In the MOOD for a talk

Hanno meno di 40 anni in due, e stanno portando in giro per l'Italia il loro album d'esordio. Chi sono i Mood, duo potentissimo che vi lascerà estasiati.

Hanno poco meno di 40 anni in due. Daniele Maini e Francesco Molinari, rispettivamente batterista e chitarrista formano i Mood. Il potente duo nasce nel 2010 quando, reduci da un gruppo creato con altri amici, hanno deciso di dare una svolta alla loro carriera musicale, maturando e reinventandosi.
Hanno iniziato così per gioco, senza aver chiaro il loro futuro (Daniele sorridendo puntualizza che non lo hanno chiaro neanche ora) e col tempo hanno deciso di tirare fuori qualcosa di più: studiando, migliorandosi ed esibendosi. Detto in questo modo il loro percorso sembra stato facile, quasi lineare, ma no, non è stato così. Perché suonare in due è una costante avventura.
Sarò di parte , ma ascoltatevi il loro album. Brividi, potenza e carica vi attendono.

Francesco, Daniele, a distanza di anni come vi sentite a suonare dal vivo?
Francesco: è sempre una grande emozione con la gente che ti carica. È bello in qualsiasi situazione e al di là delle persone. Dal momento in cui siamo nati a oggi abbiamo visto un bel cambiamento.

Il primo live com’è stato?
Francesco: Fu un pochino traumatico. (La sua espressione si fa più seria) Eravamo in teatro a Massa Finalese e correva l’anno 1200. No scherzo, era il 2010 e frequentavamo la prima superiore. Vorrei subito dire che il primo giro di chitarra fu tutto improvvisato.
Daniele: Quella fu una serata organizzata da noi assieme ad altri quattro gruppi, optammo per il teatro anche se non era un posto adatto per suonare. Insomma era un piccolo evento per fare la prima esperienza.

Avete faticato a ritagliarvi spazio nella scena indie della zona?
Daniele: Fatica? non credo, è stata una cosa naturale. Ci siamo concentrati sulla musica, cercando di fare un disco, facendo le cose fatte bene. Poi siamo usciti con l’etichetta di Giorgio Borgatti (Upupa Produzioni), ma ripeto è stato tutto molto naturale.
Francesco: L’aiuto di Giorgio e Tiziano Sgarbi (Bob Corn n.d.r.) è stato importante, perché ci hanno inserito nel panorama musicale della zona.

MOOD
Francesco Molinari e Daniele Maini

 

Per il vostro stile a che artisti famosi e non vi siete ispirati?
Francesco: Prima di tutto cosa intendi per famosi? Noi diremmo Fugazi, Nirvana, At the Drive-In, Battles e Don Caballero. E di meno famosi tutta la scena di cantanti e gruppi indipendenti italiani e non: Three in One Gentleman Suit, Death of Anna Karina , Three Second Kiss, Zeus, Zu e Teatro degli Orrori.

Suonate in altri gruppi?
Francesco: Certo: Elephants Above Crocodile con cui abbiamo fatto uscire il primo disco a dicembre 2014; c’è questo nuovo progetto chiamato Maeraia che è l’evoluzione dei Topo Ciuccia Mano, e poi io e Maino (Daniele Maini) suoniamo nella Banda Rulli Frulli, che sicuramente molti di voi conosceranno. E come ultimo progetto, suono nelle Visioni Elettriche altro progetto (orchestra di chitarre) della scuola di musica.

Prima dei Mood avete suonato in altre band, che magari si sono sciolte?
Daniele: Beh sì, i Music Extension, il nostro gruppetto delle medie, che non rimpiangiamo anche se è stato fondamentale per noi, con cui facevamo cover.
Francesco: Daniele ha suonato anche negli Agostofobia. (ascoltateli su Bandcamp se vi capita n.d.r.)
Daniele: Dopo gli Agostofobia, band molto punk, ho suonato con gli Aftermath.

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Nel corso degli anni come e quanto vi siete evoluti?
Daniele: Dall’inizio ci siamo sicuramente evoluti tanto tanto tanto. Perché suonando assieme si cresce, sia come persone e sia come artisti. Suonando molto, col passare del tempo abbiamo scoperto molte cose, e viaggiando e ascoltando altri gruppi siamo diventati i Mood che conosci ora.
Francesco: Andando avanti ci si arricchisce, crescendo in tutti i campi.

