Yuck, Stranger Things

Gli Yuck nascono e si formano a Londra nel 2009, ma per ricercare le radici musicali del gruppo bisogna allontanarsi dalla madrepatria inglese, attraversare l’oceano e arrivare sino agli Stati Uniti. Non a caso, nella lista degli album preferiti di Bloom (cantante e leader del gruppo) compaiono “Loveless” dei My Bloody Valentine, “You’re Living All Over Me” dei Dinosaur jr , “Daydream Nation” dei Sonic Youth, ed è proprio dal sound delle band americane degli anni ’90 che trae ispirazione l’identità musicale degli Yuck. “Yuck”, il primo e omonimo album permeato da sonorità di stampo noise e shoegaze, ha attirato l’attenzione della critica e catturato l’interesse del pubblico, imponendosi come uno dei migliori dischi del 2011. Dopo un esordio sconvolgente, nel 2013 gli Yuck affrontano l’abbandono di Daniel Blumberg e, affidatisi a Chris Coady per la produzione, pubblicano il loro secondo lavoro “Glow & Behold”, un disco che riflette tutti i cambiamenti attraversati dal gruppo in un sound più melodico e pulito e in un carattere maggiormente introspettivo. Per il terzo album il gruppo decide di tornare alle origini. Esattamente come avvenne per il loro primo lavoro, “Stranger Things” è totalmente autoprodotto ed è stato registrato nella casa dei genitori di Bloom a Londra. Il disco presenta un’ulteriore inversione di marcia riportando il gruppo verso le sonorità più ruvide e dirette che avevano caratterizzato “Yuck”, senza però eliminare totalmente le atmosfere intime ed emotive di “Glow & Behold”. “Stranger Things” è un lavoro ricco di sfaccettature; le prime due tracce “Hold Me Closer” e “Cannonball”, con le loro chitarre potenti e distorte, mostrano l’anima più diretta e incisiva del disco, mentre “Like a Moth”, molto vicina alle atmosfere delicate del dream-pop, ne mostra il lato più morbido e melodico. “I’m OK” è la parte più introspettiva del disco e parla dello stato d’ansia che proprio Bloom ha dovuto affrontare in questi anni, mentre “Hearts in Motion” si riferisce alle relazioni e all’importanza che hanno nella nostra vita, al modo in cui ci lasciano oscillare senza sosta tra romanticismo e decadentismo; “As I Walk Away” si allontana dalle vicende personali di Max, per rendere protagonista la voce di Mariko Doi. L’album si chiude con “Yr Face”, la traccia più lunga che, tempestata da distorsioni e riverberi, ci rimanda immediatamente alle atmosfere evocate dal rock americano degli anni ’90. L’ultima fatica di Bloom e colleghi ( Edward Hayes, Mariko Doi, Johnatan Rogoff) fa riemergere l’anima pura, diretta e genuina del gruppo; “Stranger Things” non è un tentativo nostalgico di emulare le grandi band del passato, e il suo carattere composito non è fine a se stesso ma è frutto di un cammino di crescita e di evoluzione che ha portato gli Yuck ad avere una maggiore consapevolezza dopo un percorso burrascoso.

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