Basta buonismo

Eccoci qua, a commentare un’inaspettata elezione di Donald Trump a presidente degli Usa. Inaspettata almeno per il sottoscritto: nel rapidissimo evolversi virale delle opinioni via web, già si sprecano le voci di chi l’aveva detto, se lo aspettava, c’era da dirlo. Per me no. Ero graniticamente convinto che Clinton avrebbe vinto senza problemi queste elezioni.

Le mie motivazioni sono tutte quelle che avete letto o ascoltato in questi mesi da parte di chi, ora, nel rapidissimo evolversi delle opinioni via web, non è altro che un meschino arrogante fortunato sostenitore democratico. Uno che non capisce il mondo e gli altri, che si crogiola nel buonismo quando bisogna essere cattivi, che sbatte in faccia i risultati delle politiche per il lavoro posti-di-lavoro-usa ma non vuole riconoscere che c’è la crisi e bisogna difendere i lavoratori. I più deboli.

Insomma, sono proprio uno di quelli che non ha capito niente di quello che chiede la gente, che non capisce la loro stanchezza, la loro rabbia, la loro frustrazione. Uno di quelli che si attiene ai fatti. E ne trae delle conseguenze.

È ora di smetterla con il buonismo: verso i conservatori, i cattivi, gli ipocriti. Verso tutti quelli che, nel rapidissimo evolversi delle opinioni via web, gongolano alla sconfitta della sinistra radical chic, dei progressisti da salotto, di quelli che sognano un mondo senza confini. Godetevi la vittoria, ma smettetela di prenderci in giro con la vostra presunta difesa del lavoratore onesto e indifeso. Basta con la menata della lotta contro i poteri forti, le banche e le tecnocrazie, mandragole inventate per giustificare la vostra più intima e tremenda paura: che il vostro privilegio si trasformi in diritto accessibile ad altri.

Voi siete conservatori e vi interessa soltanto difendere lo status quo. Difendete quelli che ce l’hanno fatta e pensano soltanto a se stessi, difendete chi come voi si nutre di individualismo – a tratti inconsapevole – e freme di rabbia appena fiuta la minima apertura verso chi sta peggio. Siete più ricchi e difendete con i denti la vostra posizione privilegiata contro ogni ombra si avvicini al confine della vostra proprietà, perché sapete benissimo che non avete meriti rispetto agli altri e sì, siete stati fortunati. Siete fortunati anche se vi guadagnate da vivere con un lavoro onesto, più o meno quotidiano e più o meno pesante, perché milioni di persone con la vostra stessa propensione al lavoro e all’onestà semplicemente non possono lavorare e guadagnare quanto voi per colpa di situazioni familiari, sociali, razziali, di genere, perché nati dalla parte sbagliata della staccionata o perché buttati fuori dal mondo del lavoro per colpa di un datore di lavoro che non si è fatto scrupoli di licenziarli per difendere il suo tornaconto economico e sociale. E in tutto questo odiate profondamente chi, come i traditori della patria della sinistra radical chic, pur trovandosi nella vostra stessa posizione privilegiata si ostini a parlare di diritti, di apertura, di uguaglianza. stipendio-elettori

Negli Usa 59,5 milioni di persone mediamente benestanti hanno votato per Trump; 59,7 milioni di persone, mediamente più povere, hanno invece votato per Clinton; 103 milioni di persone ancora più povere non hanno affatto votato. Il taglialegna del Wisconsin o il carpentiere dell’Iowa non ha votato Trump perché vuole rovesciare il capitalismo in mano alla grande finanza. Se lo ha fatto per questo, forse non sa che ha votato uno che ci sguazza nella grande finanza. E la grande finanza se ne infischia dei nomi, finché il capitale sarà libero di riprodursi e accumularsi. Questi onesti lavoratori americani hanno votato chi ha dato loro la prospettiva di fare della propria posizione mediocre, media o felice, un privilegio nei confronti dei meno fortunati: immigrati, minoranze, indigenti. Possiamo davvero continuare a sopportare le accuse di arroganza che i leader conservatori di mezzo mondo, Trump, Le Pen, Salvini, May, Orban, muovono compiaciuti ai progressisti, democratici, socialisti? Lasciamo vincere le paure di chi vuole conservare e rafforzare i privilegi o proviamo a trasformare i privilegi di pochi in diritti di tutti?

Io, per me, nel rapidissimo evolversi virale delle opinioni via web, smetterò di ascoltare le ipocrisie di queste persone: basta buonismo.

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