

Bennie Man ha quarantatré anni e ne ha passate parecchie. Nato a Kingston e allevato dalla madre che si destreggiava tra mille lavori, ha fatto parte di diverse gang e frequentato le patrie galere più di una volta. Ma ha sempre avuto la fortuna di saper cantare, e il business, nel quale aveva fatto il suo trionfale ingresso a soli sette anni grazie ai produttori Sly & Robbie, gli ha salvato la vita. All’età di vent’anni, cioè dopo circa 13 anni di carriera musicale e criminale, decide di lasciare la Giamaica, l’industria e il gioco. Si mette a viaggiare. Inghilterra, India, Stati Uniti, Canada. E alla fine degli anni ’90 decide di tornare e di farlo da campione, incidendo successi su successi, collaborando con tutti i godfather del genere e oltre (i sopracitati Sly & Robbie, Barrington Levy, Jimmy Cliff, Bunny Lee, Dillinger, So Solid Crew, Janet Jackson, Nicki Minaj, Eddie Murphy…) e arrivando a vincere una manciata di Grammy. Se amate il roots reggae (e ne detestate le moderne contaminazioni “mainstream”) ma non reggete il ragamuffin delle origini, Beenie Man potrebbe sorprendervi piacevolmente. Per il calore e la solarità del suo suono dancehall che ha fuso la storia della musica in levare alle più moderne istanze hip-hop e r’n’b. Delay ipnotici sulle voci, breakbeat nervosi e profondi, accompagnati da arrangiamenti vocali che strizzano l’occhio alla melodia “facile”, lasciandosi alle spalle le asperità più tipiche del sound giamaicano. In sostanza, il signor Moses Davis – che in patria è considerato una vera leggenda vivente e oltreoceano si è conquistato un’enorme fetta di mercato – ha saputo mantenere fede alle sue origini (anche tematicamente, si vedano “Real gangsta”, “Gangsta life” e “Street life”) molto più di suoi altri illustri connazionali, pur non disdegnando assolutamente alcune scorciatoie verso le posizioni d’alta classifica. In più, dopo una gioventù scapestrata di crimine ed eccessi, ha abbracciato il rastafarianesimo e recitato plurimi mea culpa per i testi fortemente omofobi di certe sue canzoni incise in gioventù.
Bennie suonerà ad Outlook 2015. Imperdibile.

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