Outlook 2015 – Barely Legal

Sì, okay, ci sono i Run The Jewels, i Jurassic 5, Roni Size, Madlib, Moodymann, Kode9, Beenie Man, SBTRKT, Goldie e tutti gli altri grandissimi del bass stardom.

Ma le seconde linee di Outlook Festival, spesso sono seconde solo per esperienze e non certo per talento.

Un paio di esempi su tutti: Little Simz, la protégé di Jay Z & Gilles Peterson (un genere di consenso decisamente trasversale) e il sorprendente Gabriel Garzón Montano.

Oggi però parliamo di un’altra seconda linea, eppure non seconda: Barely Legal.

Non so perché la scelta sia ricaduta su di lei, anzi sì: lo scorso anno, in fila per un panino, in attesa che Ms. Hill salisse sul palco dell’Arena di Pula, ho avuto un diverbio con lei.

Non avevo idea di chi fosse, né del perché fosse lì, e non esitai a dirle, in modo molto secco, di non provarci nemmeno a passarmi davanti facendo finta di niente, mentre stai lì a raccontartela con la tua amica, il tuo accento super cockney e gli short iperstracciati.

Mi rispose con un sonoro vaffanculo, seguito dal più classico dei “hey, ma sai chi sono io?”, reazione immediata alla vista del mio accredito stampa. Nel minuto e mezzo successivo ci fu una breve conversazione riconciliatoria, in cui entrambi riconoscevamo la rispettiva poca creanza e ci davamo appuntamento per una fantomatica intervista che non ebbe mai luogo, a causa del mio rigido stile di vita che non prevede sveglie prima delle 12.00.

Archiviai l’episodio e il suo nome per qualche settimana, fino a quando, per qualche insondabile ragione, mi rimbalzò alla mente lo spiacevole incontro e, incuriosito, andai a cercare suo materiale, chiedendo al grande amico di noi giovani, la fantastica internét.

Beh, tutto di guadagnato.

La ragazza (vero nome: Chloé Robinson) ha soli 23 anni, ma ha stile e tecnica da vendere. È cresciuta a pane e garage, per poi intraprendere il classico percorso a ritroso verso hip hop e raggae, con un orecchio a tutte le moderne evoluzioni dub.

Alla sua tenera età è già stata performer di festival di spicco – da Ibiza, alla Croazia, alla madre patria – ha suonato al Fabric e ricevuto i complimenti di Toddla T e Four Tet. Ah, e tanto per gradire, ha cacciato qualche beat per il gotha del grime rap britannico (Wiley, Scratchy, Riko Dan).

Chloé mischia sapientemente soulful hip hop, suoni house d’annata e dub, in ogni sua possibile derivazione, mostrando a ogni set una cultura musicale mostruosa e una rara abilità selettiva e di lettura del dancefloor.

Insomma, magari come vicino di fila per il panino non è il massimo, ma come dj merita attenzione e supporto.

Non perdetevela, tra meno di un mese ad Outlook Festival!

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