Non Recensione | Laik-Oh!

di Filippo Sgarbi

Apro la mia collaborazione con MUMBLE: per questa rubrica di “non recensioni” parlando di

un disco che amo molto, anche se ha già qualche mese, “Dietro il Mondo” dei Laik-Oh!. Ho

deciso di definire questo articoletto “non recensione” perché in effetti, dopo aver scritto

recensioni per qualche anno, ho capito che preferisco parlare della musica che mi piace,

senza dover per forza dare giudizi tecnici o artistici, per il semplice gusto di condividere

opere che per me valgono la pena di essere ascoltate. Fine della premessa, parliamo di

cose serie.

I Laik-Oh! sono un duo (che nasce però come un trio) formatosi nel 2012 in provincia di

Mantova, la loro musica è un misto di elettronica e rock, molto cinematografica in certi

passaggi, che si rifà a sonorità cupe di stampo principalmente new wave (ma non solo). Le

tematiche affrontate sono piuttosto serie e purtroppo estremamente attuali, come nel caso

della prima traccia, Secoli di stragi, una canzone cupa e dalle atmosfere oscure, ma molto

evocative che tratta il tema delle stragi a sfondo religioso.

La musica dei Laik-Oh! si basa su alcuni elementi comuni a tutte le canzoni, dosati e

mescolati abilmente, come parti di synth estremamente ampie e spaziose, temi ripetitivi di

chitarra e piano e aperte davvero imponenti con chitarre elettriche, synth e batterie con

suoni potenti e distorti, quasi dubstep. Il cantato quasi sempre monotonale e in certi punti

tendente al lamento (ma mai fastidioso), si sposa in maniera perfetta con l’ossessività dei riff

e dei giri proposti. Un aspetto che mi ha colpito molto è la grande dinamica dei pezzi,

caratteristica inusuale per un lavoro come questo prettamente elettronico, ottenuta grazie ad

arrangiamenti molto ricercati e azzeccati, che riescono a riempire e a creare un muro di

suono, senza mai essere invadenti o caotici, come ad esempio nella quarta traccia del disco,

Il racconto dell’uomo deluso che si evolve da un inizio molto minimal, a tratti psichedelico,

fino ad arrivare ad un’esplosione finale potente e maestosa che prende in prestito alcuni

elementi dal postrock (accordi stoppati e loudness estrema). Un plauso particolare da parte

mia va al comparto tecnico del disco, la scelta dei suoni è perfetta e anche la qualità della

registrazione è eccellente (baso questa affermazione sul CD “fisico”), al livello di produzioni

certamente superiori come numeri e budget.

Siccome questo disco è disponibile per l’ascolto gratuito su Soundcloud, vi consiglio di

dedicare un’oretta del vostro tempo ad ascoltarlo, credo ne valga davvero la pena.

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