Perché leggo ancora le fiabe

Illustrazione di Antonio Mantovani

“Rodi rosicchia spezzetta
Chi sbocconcella la mia casetta?”
Anni di crisi. Crisi dei valori, crisi del lavoro, crisi degli ideali. Possono crollare tante certezze in periodi come questi, ma una cosa non crollerà mai: l’insano struggente desiderio che è proprio dell’uomo, di volere il meglio ad ogni costo. Rileggevo giusto l’altro ieri una fiaba che fin da piccola suscitava in me inquietudine e un vago senso del macabro, Hansel e Gretel. Devo dire che la sensazione con gli anni non è cambiata.

Lasciati a loro stessi dai genitori, soli nel bosco irto di sterpi e bestie feroci, la disperazione e l’isteria sta per divorarli quand’ecco si materializza, come un miraggio, una luccicante casetta di pane, puro zucchero e miele. Cosa possono fare due giovani spauriti e abbandonati se non fiondarsi verso questa promessa di benessere e felicità?

Così, senza riflettere, senza pensare, con nulla da perdere. Quante casette di pane abbiamo davanti noi giovani d’oggi? Noi che non ci riconosciamo in nulla, noi che ci sentiamo piccoli e sul punto di soccombere in questo mondo che non sentiamo nostro, noi che abbiamo la mente presa soltanto dal desiderio di apparire i migliori. Di poter avere tutto e subito.

Quanto è facile carpire la fiducia di chi si sente incompreso in famiglia, estraneo nella propria compagnia, rifiutato dal proprio paese? Le foreste anni 2000 offrono la più ampia gamma di casette dolci mai viste, dove i problemi passano in secondo piano e t’illudi di aver finalmente trovato la maniera di sopravvivere. Un morso al tetto e spariscono i tre giorni di digiuno. Una canna in compagnia e via la noia di certe serate in cui il meglio da fare è evadere dalla realtà in cui vivi. La dolcezza dello zucchero e ogni paura svanisce. Una curva ai 100 all’ora con l’alcool nelle vene per sentirsi un dio.

Quanto è facile abbandonarsi a ciò che ci presentano come facile da avere e figo da vivere. Sembra di aver tutto da guadagnare quando le prime vittime siamo noi. La strega cattiva non voleva forse mangiarsi Hansel dopo averlo nutrito e rimpinzato per tanto tempo?

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