SOTTO LA MASCHERA DEI PREGIUDIZI – La vera natura di Scampia e del suo carnevale

Comunemente quando si parla di carnevale si pensa alle maschere e ai travestimenti, come espressione di caratteri estranei a quelli abituali e come occasione per interpretare un ruolo nuovo. Si ha la possibilità di
essere un nuovo personaggio, si interpreta una nuova parte e tutto sembra riconducibile al gioco. Si ritrova la stessa allegria che si aveva da bambini nel seguire i carri mascherati nella speranza di prendere il gioco
più bello.
Esistono però realtà che si discostano profondamente da questa idea di carnevale. Per molte persone infatti questa festa appare come l’unica occasione per dimostrare pubblicamente ciò che realmente sono. Il carnevale diventa così una delle principali opportunità per liberarsi dalle maschere attribuite dai luoghi comuni e dai pregiudizi. Se di solito il carnevale diventa occasione per nascondere ciò che realmente siamo, offrendo la possibilità di accantonare timori e insicurezze, a Scampia (quartiere napoletano logorato dalla Camorra e dall’assenza del potere statale) è un modo per fare luce sulla reale natura di questo luogo e sulle persone che lo popolano, liberandolo così delle maschere che i media, in particolar modo la televisione, gli hanno attribuito.
Scampia in questo trentaquattresimo corteo carnevalesco, organizzato da GRIDAS (Gruppo Risveglio Dal Sonno) è apparsa come un quartiere dominato dai colori, dai sorrisi e dalla gioia. La gioia di sentirsi liberi, con la consapevolezza della strada percorsa e la speranza che il cammino futuro possa essere in discesa. Un carnevale pieno di solidarietà, di bambini che hanno riscoperto la dolcezza e la spensieratezza del gioco, di quell’infanzia spesso negata.
Un quartiere pieno di vita e di amore, una realtà forte e ormai indipendente, spesso denigrata e rovinata ma capace di resistere alla Camorra, una realtà che nonostante abbia perso molte battaglie è stata capace di vincere con le sue forze la guerra, una realtà poverissima ma incredibilmente ricca di valori che il denaro non può comprare. Un luogo considerato come pericoloso e malfamato si mostra paradossalmente come la culla nella quale risiedono valori e principi nuovi, giusti e rivoluzionari, valori importanti come la giustizia, la solidarietà e la fratellanza.
Spesso appare complesso individuare la sottile differenza esistente tra legalità e giustizia ma a Scampia emerge chiaramente ciò che è mero rispetto della legge e ciò che è davvero giusto. Un quartiere abbandonato dalle cariche statali, creato e distrutto dalla Camorra, quartiere che nonostante le difficoltà incontrate è stato capace di resistere alla intemperie e non perde occasione per dimostrare ciò che realmente è, levando le maschere che presenta, dimostrandosi in tutta la sua fragilità e contemporaneamente in tutta la sua forza.
Scampia riesce a mostrare le storture che hanno causato la Camorra e l’assenza dello Stato e nello stesso momento è capace di mettere in luce tutte le alternative che la popolazione stessa sta creando in reazione a questa situazione. Senza maschere, senza misteri, Scampia si sta mostrando al mondo e all’opinione pubblica per ciò che è.

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