Parigi – Rassegna Stampa

MUMBLE: è nato sette anni fa, e se ha visto la luce è stato per la necessità di chi vi scrive di capire e analizzare l’attualità, ciò che accade nel mondo, dalla bassa padana agli altipiani afghani. Ovviamente, se si tratta di bassa padana siamo molto ferrati. Più ci si sposta vergo le alture dell’Hindu Kush, più le nostre certezze tendono a vacillare. Ciò che è successo a Parigi venerdì ci ha lasciati senza parole, come ci lasciano sempre sbigottiti i tempi di reazione pressoché nulli dei soliti sciacalli, lestissimi a cavalcare l’onda emotiva per alimentare i peggiori istinti dell’elettorato. (E sì, aggiungiamoci pure la stucchevolezza di quella parte di opinione pubblica che si ostina ad accusare di doppiopesismo chi si sente colpito da un avvenimento simile, quando ogni giorno un contadino di Timor Est muore per i loschi traffici occidentali). Stiamo cercando di elaborare l’accaduto, informarci, fare domande a chi è direttamente coinvolto. Ma per il momento non siamo in grado di fornire analisi soddisfacenti. Una cosa però ci riesce bene sempre: surfare il magico mondo della internet, che tanto piace a noi giovani. Abbiamo raccolto articoli di persone molto più autorevoli di noi e li abbiamo messi insieme. Buona lettura.

***

Innanzitutto, il riassunto dei tragici avvenimenti di venerdì. (Ieri mattina, poco dopo le 04.00 AM, ha avuto inizio un blitz delle forze armate francesi per catturare i terroristi rintracciati. Una jihadista si è fatta esplodere, otto sono stati arrestati. Non è dato sapere se Abdelhamid Abaaoud, il regista della strage, sia stato fermato o meno).

http://www.ilpost.it/2015/11/16/attentati-parigi-isis-riassunto/

Un nodo cruciale è capire come sia nato lo Stato Islamico, il vasto territorio tra Siria e Iraq, ora sotto il controllo dell’autoproclamato califfo al Baghdadi. Vox, Guardian e The Atlantic hanno fatto un ottimo lavoro in questo senso.

Syria's war: A 5-minute history of the conflict

ISIS, which has claimed responsibility for the terror attacks in Paris, has its origins in Iraq, but the group as we know it today is in many ways a product of Syria's civil war.

Pubblicato da Vox su Sabato 14 novembre 2015

http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/jun/03/us-isis-syria-iraq?CMP=share_btn_fb

http://www.theatlantic.com/international/archive/2015/10/how-isis-started-syria-iraq/412042/?utm_source=SFFB

All’indomani delle stragi di Charlie Hebdo, The Atlantic pubblicò un altro fondamentale articolo su Daesh (Isis) e i suoi teorici. È un articolo che ha fatto discutere parecchio, non sono mancate accuse all’autore di voler definire l’intera comunità islamica come naturalmente propensa al terrorismo. Non è così. Graeme Wood s’imbarca in un viaggio profondo e dettagliato sulle radici religiose (per certi versi epiche) del salafismo, l’accezione islamica estremista che ispira i terroristi. Per battere un nemico simile, è vitale conoscerne la narrativa.

http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2015/03/what-isis-really-wants/384980/

I ragazzi di Prismo, hanno scritto benissimo di un’altra cultura, quella delle banlieu francesi, che fornisce l’humus ideale per il reclutamento di jihadisti.

L’ipotesi della guerra civile

In questi quattro articoli, invece, Famiglia Cristiana, Esquire, Limes e The Economist spiegano quali dovrebbero essere, a livello macro politico e macro economico, i primi passi da fare, per indebolire efficaciemente Daesh.

http://m.famigliacristiana.it/articolo/francia-almeno-smettiamola-con-le-chiacchiere.htm

http://www.esquire.com/news-politics/politics/news/a39727/paris-attacks-middle-eastern-oligarchies/

http://www.limesonline.com/parigi-il-branco-di-lupi-lo-stato-islamico-e-quello-che-possiamo-fare/87990

http://www.economist.com/news/europe/21678511-how-europe-has-become-more-vulnerable-terrorist-attacks-what-parisu2019s-night-horror?fsrc=scn/fb/te/bl/ed/whatparis

Infine, tre illustri accademici (e politici) spiegano quale deve essere, più in generale, la reazione dell’occidente. Non c’è unanimità su come definire i fatti in corso. Guerra, guerra asimmetrica, stato di emergenza ma non di conflitto. La conclusione a cui tutti giungono è che un risposta violenta e non mirata non potrebbe che far peggiorare la situazione attuale. Speriamo vengano ascoltati, ecco.

http://www.project-syndicate.org/commentary/after-paris-strategy-to-fight-islamic-state-by-richard-n–haass-2015-11

http://www.project-syndicate.org/commentary/paris-attacks-war-with-islamic-state-by-dominique-moisi-2015-11

http://www.project-syndicate.org/commentary/intervention-fuels-anti-west-terror-attacks-by-brahma-chellaney-2015-11

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