Bob direbbe “three little candies”

Illustrazione di Tommaso Malaguti

I’ve had a hole in my heart
For so long
I’ve learned to fake it and
Just smile along

Down on the street
Those men are all the same
I need a love

“Candy”, Iggy Pop

Ero a Camden Town quando vidi per la prima volta i lecca-lecca alla marijuana. Ben esposti, partecipi della vita mondana, sbruffoni e convinti di non meritarsi sguardi increduli; questo perché esemplari come gli altri, degni anche loro di trovar dimora tra la lingua e il palato dei marmocchi più edaci e golosi. Qualcosa di innovativo,vero, qualcosa che incuriosisce….perché non provare? In fondo non è mica droga, che vuoi che sia! E poi, diciamocelo, quanto sono “in” quelle fogliettine verdi zigzagate che in alcuni casi (fortunatamente solo alcuni) risaltano tra le esposte calzette di noi adolescenti, sotto il trave del risvoltino? Riflettiamo: di certo non c’è bisogno di Christiane F. o di Mark Renton per capire che molte droghe sono illegali e nuociono fortemente alla salute, così come i diffusi elisir alcolici che abbondano nelle nostre case.

Facciamo un passo indietro, torniamo ai miei pensieri per le strade londinesi: come risulta quel lecca-lecca verde agli occhi innocenti e forse ingenui di un bambino? Esattamente come quello alla mela o al lampone. Tutto normale.

Questo accade perché prendiamo tutto con leggerezza, non diamo valore a ciò che ci circonda e ci armiamo della spada della banalità per poi, un fendente dopo l’altro, lacerare organi vitali come emozioni e sentimenti ma anche, più semplicemente, per inculcare nella mente di un bambino ciò che è sbagliato e che, però, rimane volontariamente velato. Questo “svalorizzare” invadente è ormai pane quotidiano, infetta caramelle ma anche cose più importanti come un’idea o momenti unici nella vita di una persona. E quindi i Chupa-Chups vengono etichettati con la cannabis, gli ideali politici si consolidano tramite Facebook e le sedicenni incinta invadono i nostri televisori. Il muro del non-valore continua ad innalzarsi sotto i nostri occhi oscurandoci l’orizzonte, non si dà più importanza alla distinzione utile e necessaria tra ciò che bene e ciò che è male. Vedrete, prima o poi Willy Wonka se ne uscirà con la cioccolata alcolica, Fitzcarraldo inizierà a produrre caucciù stupefacenti e quelle tossiche delle Superchicche otterranno nuovi poteri con ulteriori caramelle.

Riflettiamo, atto secondo: come ogni cosa anche un disegno può influenzare la mente di un bambino, figuriamoci se associato a qualcosa che gli fa brillare gli occhi a prima vista come, esempio a caso, una caramella. Ricordo quando da bambino lottavo per ottenere quell’orsacchiotto Haribo tanto ganzo al gusto fragola. L’unico piacere che ne derivava era probabilmente la sua funzione di antistress, non ne ho mai colto realmente il sapore, consideravo appestato quello al limone e non ero per nulla tentato dagli altri…pensandoci, direi che questo accadeva perché la fragola era il frutto che preferivo tra quelli proposti e non credo di essere un caso unico. Se questo accadesse ai fanciulli del futuro, nel vedere l’immagine della foglia di maria? Quei giovini sarebbero sicuramente mossi dalla curiosità di provare qualcosa di nuovo, di non farsi mancare la new entry.

In fondo è sempre stato così: l’istinto, repentinamente, ci conduce sulla strada dell’ignoto, una strada ancestrale asfaltata di un’irrefrenabile voglia di scoprire, sapere, approfondire perennemente. Sotto questo aspetto dovremmo evitare di essere epigoni d’Ulisse e renderci conto dei nostri reali confini, distaccarci da ciò che è giustamente occultato e godere di ciò che abbiamo, senza essere tentati dagli oggetti misteriosi che ristorano all’ombra. Mettiamoci ora nei panni di un bambino: se scegliesse di provare questo nuovo tipo di lecca-lecca che colpa gli si potrebbe addossare? “Prevenire è meglio che curare” è tra tutti i proverbi uno dei più saggi, evitiamo quindi di mettere cacate pazzesche in commercio ed eviteremo, forse, anche problemi futuri. Spesso si sdrammatizza troppo e c’è chi considera tali argomenti delle idiozie quando in realtà si dovrebbe cambiare e partire da queste semplici cose.

Recidiamo dunque le invadenti banalità e cerchiamo di far sorridere un bambino di fronte a qualcosa di sano e comparabile alle proprie esperienze. Le vittime di questi commerci sono i bambini, quindi cerchiamo di precipitarci mentalmente a molti anni fa: noi fanciulli di fronte ad una caramella gustosa e sopratutto mai provata: cosa avremmo fatto? Il peggio avviene quando questo “nuovo” tentatore, stando al passo col tempo, abbandona le caramelle per giungere ad altro. C’è probabilmente chi si sente obbligato, spinto da un sistema di coercizione mentale, a seguire il branco, a fare come fanno tutti e ridursi ad essere un fragile burattino utile a dare conforto ai colleghi delle nuove esperienze, “perché se l’ha fatto pure lui…”

E l’essere differenti diventa privilegio di pochi, i più audaci.

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