Little Simz, A Curious Tale of Trials + Persons

Little Simz, al secolo Simbi Ajikawo, è una rapper di 21 anni, straight outta Islington (Londra), con obiettivi abbastanza chiari: vuole spaccare tutto, e farlo come dice lei. Niente etichetta, niente ospiti di lusso sul suo album, niente ammiccamenti pop o testi nonsense nelle sue canzoni. Il suo primo lavoro ufficiale, dopo la pubblicazione di otto – dicasi otto – mixtape, è uscito lo scorso anno col titolo di “A Curious Tale of Trials + Persons”. È stato registrato, gratuitamente, nei Red Bull Studios di Londra, e distribuito dalla sua etichetta indipendente, Age 101. Tecnicamente, Simbi è un alieno. La capacità di dividere la battuta in parti perfettamente uguali, l’agilità nel “delivery”, il flow, tutti i fondamentali del rap sono da 10+, compresa la capacità di impossessarsi di timbri differenti per impersonare differenti io. Ah, ovviamente sa anche cantare meravigliosamente. A 21 anni, riesce ad avere un rap fluido e allo stesso tempo granitico, accompagnato da una maturità e da un senso di costante sofferenza spirituale da riportare alla mente, nei momenti migliori, Lauryn Hill, e lo stesso Kendrick Lamar (che en passant l’ha definita “the illest out there”). Musicalmente, l’album è un impasto piuttosto teso di beat gentilmente offerti dalla scena grime e dub londinese, ripassati secondo un gusto più “morbido” e americano. L’aria che si respira, quando si fa girare “A Curious Tale…” sul piatto, è scura e pesante, ma non impenetrabile. Little Simz tiene la luce accesa con la sua tecnica sopraffina e i suoi testi intelligenti. C’è una rabbia gestita in maniera magistrale, da fare impallidire i migliori professionisti dell’anger management, indirizzata sugli obiettivi giusti: l’intolleranza, il razzismo, il sessismo. Eppure, nonostante questo, la sensazione che si ha ascoltandola rappare è che l’unica vera battaglia che Simbi stia portando avanti, con successi alterni, sia contro (ma anche per) sé stessa. Questo, insieme all’assenza pressoché totale di virtuosismi lirici (cioè che Simz dice, è ciò che Simz intende: non c’è spazio per scarti poetici, giochi di parole, calembour) può forse essere motivo di delusione per chi (come noi) seguiva la rapper già da tempo, e si aspettava un album senza difetti. Ma, come si dice, sono ragazzi. Anzi, è una ragazza, e molto tosta. Saprà sorprenderci.

Little Simz suonerà quest’anno, alla ottava edizione di Outlook Festival. Better not miss.

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