Per il futuro avete in mente collaborazioni?
Daniele: Mah vedremo, nel primo disco abbiamo chiesto a Stefano Pilia (Massimo Volume) e Matteo Sgarbi (Sex Offender Seek Salvation). Pilia ha inserito un suo pezzo con la chitarra baritona in una nostra canzone, e Matteo ha prestato la voce nell’unica canzone in cui è presente la linea vocale.
Siamo molto contenti di entrambe le collaborazioni.

Per il futuro cosa avete in programma?
Francesco: Stiamo pensando di far uscire il nostro secondo album a ottobre/novembre del 2016.
Ma dobbiamo ancora decidere che collaborazioni fare e se farne, è ancora tutto da decidere.

MOOD live

Dopo questa chiacchierata, andiamo più nel dettaglio. Voi che genere fate?
Daniele: Instrumental math-rock forse un po’ punk.

In altri progetti vi siete mai discostati dal vostro stile?
Francesco: In ogni progetto a cui abbiamo partecipato abbiamo sempre fatto cose completamente diverse dal nostro “solito” stile, con generi completamente diversi. Ad esempio (lasciando perdere Banda e Visione Elettriche che sono orchestre) gli Elephants Above Crocodile sono più post rock emo, gli Aftermath sono math rock/metal, Maeraia e Agostofobia virano sul punk.
Daniele: Il fatto di avere avuto altre band mentre suonavamo coi Mood, ci ha aiutato a discostare i generi e ad avere un punto di vista che andava su più binari. È fondamentale perché amplia la tua conoscenza musicale.

Io vorrei fare un piccolo affondo sulla parentesi elettronica di Francesco.
Francesco: È stato un periodo, una parentesi in cui mi sono appassionato di musica elettronica e assieme a Giacomo Malaguti (Elephants Above Crocodile e MUMBLE: n.d.r.) abbiamo sperimentato qualcosa, ma giusto per divertirci. Musica più o meno in stile Bonobo, ma non ai sui livelli.

Invece con gli strumenti? Siete nati batterista e chitarrista?
Daniele: Fondamentalmente sì, a volte suono le percussioni ma in genere batteria.
Francesco: Chitarra in primis, ma a volte basso, tastiera o synth.

Avete mai pensato di cambiare strumenti all’interno dei Mood?
Francesco: Dopo qualche anno di esperienza, abbandonare gli attuali strumenti per provare qualcosa di nuovo non è facile come sembra. Se cambi strumento è un rischio, perchè c’è l’incognita del cambiamento di stile del gruppo.
Daniele: ci limitiamo a lavorare sullo stile, cambiando quello; gli strumenti no.

Avete mai pensato di aggiungere qualcuno al vostro duo?
Daniele: Non ci sentiamo troppo bravi da suonare in due, ma ci va bene così.
Se si aggiungesse qualcuno cambierebbe tutto, anche se dovesse essere un basso ad esempio.
Francesco: Poi ci gestiamo molto meglio così.

Cosa ne pensate di Spotify o iTunes? come vedete queste piattaforme?
Daniele: Penso siano buoni strumenti per la diffusione di musica, soprattutto comodi. Anche se non abbiamo vissuto il passaggio tra iTunes e Spotify.
Francesco: i Mood sono nati quando iTunes era già nato. Questi strumenti per i gruppi indipendenti possono essere un bene o un male: bene perché la musica diventa reperibile ovunque e per chiunque, e male perché poi la gente pensa: “Perché comprare il disco quando c’è Spotify?”.
Daniele: Poi ci sono anche quelli che se ne fregano e comprano comunque il disco, perché apprezzano di più le copie fisiche. Ed è una cosa bella. Noi ci siamo però persi la transazione dal formato fisico a quello digitale.

Vi piacerebbe fare una collaborazione con uno dei vostri gruppi indie preferiti?
Daniele: Ci piacerebbe.
Francesco: Sarebbe una bomba.

Com’è stato suonare al vostro primo festival?
Daniele: Il primo è stato appena dopo il terremoto, vicino a casa e organizzato da Upupa produzioni: nonostante i primi attimi di tensione abbiamo preso subito confidenza con l’ambiente, e non ci siamo più fermati.

In questo periodo li troverete spesso e volentieri a suonare in svariati luoghi d’Italia, e vi consiglio di ascoltarli live. Vi assicuro che verrete travolti dalla loro potenza e non potrete che restarne estasiati. Ecco la playlist del loro album d’esordio: buon ascolto!

 

 

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