Volti dalle mille maschere

di Arianna Castellazzi

immagini di Antonella Bottone

Ognuno di noi ha un ruolo nella propria vita.

Interpreta il protagonista di una storia, la scrive e la vive.

Abbiamo tante maschere che indossiamo inconsciamente, come cittadini, come parte di una famiglia, come appartenenti a una religione, a un’ideologia politica, come lavoratori. Non siamo mai realmente liberi di essere noi stessi. Vi siete chiesti chi siete?

Nella società di oggi, ultramoderna, l’immagine è fondamentale. Spesso ci si ferma all’apparenza, alla bellezza soggettiva, destinata a non durare nel tempo. Perché truccarsi? Perché modificare le proprie foto? Per raggiungere quale scopo, quale ideale? I ‘like’ sui social? La verità è che non ci si accetta. Abbiamo una brutta maschera, un brutto naso, ma perché cambiare? Ci rende noi. I difetti ci caratterizzano, non siamo robot.

Pirandello ci dice che è buffo vedere una vecchia signora truccata da sembrar molto più giovane, perché non è ciò che una vecchia e rispettabile signora dovrebbe essere.

Suscita riso. Fermarsi al giudizio? No.

Quando guardi gli altri, non giudicarli per quello che vedi. Conoscili, scopri perché.

La signora forse aveva un marito più giovane di cui era innamorata, perciò sperava che lui non l’abbandonasse, che ricambiasse il suo amore. Va ancora derisa? O compatita?  Rifletti.

La comicità nasconde sempre la tragedia!

Voler sembrare giovani, voler essere perfetti..perché? E soprattutto per chi?

Siamo animali destinati ad invecchiare e a morire, come tutti gli esseri viventi.

Attenzione quindi, ad accettarsi e a convivere con i propri difetti.

Sei più felice, lettore, sapendo che per gli altri sei bello? Sii bello per te stesso.

Togli la maschera, parla con il cuore, non con parole d’altri.

Pensa con la tua testa, non farti influenzare.

Nello spettacolo della vita abbiamo tante maschere a disposizione, fuori e dentro di noi.

Il ‘fanciullino’ di Pascoli ci accompagna per tutto il viaggio, come quella parte animale, il Lupo di Hermann Hesse, le parti istintive di noi che stonano con gli ideali che ci impongono.

La moda, le buone maniere, la politica: è tutto relativo, anche la morale.

Dipende dal punto di vista, dal ruolo che ci siamo dati.

Realtà o illusione?

Non possiamo sapere di vivere in un mondo fittizio..’Matrix’ per quel che ci riguarda, è fantascienza, così come sono immaginari ‘Truman Show” e speriamo anche “1984”.  L’arte è illusione, ma è ciò che spinge ad andare avanti. La musica, la danza, la letteratura, il teatro, l’amore! Come faremo senza? La magia esiste in tutte le cose, basta solo sapere dove guardare.

Decidi tu. Sii tu il giudice!

Vuoi vivere nell’illusione di essere felice?

E allora ridi e non angosciarti.  Ma ridi di te stesso, e con gli altri, non degli altri.

Credi in un Dio anche se dubiti della sua esistenza?

Gli strumenti sono tutti nelle tue mani, ricordati solo che erano tutti come te.

Tutti umani..da Galileo, Aristotele, Cartesio, Michelangelo, Gesù, i Papi, i politici.

Categorie, ideologie, sezioni. Abbiamo bisogno di un ordine.

Un’illusione di ordine. La vita è caos.

Le maschere cambiano ogni giorno, ogni persona ti vede diversamente.

Ognuno vede sé stesso diverso da come lo vedono gli altri. Siamo tutti uno, nessuno e centomila.

Guardati allo specchio.  Ridi dei difetti, esagerali!  E compatisci le persone che ti criticano, perché sono prigionieri di una moda, di un pensiero comune.

Credi a ciò che vuoi, ma stai attento alle conseguenze di ciò, agli effetti che avrà il tuo ruolo.

E ricorda:

“ Io penso che la vita è una molto triste buffoneria, poiché abbiamo in noi, senza poter sapere né come né perché né da chi, la necessità di ingannare di continuo noi stessi con la spontanea creazione di una realtà (una per ciascuno e mai la stessa per tutti) la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria. Chi ha capito il giuoco,  non riesce più a ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Così è. La mia arte è piena di compassione amara per tutti quelli che s’ingannano.”

Da ‘Lettera autobiografica’ del 1912 di Pirandello

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